Lubiana Slovenia

Un weekend lungo in Slovenia. Postumia, Lubiana, i laghi di Bled e Bohinj e Trieste.

Per chi, come noi, abita nel modenese o dintorni, questo piccolo tour è perfetto per un weekend di 3 o 4 giorni. Il percorso in auto da Modena a Lubiana dura circa 5 ore: noi lo abbiamo spezzato programmando una tappa a Postumia all’andata e una a Trieste al ritorno. Ci siamo anche presi il tempo per qualche incursione nei dintorni della capitale, alla scoperta di una Slovenia un po’ differente.

Giorno 1 – Grotte di Postumia, castello di Predjama, Lubiana.
Due semplici accorgimenti sono necessari, per entrare in Slovenia in auto: un kit per la sicurezza a bordo (niente paura: qui potete trovare esattamente quello che occorre) e una vignetta, che si acquista senza problemi in Autogrill, quando si è in prossimità del confine. Si tratta di uno sticker che si applica al parabrezza e rappresenta il vostro lasciapassare per qualsiasi autostrada: una volta acquistato, non dovrete più pagare nessun pedaggio. Attenzione: se hai l’auto a gpl, ricorda che in Slovenia dovrai cavartela da solo: in questo post trovi un piccolo
tutorial per rifornire il gpl
in autonomia, che potrebbe essere d’aiuto.

Vignetta Slovenia

Prima tappa: grotte di Postumia. Il complesso è diventato una sorta di affollato centro per turisti, quasi un parco divertimenti a tema speleologia: l’impressione, a essere onesti, è che per giustificare il prezzo del biglietto, si siano accorpate alla discesa in grotta una serie di attività secondarie, non sempre all’altezza. Conservo un vago  e positivo ricordo solo di un piccolo ma curato museo, che può essere visitato per avere un’infarinatura generale sull’ecosistema grotta: come si formano le stalattiti, che tipo di fauna è presente, e così via. Il resto è tranquillamente evitabile.

Grotte di Postumia Slovenia

Il sistema di grotte aperte al pubblico è sorprendentemente esteso: per entrare nel cuore della terra si utilizza un treno sotterraneo che procede spedito per diversi minuti. L’interno non delude le aspettative: è semplicemente spettacolare, con un gran numero di sale incredibilmente vaste.

Una sala delle grotte di Postumia in Slovenia

La visita si svolge in gruppo ed è accompagnata da una guida. La nostra parlava un discreto italiano e amava infarcire il suo monologo con qualche terribile battuta. Ricordo per esempio che nella Sala degli spaghetti – chiamata così per le innumerevoli stalattiti sottilissime che colonizzano ogni centimetro quadro di soffitto – ci aveva fatto notare la formazione rossastra sulle rocce, commentando che si sarebbe potuta considerare un po’ come il ketchup.

Sala degli spaghetti grotte di Postumia Slovenia
La sala degli Spaghetti: in alto le stalattiti così sottili da ricordare il formato di pasta, in basso a destra il rosso del ketchup.

Una considerazione: i prezzi sono alti e la qualità del cibo è turistica, cioè bassa. L’intero sito è ovviamente pensato per ottenere il massimo dai molti visitatori, in gran parte italiani. Ma non c’è da scoraggiarsi: il resto della Slovenia è completamente differente e sorprende in meglio. 

Prima di dirigerci verso Lubiana facciamo una rapida visita al Castello di Predjama (o Castel Luoghi), che si trova a una manciata di minuti di auto dalle grotte. È un edificio curioso, costruito in aderenza a un complesso carsico: un tempo possedeva un collegamento diretto con il fiume, grazie a un cunicolo scavato nella roccia.  Non abbiamo il tempo di una visita all’interno perché vogliamo arrivare a Lubiana prima che faccia buio, ritagliandoci almeno qualche ora per visitarla già da oggi.

Castello di Predjama Lipiza Slovenia

Sistemati i bagagli nell’hotel in centro, usciamo subito alla scoperta della città: costruita sul fiume Ljubljanica, su una riva del quale si concentrano un gran numero di locali, la piccola capitale appare fin dal primo sguardo come un concentrato d’Europa: antica e contemporanea insieme, l’impressione è quella di una città più giovane, vivace e brulicante di vita di quanto forse ci si aspetterebbe.

Lubiana Slovenia

I due elementi cardine che orientano lo sguardo sono il fiume, con i ponti suggestivi e scenografici, e il promontorio sul quale sorge il castello, che – scopriremo ben presto – è un luogo molto attivo e amato dagli abitanti della città.

Castello di Lubiana

L’origine del nome Lubiana sembra possa essere legata al termine Luba (amore) e in effetti è facile lasciarsi sedurre dal fascino un poco inaspettato della sua atmosfera.

Lubiana fiume Slovania

Ceniamo rapidamente, in un minuscolo fast food vegetariano, con prezzi incredibilmente abbordabili e, quando già il tramonto è imminente e le prime luci si accendono sul fiume, ci dirigiamo al parco di Tivoli: ampio e curato, è accessibile attraverso un sottopassaggio pedonale che evita attraversamenti in pieno traffico. Anche il parco, come il resto della città, brulica di vita e accoglie cittadini che fanno jogging o portano a spasso il proprio cane, a ogni ora.

