Labirinto Franco Maria Ricci e Rocchetta Mattei

Emilia immaginaria. Il labirinto di Franco Maria Ricci e la Rocchetta Mattei.

Un percorso tra due architetture emiliane dell’immaginario: il Labirinto di Franco Maria Ricci, con la piramide che svetta nelle campagne parmensi, e la Rocchetta Mattei: un medioevo moresco, sui colli di Savignano, nel comune di Grizzana Morandi.

Il labirinto di Franco Maria Ricci (o Labirinto della Masone)
Sulla stampa i titoli si rincorrono: Ecco il labirinto più grande del mondo, Il labirinto più grande del mondo è a Parma, Apre in Italia il labirinto più grande al mondo. Quasi nessuno precisa, se non dopo almeno qualche paragrafo, che si tratta del labirinto in bambù più grande del mondo. In realtà le informazioni giocano spesso sul filo dell’ambiguità ed è molto difficile stabilire un primato certo, anche ampliando la ricerca ai siti esteri. Il punto è che forse non ha poi tutto questo senso gareggiare a chi ce l’ha più grosso, come adolescenti in cerca di conferme. Tanto un certo Borges lo aveva già anticipato a tutti noi: il labirinto più grande al mondo è il deserto, e non potrà mai essere eguagliato da nessuna velleità umana.

Labirinto di Franco Maria Ricci, Fontanellato, Parma

C’è qualcosa di meraviglioso e qualcosa che forse non va, nell’ambizioso progetto di Franco Maria Ricci. Partiamo da quello che non ci è tornato: si può anche essere disposti a credere che non vi siano al mondo altri labirinti altrettanto estesi; il fatto però è che questo non riesce a essere davvero suggestivo. La pavimentazione in asfalto e la brava piantina che viene distribuita poco prima di entrare contribuiscono ad appiattire l’atmosfera, rendendo l’esperienza più simile alla visita di un’attrazione turistica per famiglie, che a un viaggio interiore. Immediatamente dopo essere entrati, ci si rende conto che l’eventualità di perdersi tra le siepi di bambù non è contemplata: in questo labirinto si passeggia ridacchiando, non ci si mette realmente alla prova. Svanisce in un attimo il senso d’avventura e l’Ulisse che dorme dentro a ognuno di noi, non si darà certo la pena di svegliarsi per questa gita domenicale.

Labirinto di Franco Maria Ricci, Fontanellato, Parma

L’uscita si guadagna in una ventina di minuti, anche costringendosi a indugiare un poco tra le piccole radure. Ma è forse qui, quando il dito indice sta già per premere una stella su TripAdvisor, che il complesso mostra il suo lato migliore. La piramide-mausoleo, costruita nel cuore del dedalo a pianta stellare, è inquietante e ambigua, al centro di una prospettiva metafisica, progettata per esaltarne la presenza scenica.

Labirinto di Franco Maria Ricci, Fontanellato, Parma

All’interno, in alto, custodisce una sorta di cappella laica, con il motivo del labirinto a pavimento e un altare in legno scuro. Tutte le linee convergono ripide al vertice, guidando lo sguardo verso il punto senza dimensione che evoca l’infinito.

Labirinto di Franco Maria Ricci, Fontanellato, Parma

Il biglietto d’ingresso, per un costo di 18 euro, comprende anche l’accesso al museo, che rappresenta forse la parte più consistente e rilevante della visita: una sconfinata collezione di opere affascinanti, oggetti e libri d’arte, tra i quali il Codex Seraphinianus, enigma editoriale che non avevo mai osservato dal vivo. C’è anche un’ampia ala dedicata alle temporanee che, nei giorni della nostra visita, ospitava una bella mostra di Ligabue e Ghizzardi.

Ligabue e Ghizzardi, Labirinto di Franco Maria Ricci, Fontanellato, Parma

Ben indicato seppure un poco sperduto tra le campagne, il Labirinto di Franco Maria Ricci (lo trovate segnalato anche come Labirinto della Masone) rende quasi impossibile l’esperienza di perdersi, anche per raggiungerlo in auto.

La Rocchetta Mattei
Dalle piatte campagne parmensi, all’Appennino bolognese che sta già quasi per diventare toscano: è qui, a Savignano, nel Comune di Grizzana Morandi, che sorge un’altra architettura dell’immaginario.

Rocchetta Mattei, Savignano, Grizzana Morandi, Appennino Bolognaese

Riaperta al pubblico da agosto di quest’anno, la Rocchetta Mattei è una creatura mitologica con mille volti e infiniti corpi, un caleidoscopio di citazioni, un continuo rimando ad altro e poi altro e altro ancora. Costruita nel XIX secolo e ispirata – come il Torrione di Tortona – a un medioevo onirico e letterario, è stata castello, palazzo, villa, ma anche laboratorio di medicina alternativa e ambulatorio. Sopra a ogni cosa, la Rocchetta è essa stessa un labirinto, almeno quanto quello della Masone.

