Roche-aux-fées (Roccia delle fate)

Bretagna e Normandia. Paesaggi mozzafiato, tra i Dolmen e Monet.

La Bretagna è la terra più ricca di dolmen e menhir al mondo. Il sistema degli Alignements de Carnac è così sconfinato che solo da un aereo si può apprezzare in tutta la sua estensione. Al confronto, ragiona una celebre guida, il blasonato Stonehenge sembra un giocattolino. La Normandia, almeno altrettanto affascinante, è la regione di Mont Saint Michel, del Calvados, di Omaha Beach e di una certa Rouen, immortalata per sempre da Monet. Relativamente vicine all’Italia, le due mete non hanno molto da invidiare a destinazioni come Scozia e Irlanda, ben più interessate dai grandi flussi del turismo. Inoltre, rispetto a queste ultime, non presentano la difficoltà della guida a sinistra e si prestano perfettamente per un’avventura in automobile.

Viaggio in Bretagna, Francia

1. Angers. Dove tutto ha avuto inizio. 
Dopo un paio di esperienze di vacanza itinerante in Irlanda e in Portogallo a bordo di autobus, la Bretagna e la Normandia sono state il banco di prova ideale per il nostro primo, vero viaggio on the road. Abbiamo deciso le tappe principali da casa e prenotato i voli di andata e ritorno, le strutture dove pernottare e un’auto a noleggio. Questo, ci auguravamo, ci avrebbe garantito la serenità di sapere sempre dove dormire, ma anche tutta la libertà di gestire ogni singola tappa in modo autonomo e di concederci deviazioni e cambi di programma ogni volta che lo avremmo desiderato. Da allora questo è diventato il nostro modo preferito di viaggiare.

Case a graticcio, Angers, Loira, Francia Viaggio in Bretagna e Normandia

Atterrati ad Angers (che è ancora in Loira, non in Bretagna) e ritirata l’auto a noleggio, ci siamo subito immersi nell’atmosfera accogliente della cittadina. È così che ha avuto inizio un’avventura lunga duemila chilometri, tra dolmen sperduti nel bosco, villaggi millenari, scogliere titaniche, castelli da favola e città tagliate dalle luci gialle e arancio del sole del nord.  Ecco un primo appunto di viaggio, che riporto in modo quasi integrale:

Ad Angers la bellezza è ampia e accogliente, come gli spazi aperti che non soffocano mai l’orizzonte. Ha la forma di una mano che ti tiene sul palmo, mentre la signora bene col suv si ferma per lasciarti attraversare, e a te viene da maledirla un po’ meno. È millenaria e adolescente Angers, come le architetture di vetro che convivono con castelli e cattedrali e ti fanno pensare che la storia non sia solo un peso che rallenta ogni slancio.

Angers, Loira, Francia Viaggio in Bretagna e Normandia

Anche a distanza di qualche anno, ricordo la città come un luogo fertile, dove la cultura contemporanea non sembra essere schiacciata dalle radici romane e medioevali, e dove l’architettura più moderna convive felicemente con massicci bastioni di pietra e allampanate case a graticcio, tipiche abitazioni dell’antica europa centrosettentrionale (in particolare, la versione francese prende il nome di maison à colombages).

Angers, Loira, Francia Viaggio in Bretagna e Normandia

2. La Roche-aux-fées, Vitré e Rennes.
Stavamo guidando verso Rennes in una mattina gialla di sole, quando abbiamo notato un cartello che indicava un dolmen. Cercando sulla guida, abbiamo capito che doveva senz’altro trattarsi della Roche-aux-fées (Roccia delle fate) e abbiamo deciso all’istante di concederci questa prima deviazione, entusiasti all’idea di osservare dal vivo il sistema megalitico. La guida ci metteva però in guardia, spiegando che il luogo, a causa di indicazioni poco eloquenti, non è facile da trovare.