Lubiana Parco di Tivoli

La sensazione più evidente, passeggiando per Lubiana, è quella di trovarsi all’interno di un microcosmo solido, così ordinato e assoluto, da resistere a ogni tentativo d’entropia: apparentemente, anche gli edifici più contemporanei (e ce ne sono moltissimi) si inseriscono nei ritmi e nelle proporzioni barocche e Art Nouveau, senza intaccare l’identità mitteleuropea della città, plasmata in gran parte dall’architetto e urbanista Jože Plečnik, che lasciò la sua impronta in moltissime opere durante la ricostruzione post-bellica e si impegnò a lavorare sulla città proprio come fosse un’opera d’architettura integrale.

Lubiana Slovenia

Giorno 2 – Scorribande slovene tra Radovljica, Bled e Bohinj: villaggi e paesaggi oltre Lubiana.
Ci svegliamo presto: oggi dedicheremo l’intera giornata all’esplorazione dei dintorni. La prima tappa è Radovljica, un minuscolo villaggio montano, tutelato come monumento culturale e custodito da colli incredibilmente saturi di verde.

Slovenia Radovljica

È difficile resistere alla tentazione di fotografare ogni angolo di Radovljica: le architetture degli edifici sacri, i segni evidenti di una cultura antica e legata alla terra, i caffè sulla piazza, i molti indizi che testimoniano la presenza di pellegrini.

Slovenia Radovljica

Ma anche se sarei rimasto volentieri tutta la mattina, abbiamo un programma da rispettare. Addio, Radovljica, piccola galassia che sembri esistere in un’altra dimensione spazio temporale. Per noi è tempo di teletrasportarci in una nuova realtà.

Radovljica, Slovenia

Seconda tappa del giorno: il lago di Bled, con i suoi paesaggi irripetibili e l’isolotto al centro, dove sorge una chiesa raggiungibile esclusivamente in barca, che rappresenta la vera star di quasi tutte le cartoline del luogo. Lo scenario ricorda vagamente l’italianissima Monte Isola.

Lago di Bled Slovenia

Scopriamo che è possibile costeggiare il lago interamente a piedi, così c’incamminiamo senza pensarci troppo. Quasi al temine del nostro anello ci imbattiamo in uno scarno gruppetto di acquerellisti, tra i quali spicca un uomo dal viso scavato e gli occhi da stregone, che ha evidentemente più destrezza degli altri. Ipnotizzati dalla sua mano rapida e dal suo sguardo magnetico decidiamo di acquistare un piccolo acquerello e finiamo per intrattenerci un po’ con lui. Si chiama Dragoljub Rakinic, ci dice, anche se tutti lo conoscono come Bobi.

Dragoljub Rakinic Bobi Acquarello

Mentre cerchiamo di chiacchierare, aggrappandoci a qualche parola italiana e inglese, improvvisa sul retro del quadretto un nostro ritratto, dipinto forse in due minuti ed eseguito interamente in due toni di nero. Ce lo consegna allo stesso prezzo dell’acquerello, e ci sorprende compilandoci anche un’autentica. Solo in seguito, cercando in internet, scopro che non sono il solo ad essere rimasto colpito da lui.

Dragoljub Rakinic Bobi Acquarello autenticato

Trascorriamo la prima parte del pomeriggio al lago di Bohinj. Più grande, selvatico e naturale di quello di Bled, si trova nel Parco Nazionale del Tricorno, abbracciato da monti spigolosi ammantati di nebbie da un intenso profumo di pino.

Lago di Bohinj Slovenia

Come ogni lago degno di questo nome, suscita una sensazione ambigua di calma inquieta: complice la luce drammatica che rimbalza tra le pesanti nubi nere, sembra che una minaccia sia sempre sul punto di accadere mentre contempliamo le sue acque cupe, circondate da prati di un verde accecante.

Lago di Bohinj Slovenia

Un’occhiata rapida al ponte e alla chiesa di San Giovanni e siamo pronti a rimetterci alla guida.

Chiesa di San Giovanni Lago Bohinj Slovenia

Dopo una breve e deludente visita a Škofja Loka, trasformata interamente in un cantiere a causa di importanti lavori di ristrutturazione, siamo di nuovo a Lubiana. Ceniamo in un bel locale sul fiume e ci godiamo una lunga passeggiata notturna, per poi far ritorno all’hotel.

Lubiana, Slovenia

Un errore da non commettere. Mai affidarsi completamente al navigatore: di ritorno dal lago di Bohinj, ci indicava una via più breve rispetto ai segnali stradali. Seguendola, siamo finiti su di una strada sterrata, che penetrava sempre più all’interno di un bosco fitto di vegetazione, senza alcun segno di presenza umana. Abbiamo passato una brutta mezz’ora, anche perché il manto ghiaioso era pieno di buche e davvero in pessime condizioni. Riguadagnata la strada principale, ci è sembrato di rinascere.