Rocchetta Mattei, Savignano, Grizzana Morandi, Appennino Bolognaese

Si accede attraverso un percorso che allude a un’iniziazione, così come avviene per esempio alla città ideale di Tommaso Buzzi La Scarzuola (di cui presto scriverò su questo blog): è necessario salire un ampio scalone sorvegliato da un busto di Giove e da una statua di un Ippogrifo, per poi affrontare una caverna oscura, con due demoni sulla soglia, a guardia della porta.

Rocchetta Mattei - Grizzana Morandi - Entrata

Dopo questo cammino simbolico, si è pronti per lasciarsi accogliere nell’abbraccio del primo spazio interno, che – come nel viaggio dell’eroe – sembrerebbe essere il luogo deputato all’avvicinamento alla caverna oscura, vale a dire la sosta di riflessione prima di entrare nel mondo straordinario.

Rocchetta Mattei, Savignano, Grizzana Morandi

Ed eccoci all’interno. La nostra guida si districa tra cunicoli, gradini e sale che si dischiudono all’improvviso, fino a condurci nel cortile dei Leoni, che cita l’Alhambra in modo esplicito.

Rocchetta Mattei, Savignano, Grizzana Morandi, Appennino Bolognaese

Poco oltre, ci ritroviamo catapultati alla Mezquita di Cordoba: la claustrofobica chiesetta, fitta di ipnotici archi bianchi e neri, è un rimando evidente alla chiesa-moschea andalusa.  Ogni cosa è sempre anche un’altra, alla Rocchetta Mattei, in un continuo gioco di inganni, trompe l’oil e ambiguità, per togliere certezze all’occhio e incoraggiarlo a indagare la realtà a un livello più profondo.

Rocchetta Mattei, Savignano, Grizzana Morandi, Appennino Bolognaese

Il conte Cesare Mattei, le cui spoglie stesse sono custodite nella Rocca, doveva avere una personalità incredibilmente eclettica: militare, letterato, e sopratutto ricercatore autodidatta, divenne celebre in tutta Europa come fondatore della medicina elettromeopatica, il cui segreto più profondo, come nella più classica delle leggende, è contenuto in un documento perduto e è oggi un enigma almeno quanto l’iscrizione applicata sull’arca funeraria:

«Diconsi stelle di XVI grandezza e tanto più lontane sono che la luce loro solo dopo XXIV secoli arriva a noi. Visibili furono esse coi telescopi Herschel. Ma chi narrerà delle stelle anche più remote: atomi percettibili solo colle più meravigliose lenti che la scienza possegga o trovi? Quale cifra rappresenterà tale distanza che solo correndo per milioni d’anni la luce alata valicherebbe? Uomini udite: oltre quelle spaziano ancora i confini dell’Universo!»

Rocchetta Mattei, Savignano, Grizzana Morandi, Appennino Bolognaese

Consigli pratici per visitare la Rocchetta: tenete presente che, anche se in molti siti viene data l’indicazione Grizzana Morandi, la vostra meta è Savignano, ad almeno 20 minuti d’auto dal centro di Grizzana. Un altro accorgimento forse banale: tenete in considerazione la folla. Noi siamo andati a ferragosto, pensando che l’edificio non rappresentasse un’attrattiva per il grande pubblico. Ci sbagliavamo: abbiamo dovuto mettere in conto un’oretta di fila abbondante.


Inutile negarlo: sia il Labirinto di Franco Maria Ricci, sia la Rocchetta Mattei sono luoghi al confine del kitsch: l’intenzione evidente di meravigliare e suscitare un senso di stupore profondo nel visitatore oltrepassa alle volte il limite dell’esagerazione, sino a produrre in certi casi la sgradevole sensazione di trovarsi all’interno di una finzione scenica, un castello da parco divertimenti, più che in un luogo con un’identità reale. Eppure il fascino dei padri fondatori – il grafico e designer Franco Maria Ricci appunto, e l’enigmatico ideatore della medicina elettromeopatica Cesare Mattei, che nella vita si trovò persino nella posizione di regalare possedimenti nel territorio di Comacchio al Papa, favorendolo militarmente nei confronti degli Austriaci – restituisce una scintilla di straordinarietà a queste costruzioni: dietro al gioco infinito di specchi, rimandi, piramidi e labirinti, si sente la presenza di un’anima vera, con cui vale la pena confrontarsi.

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