Roche-aux-fées (Roccia delle fate)

Probabilmente è stato davvero merito delle fate, se siamo riusciti a scovarlo, nonostante la segnaletica stralunata e abilmente disorientante, forse ingarbugliata ad arte per tenere lontani gli scocciatori. Visitando il piccolo museo dedicato, dove si può anche assistere a un documentario che racconta l’esperimento di costruzione di un dolmen ai giorni nostri, abbiamo scoperto l’esistenza di un altro complesso di questo tipo: il Cairn de Gavrinis. Data la vicinanza agli Alignements de Carnac, che avevamo ovviamente in programma di vistare, lo abbiamo immediatamente inserito nel nostro percorso di viaggio.

Roche-aux-fées (Roccia delle fate)

Prima di raggiungere Rennes facciamo una sosta a Vitré, la nostra porta personale per la Bretagna. Si tratta di una cittadina con uno strabiliante patrimonio architettonico, nota soprattutto per il celeberrimo castello medioevale, considerato uno dei più imponenti di tutta la Bretagna. Per qualche tempo ospitò il parlamento francese, mentre oggi è sede del municipio della città.

Castello di Vitré, Bretagna, Francia

Ha un innegabile aspetto fiabesco, che lo rende piuttosto simile al castello che appare nel marchio della Dinsey (In realtà pare che quest’ultimo sia ispirato al Castello di Neuschwanstein, ma questa è un’altra storia).

Chateau de Vitré - Castello di Vitré, Bretagna, Francia

Arriviamo a Rennes nel pomeriggio. Il tempo di lasciare i bagagli in hotel e diamo subito un’occhiata al centro.
Dopo una visita ai giardini, ci ritroviamo a bighellonare per le vie e le piazze della città che ci appare in pieno fermento per un evento musicale che animerà la serata.

Rennes, Bretagna, Francia

Rennes è la capitale storica della Bretagna, ma per noi è soprattutto il luogo dove assaggiamo, in un locale piuttosto sofisticato, la nostra prima gallette. Sono, le gallette, nient’altro che gustose crepès salate di grano saraceno, servite con moltissimi condimenti diversi. In Bretagna (e anche in Normandia) sono paragonabili per popolarità, diffusione e modalità di consumo, alle nostre pizze: per quanto possa suonare curioso, in queste zone della Francia uscire tra amici per mangiare una gallette accompagnata da un bicchiere di sidro, è un rito non molto distante alla classica serata italiana a base di pizza e birra o cocacola.

Rennes, Bretagna, Francia

Ecco un video trovato in rete: in 2 minuti viene preparata una perfetta gallete complète: uova, formaggio di capra (Chèvre) e prosciutto cotto. La più classica tra le scelte, credo possa essere definita un po’ come la pizza margherita tra le gallette.

3. Gli Alignements de Carnac, Larmor-Baden, l’isola di Gavrinis e Brest.
La mattina lasciamo Rennes sotto una pioggia scrosciante, con la speranza di riuscire almeno a dare una sbirciata agli Alignements di Carnac, il più grande sito megalitico del mondo. Per fortuna la pioggia inizia a scemare in prossimità della meta, rendendo l’atmosfera di Carnac ancora più magnetica e suggestiva, con i vapori della terra che ammantano i menhir e li rendono grafici e astratti: decisi e potenti tratti di pietra, dipinti su una bianca tela di nebbia.

Alignements di Carnac, Bretagna, Francia

Sono circa 4.000 i menhir che compongono il sistema. Allineati in sei file parallele, occupano chilometri e chilometri di campi, attraversano boschi, strade e villaggi. Emanano energie antiche di oltre 6.000 anni, che quasi si sentono penetrare attraverso i pori della pelle. Camminare tra le steli di pietra, alte sino a tre metri, è un’esperienza che lascia profondamente impressionati: sembra di trovarsi dentro a una gigantesca opera d’arte scolpita nel tempo, oltre che nello spazio, o forse dentro a un rito destinato a perpetrarsi fino alla fine dei secoli.

