Manarola e Vernazza. Una giornata alle Cinque Terre.

Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore: tanto belle quanto impossibili da visitare nei giorni festivi. Se si può, mai andarci durante le festività.

Noi, per non farci mancare niente, decidiamo di fare la nostra gita fuori porta alle Cinque Terre proprio per Pasquetta. Sapevamo che non si sarebbe dimostrata la migliore delle idee, ma il solito entusiasmo da giro improvvisato la sera prima, ci ha fatto partire senza pensare troppo.

Così arriviamo a La Spezia e su consiglio di un amico, lasciamo la macchina qui, in quanto sarebbe quasi impossibile addentrarsi fino ad una delle Terre e trovare parcheggio senza problemi, soprattutto in una giornata come questa. Sappiamo che dalla stazione di La Spezia parte un treno che permette, con l’acquisto di un biglietto apposito, di fermarsi in tutte e di ritornare indietro.

In stazione la situazione è davvero invivibile dal gran numero di persone da cui è invasa che hanno avuto al nostra stessa idea. Le code sia alle casse che alle macchinette per fare i biglietti sono interminabili e, dato l’orario, ormai le 11.00 del mattino, inizio a spazientirmi pensando che anche nelle ore successive non saremmo riusciti a goderci per nulla la giornata vista l’enorme affluenza di turisti.

Non so ancora come ma riusciamo ad infilarci, come acciughe in una scatoletta, sul primo treno in arrivo e dopo qualche minuto di viaggio, arriviamo alla prima fermata: Riomaggiore. Confidando sul fatto che molti decidano di iniziare il loro tour dall’ultima delle Terre -Monterosso-, per poi riavvicinarsi, decidiamo di scendere.

Effettivamente la nostra idea sembra rivelarsi giusta e approdiamo a Riomaggiore. Seguendo le indicazioni andiamo subito verso la “Via dell’Amore”: il famoso percorso pedonale, a picco sul mare, che congiunge Riomaggiore a Manarola. Lo troviamo però ancora chiuso per motivi di sicurezza a causa di frane smottamenti che l’hanno interessata gli anni precedenti.

Via dell'Amore

Dato che abbiamo solo la giornata a disposizione e non abbiamo nessuna voglia di risalire subito su un altro treno per arrivare alla terra successiva, decidiamo di saltare la visita di Riomaggiore e ci addentriamo, improvvisando, nel sentiero n.531 che da Riomaggiore porta in poco meno di un’oretta di camminata a Manarola.

Sentiero n.531 Cinque Terre

Il tempo è meraviglioso, le temperature non sono ancora altissime ma la primavera inizia a farsi sentire e decidiamo di affrontare questo percorso per goderci una delle prime giornate di pieno sole del’anno.

Manarola

Il sentiero è immerso nella macchia mediterranea: terrazzamenti con arbusti fioriti, uliveti e vigneti ci accompagnano lungo tutto il cammino. Dobbiamo fare varie soste per riprendere un po’ il fiato dalle salite formate da alti gradoni di roccia, ma la fatica viene subito ricompensata dal panorama, che è meraviglioso, e dalla giornata tersa che ci regala la vista dall’alto del mare di un colore azzurro brillante.

IMG_6140

Eravamo già stati alle Cinque Terre, ma non avevamo mai sfruttato i percorsi trekking per passare da una all’altra, optando sempre per la comodità di collegamento data del treno. Avendo più tempo, magari un paio di giornate piene, e organizzandosi meglio sarebbe bello ritornare e visitare ognuno di questi borghi spostandosi da uno all’altro a piedi.

Manarola

Arriviamo così a Manarola e ci immergiamo subito nel brulicare di negozietti, ristorantini e locali delle sue coloratissime vie. Il borgo è incastonato nella roccia a picco sul mare come un gioiello, ed è tutto -colori, forme,materiali- talmente armonioso con la natura e il paesaggio che lo circonda che non ci si stupisce più all’assalto dei turisti, soprattutto stranieri, a queste borgate.

Manarola

Visitiamo il paese e iniziamo a perderci volontariamente tra le sue viuzze, che è quello che più ci piace fare, per scoprire scorci inaspettati e sentirci un po’ abitanti di quei luoghi. Troviamo su una terrazza un parco curatissimo e fiorito, in cui ci sono meno turisti e ci riposiamo un po’ qui prima di ripartire, questa volta in treno, per Vernazza.

Come Manarola, anche questa si rivela uno dei fiori all’occhiello della Liguria.

Vernazz

C’è un sentiero a pagamento (qualche euro) che collega Vernazza a Monterosso da cui si ha la vista migliore sul borgo. Non avendo più molto tempo a disposizione, decidiamo di terminare la nostra giornata a Vernazza, così chiediamo ai ragazzi della biglietteria se possiamo solamente inoltraci nel primo tratto del percorso per scattare qualche foto dall’alto. Ci lasciano passare e da qui, il borgo si mostra in tutta la sua perfezione di esplosione di colori. Una lingua di terra si protrae in mezzo al mare per riparare il piccolo porto dalle onde più minacciose, ma, oggi, il mare è talmente calmo e il cielo talmente limpido che fino al ritorno in stazione ci dimentichiamo che domani si tornerà al lavoro.

Visitiamo la chiesa romanica di Santa Margherita e, dopo un gelato in piazza, ci arrampichiamo per i carruggi (il nome che prendono qui le strette e ripide viuzze) fino al Belforte, la torre cilindrica che domina Vernazza. L’ingresso al complesso è a pagamento (non ricordo se uno o due euro) ma permette di vedere il borgo da un altro punto di vista e di salire con una strettissima scala a chiocciola fino alla sommità della torre.

Guardiamo gli orari dei treni sul foglio che ci hanno lasciato con il biglietto e scendiamo a passo svelto verso la piazza.

Grotta Vernazza

All’ultimo secondo scopriamo una grotta che si apre su una piccola spiaggia sassosa e ci prendiamo qualche minuto. Non vogliamo proprio rientrare a casa. Respiriamo l’ultima boccata di profumo di mare e con gli occhi pieni di colori brillanti ci avviamo verso la stazione.

Manarola

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