Giorno 3 – L’altra Lubiana: dal Castello alla Metelkova.
Colazione e via, sul sentiero che sale su fino al castello (Ljubljanski grad). È un edificio medioevale, ristrutturato nel 1960, che accoglie locali, mostre e diversi turisti. Strutture contemporanee in vetro e metallo sono accostate con disinvoltura al corpo storico, senza turbarne la personalità.

Castello di Lubiana Slovenia

Il brulicare di vita mette allegria: è piacevole scoprire che anche questo antico edifico non viene vissuto con quella sacralità che di fatto condanna spesso monumenti come questo a un eterno inutilizzo. Nel pomeriggio, dopo aver visitato la Biblioteca Nazionale e il Tromostovje (Triplice ponte) realizzati da Jože Plečnik andiamo alla scoperta della Metelkova.

Biblioteca Nazionale Lubiana

C’è chi la definisce una piccola Christiania; noi non abbiamo ancora visitato Copenaghen e non sappiamo se il paragone regga, ma abbiamo trovato molto interessante questo piccolo frammento di città.

Metelkova Lubiana

La Metelkova è lo sgabuzzino di Lubiana, o forse la soffitta: l’ordine in questo quartiere cede volentieri il posto al caos; eppure qui, rovistando tra ragni metallici e uomini lucertola, si scoprono autentiche meraviglie.

Metelkova Lubiana Slovenia

Nato agli inizi degli anni Novanta, quando un gruppo di artisti occupò vecchi edifici abbandonati per evitarne la demolizione, è oggi un quartiere-laboratorio, uno spazio anarchico in continua trasformazione, dove arte e musica si danno volentieri appuntamento, per generare il nuovo che verrà.

Metelkova Lubiana Slovenia

Molto intelligente, dal punto di vista urbanistico, la scelta di costruire proprio accanto alla Metelkova la più importante galleria d’arte contemporanea della città: il MSUM, inaugurato nel 2011, potrebbe rappresentare il collettore ideale tra l’arte per così dire ufficiale e le pulsioni dell’underground ed è probabilmente una chiave determinante per favorire il dialogo tra la cittadinanza e il quartiere occupato.

Metelkova e MSUM Lubiana

Ancora uno sguardo al MSUM (difficile immaginarne la pronuncia) e siamo pronti per rientrare all’ordine. C’è ancora un monumento che devo scoprire, prima di sera: ha una struttura a diversi piani, ma è così piccolo da stare comodamente in un piatto.

MSUM museo arte contemporanea Lubiana

È ormai un pomeriggio che si trascina già verso sera, quando assaggio finalmente la leggendaria Gibanica, una torta multistrato che mi appare quasi un omaggio all’architettura della città, un vero e proprio monumento gastronomico che piace praticamente a chiunque. Anche al passero che l’ha divisa con me.

Gibanica con Passero - Lubiana

Giorno 4 – Un rapido sguardo a Trieste, in una piovosa mattina di aprile.
Inutile negarlo. C’è una parte di noi che deve fare i conti con un certo pregiudizio, riguardo ai paesi dell’est. È a questo che serve viaggiare: ad aprirsi e a demolire qualche muro dentro di noi. E l’unica cosa che riesco a pensare, mentre guadagniamo Trieste inoltrandoci in una periferia inquietante e disorientante, orribile e mostruosa senza possibilità di appello, è: Chissà cosa penserebbe un abitante di Lubiana dell’Italia, osservando questi incubi di cemento? Non so darmi una vera risposta.

Il ricordo più vivido che ho di Trieste, è quello di un addetto delle Assicurazioni Generali, con l’ombrello rotto sotto la pioggia grigia di un pessimo lunedì mattina, accanto agli occhialoni pubblicitari con il claim #VediamoPositivo.

Trieste Generali VediamoPositivo

Colazione di metà mattina in un bel caffè del centro e siamo pronti per un’occhiata ai resti del teatro romano, ai piedi del colle di San Giusto. Meraviglioso, ma così soffocato dalle abitazioni e dalle auto parcheggiate da rendere quasi impossibile una veduta d’insieme.

Teatro Romano Colle San Giusto Trieste

Infine ci arrampichiamo su fino alla sommità del colle, dove sorge il Castello che domina l’intera città. Visitiamo gli spazi aperti del maniero, per poi dare una sbirciata ai mosaici bizantini della Cattedrale che sorge a pochi passi di distanza.

Cattedrale di San Giusto Trieste

La pioggia, là fuori, riga le vetrate del ristorante e non vuole saperne di cessare, mentre terminiamo il nostro pranzo. Così, dopo un caffè, decidiamo di rimetterci sulla via verso casa. Sono stati quattro giorni intensi, una vera fuga d’amore con Lubiana.

Trieste

Cosa ne pensi di allungare il viaggio sino in Croazia? Da Lubiana, Zagabria dista meno di due ore. Dai una letta al nostro viaggio in Croazia.

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3 pensieri su “Un weekend lungo in Slovenia. Postumia, Lubiana, i laghi di Bled e Bohinj e Trieste.

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