Alignements di Carnac, Bretagna, Francia

Prima di fare rotta su Brest, torniamo indietro di qualche chilometro e raggiungiamo il minuscolo villaggio di pescatori di Larmor-Baden. È da qui che salpa l’imbarcazione per l’Isola de Gavrinis, che avevamo trovata indicata sul sito della Roccia delle fateun unico, gigantesco dolmen  il più lungo di tutta la Francia – celato da una collina erbosa e accessibile solamente attraverso visite guidate, che risale al IV millennio avanti Cristo.

Larmor-Baden, Bretagna, Francia

Non si può non rimanere sconcertati, mentre si entra nel tunnel che conduce alla camera mortuaria. Le pietre che lo compongono sono pesanti diverse tonnellate e decorate con svariati motivi – tra i quali l’ascia bipenne, che si ritrova anche nei palazzi cretesi di Cnosso e Festo – incisi, centimetro dopo centimetro, su quasi tutta la superficie. (Ecco un sito molto interessante con le immagini dei decori e la loro interpretazione: è a questo link). Al mistero del trasporto delle pietre (l’ipotesi più probabile è che venissero fatte scivolare sul fondale del mare con un sistema di tiranti) si aggiunge un enigma ancora più interessante: la somiglianza tra i disegni del soffitto del cairn con quelli di altri siti megalitici fa supporre che alcune delle pietre di questo dolmen facessero parte, in origine, di un monumento ancora più antico e molto distante. È stata forse una delle esperienze più intense di tutto il viaggio.

Gavrinis, Cairn, Bretagna, Francia

La più occidentale tra le città della Bretagna, Brest è stata letteralmente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale e oggi è un luogo-laboratorio, privo di un vero centro storico e caratterizzato da monumenti recentissimi come il Pointe de l’Iroise e dalla massiccia presenza di edifici militari.

Brest, Bretagna, Francia

Sviluppato a partire dal porto, su a salire fino ai quartieri più alti, mi ha lasciato due ricordi estremamente nitidi: i cantieri dei lavori in corso in ogni angolo, che credo siano realmente parte dell’identità di una città in continua trasformazione, e la meravigliosa follia contagiosa di un Festival musicale in cui siamo finiti per puro caso.

Ponte di Brest, Bretagna, Francia

4. Camaret-sur-mer, Pointe de Pen-Hir, Cap de là Chevre, Le Faou e la Conquet.
È il classico villaggio da cartolina, di cui non puoi non innamorarti per almeno qualche ora, e decidere – prima di tornare in te – che sarebbe il luogo migliore al mondo in cui vivere, Camaret-sur-mer.

Camaret sur mer Bretagna Francia

Arricchitasi con la pesca alle sardine prima e con quella all’astice e ai crostacei poi, oggi la cittadinanza si arrabatta sopratutto con il turismo. Camaret-sur-mer offre scorci sul porto incredibilmente fotogenici, con gabbiani e cormorani che si disputano la palma del soggetto più inquadrato dagli obbiettivi dei turisti.

Camaret sur mer Bretagna Francia

A poca distanza si trovano una meravigliosa baia, con una spiaggia lontana dal turismo (non resistiamo a toglierci le scarpe e ad affondare i piedi nelle sabbie rosate, per poi battezzarli con l’oceano) e gli inquietanti resti del castello del poeta Saint-Pol-Roux (se cliccate sul link trovate una sintetica voce dedicatagli dall’Enciclopedia Treccani. Questo invece è un blog francese interamente dedicato a lui e alle sue opere).

Baia di Camaret, Bretagna, Francia

Discepolo di Mallarmé, precursore del surrealismo e occultista, la sua scomparsa è avvolta nel mistero: alcune fonti – tra cui l’Encicplopedia Treccani – riportano che sia stato barbaramente trucidato da un  soldato nazista all’interno del castello. Altri riportano invece una versione più complessa e struggente: scampato all’attacco tedesco, sarebbe morto di crepacuore solo in seguito, quando – tornato a casa dopo mesi di assenza – trova il maniero distrutto dalle fiamme e i manoscritti inediti custoditi al suo interno, perduti per sempre.

Castello di Pierre-Paul Roux o di Saint-Pol-Roux, Bretagna

È piuttosto sorprendente che i resti siano diventati un monumento visitabile liberamente. E bisogna ammettere che fa una certa impressione aggirarsi per le macerie spettrali che fronteggiano il mare: dopo qualche minuto di curiosità, onestamente, si percepisce netta la sensazione di doversene andare.

Castello di Pierre-Paul Roux o di Saint-Pol-Roux, Bretagna

Da lì, siamo ripartiti per Pointe de Pen-Hir, uno scenografico promontorio con imponenti faraglioni a picco sull’oceano, dove uno sparuto gruppetto di free-climber  si esercitava – fronte alle rocce e spalle alle onde fragorose.

Pointe de Pen-Hir, Bretagna, Francia

È qui che sorge il severo monumento militare, che sembra voler sfidare, con le sue forme possenti, tutti i venti e le intemperie del nord.

Pointe de Pen-Hir, Bretagna, Francia

Da Pointe de Pen-Hir, ci siamo rimessi in auto per raggiungere l’estremità meridionale della meravigliosa penisola: Cap de là Chevre. Dopo aver parcheggiato ci incamminiamo tra i sentieri panoramici gialli e viola di erica, con eserciti di scogliere guerriere e appuntite, che tagliano a fette senza scomporsi le ululanti orde di onde oceaniche.

Cap de là Chevre, Bretagna, Francia

Perdere qualche ora a bighellonare tra i camminamenti di Cap dè la Chevre, con l’aria salata sulla pelle e il sole negli occhi è semplicemente fantastico. Il verbo giusto, anzi, dovrebbe essere guadagnare qualche ora, non certo perderla.

Cap de là Chevre, Bretagna, Francia

Nel pomeriggio visitiamo Le Faou, perché lo troviamo indicato come uno dei più bei borghi della Bretagna. In realtà non riusciamo ad apprezzarlo del tutto: la via principale – estremamente trafficata e puzzolente di smog – taglia in due il centro, impedendo di fatto a chiunque di godersi appieno una passeggiata tra le abitazioni medioevali.

Le Faou, Bretagna, Francia

Delusi dalla tappa con cui intendevamo terminare la giornata, ci rimettiamo ancora una volta in marcia: ceneremo a La Conquet, uno splendido villaggio in pietra dove ci godiamo un tramonto profumato di mare, che accende la baia di riflessi rosa e arancio. Ora, stanchi e soddisfatti, siamo finalmente pronti per andare a dormire.

La Conquet, Bretagna, Francia

5. Roscoff, Cap Frehel e Saint Malo.
Roscoff
è forse una tra le più affascinanti cittadine del nord della Francia, con quella tipica atmosfera in toni di grigio, eppure sorprendentemente vitale e vivace. Relativamente vicina alle coste della Gran Bretagna, è questo il luogo da cui partivano i francesi in traghetto, per recarsi a vendere le apprezzatissime cipolle locali.

Roscoff, la città delle cipolle, Bretagna, Francia

Ancora oggi la figura dei Johnnies – i venditori con la corona di cipolle intorno al collo –  è un’icona della città, che ha dedicato anche un vero e proprio museo a questa piccola grande epopea. La cipolla rosa di Roscoff è attualmente un prodotto doc e dop, considerato di altissimo valore organolettico.

Roscoff, i Johnnies venditori di cipolle

Il porto, incredibilmente suggestivo, è caratterizzato da una lunga passerella che finisce per inabissarsi sotto il pelo dell’acqua, con un effetto piuttosto irreale, da scenario post-apocalittico.

Roscoff, la città delle cipolle, Bretagna, Francia

Cap Frehel è affascinante almeno quanto Cap de là Chevre, con i due fari stagliati sull’oceano e i venti selvatici che spazzano gli ostinati cespugli variopinti aggrappati alle rocce.

Cap Frehel, Bretagna, Francia

Abbiamo trascorso qualche oretta immersi nei sentieri di erba, vento e sale, per poi approdare a un piccolo locale su di una scogliera, con ampie vetrate panoramiche. Ideale per chi è appassionato di birdwatching, Cap Frehel è una riserva ornitologica colonizzata da cormorani e da una moltitudine di altri esemplari (purtroppo avevamo una striminzita macchinetta compatta e le nostre foto non sono pubblicabili: dovete credermi sulla parola).

Cap Frehel, Bretagna, Francia

Infine, siamo partiti per Saint Malo, che si trova già vicino al confine con la Normandia. È oramai l’imbrunire quando, lasciati i bagagli in hotel, ci incamminiamo sulla passeggiata panoramica che conduce alla città vecchia.

Saint Malo, spiaggia, Bretagna, Francia

Abbiamo trascorso una magnifica serata, a Saint Malo, gustando ogni attimo di tramonto sulla spiaggia, con lo splendido panorama della massiccia città fortificata che si erge inespugnabile sul mare.

Sain Malo, intra muros, Bretagna, Francia

È già quasi notte quando ci infiliamo, come viandanti medioevali, dentro le porte delle possenti mura di difesa, per perderci letteralmente nel brulicante reticolo di vicoli della città intra muros. Abbiamo anche la fortuna di imbatterci in un vivace e coinvolgente festival di arte di strada.

Sain Malo, intra muros, Bretagna, Francia

In un momento d’euforia, ho assaggiato il mio primo e unico sidro, una sorta di birra dolciastra ottenuta dalla fermentazione delle mele.
Un consiglio, che non abbiamo potuto mettere in pratica: dedicate più di un giorno a questa sbalorditiva città di corsari.

Sidro di mele, bretagna, Saint Malo, Francia

6. La Normandia: Mont Saint Michel, Omaha Beach e Caen
Mont Saint Michel
sembra costruito esclusivamente per rispondere a una domanda precisa: dove sono finiti tutti i turisti? È evidente che non si può non dedicare una mattina a questo miracolo solidificato, alla cui creazione hanno contribuito i capricci della natura, almeno quanto l’ingegno, l’arte e l’impegno dell’uomo. Però, dopo giorni e giorni di orizzonti ampissimi e pace assoluta, è un poco sconcertante ritrovarsi stretti nella morsa di una folla gremita, che si sgomita tra i gradini e si accalca in ogni anfratto.

Mont Saint Michel, Normandia, Francia

Eppure nonostante la folla, che turba non poco l’atmosfera del luogo, Moint Saint Michel rimane una meta imprescindibile, un baluardo estremo di arte umana, in un paesaggio irreale di sconfinate paludi sabbiose, che circondano l’isola-non-isola e si espandono a perdita d’occhio come uno sconfinato deserto dei tartari.

Mont Saint Michel, Normandia, Francia

Ripartiamo alla volta di Omaha Beach, che fu teatro di uno dei più cruenti episodi della seconda Guerra Mondiale: il drammatico sbarco in Normandia. È una tappa che abbiamo creduto giusto affrontare, come tributo a queste terre e ai moltissimi esseri umani che vi hanno perso la vita.

Omaha Beach, Sbarco in Normadia, Francia

Ma è anche un luogo con cui non è facile confrontarsi e che lascia sensazioni dissonanti: da una parte le croci bianche a perdita d’occhio del cimitero americano, che contribuiscono a rendere conto della dimensione della tragedia; dall’altra la spiaggia vera e propria, dove tra le dune di sabbia gli esseri umani hanno ripreso a giocare e a divertirsi, nonostante le tracce evidenti delle battaglie. Difficile giudicare se forse non sarebbe stato opportuno chiudere completamente al pubblico questi luoghi o se invece è giusto che la vita si riguadagni i propri spazi, vincendo la propria guerra di trincea con la morte.

Cimitero americano Omaha Beach Normandia Francia

Arriviamo a Caen sul far della sera, sotto una pioggia scrosciante. Anche questa città sta ancora scontando i drammi della guerra: distrutta quasi completamente, è oggi ricostruita per l’80%. Purtroppo il temporale ci impedisce una visita articolata e la nostra permanenza si limita a un’occhiata fugace.

7. Livarot, Lisieaux e Rouen. 
Il viaggio da Caen a Lisieux è piuttosto lungo. Decidiamo di spezzarlo con una tappa gastronomica, dal momento che il Calvados è uno dei più celebri dipartimenti francesi per la produzione di formaggi e liquori. Scegliamo per istinto Livarot, un minuscolo villaggio circondato da prati saturi di verde, il cui centro di gravità turistico è rappresentato dall’azienda casearia che produce il formaggio omonimo, noto quasi solo in territorio francese perché difficile da conservare per l’esportazione.

Livarot, Le vilage fromagere, Calvados, Normandia Francia

Restiamo sbalorditi dalla trasparenza e dal livello qualitativo della visita in azienda: è stato predisposto un percorso molto curato, visitabile in piena autonomia, con una parete a vetri che permette – quasi ci si trovasse in un grande fratello – di osservare in tempo reale praticamente ogni fase di lavorazione del formaggio.

Formaggio Livarot, Calvados, Normandia, Francia

È quasi un piccolo museo contemporaneo, il percorso di visita, progettato con cura e consapevolezza. Inutile dire che, terminato il percorso, non abbiamo saputo resistere all’invito e abbiamo acquistato una piccola forma, divorata in pochi istanti.

Livarot visita in azienda

Lisieaux, come molte altre cittadine in Normandia, ha subito pesanti distruzioni nella Seconda Guerra Mondiale. Da moltissimi anni è un centro di pellegrinaggio noto in tutto il mondo, perché ebbe tra i suoi abitanti Santa Teresa, che fu una monaca e una mistica.

Lisieaux, la città di Santa Teresa, Normandia, Francia

Abbiamo trascorso qualche ora nell’immensa Basilica dedicata alla santa, ma non abbiamo avuto modo di visitare la sua abitazione, che oggi è un vero e proprio monumento.

Lisieaux, la città di Santa Teresa, Normandia, Francia

Infine, eccoci immersi nello splendore di Rouen, l’ultima grande città del nord per questo viaggio. Nemmeno il tempo di lasciare i bagagli e siamo già davanti alla cattedrale, che così tante volte avevo vista riprodotta nei quadri di Monet (Al museo d’Orsay ne avevo ammirati tre, qualche anno prima) ma che non avevo mai potuto osservare dal vivo. Chiamata – come la celebre cugina parigina – Cattedrale di Notre-Dam, è riconosciuta come una delle più interessanti chiese gotiche di tutta la Francia.

La cattedrale di Rouen, Normandia, Francia

A pochi passi di distanza si trova la piazza del mercato vecchio, dove fu arsa viva – poco più che ventenne – Giovanna D’Arco, oggi ricordata con una croce nel punto esatto del rogo e un monumento contemporaneo e un po’ fuori dall’ordinario, che unisce una chiesa al mercato coperto.

Monumento a Giovanna d'Arco, Rouen, Normandia, Francia

Rouen è una città ricca di vita e arte, con un fitto calendario di eventi culturali e un gran numero di locali e localini tra i vicoli del centro, quasi interamente pedonale. È anche il luogo ideale per assaggiare i coloratissimi macarons, considerati uno dei dolci più tipici della città, ma sulla cui origine storica, che pare chiami in causa gli italiani quanto i francesi, non è facile trovare un accordo.

Rouen, Normandia, Francia

8. Lyons-la-forêt. Un ultimo acquerello di Normandia.
Sulla via del ritorno verso Parigi, dove lasceremo l’auto che abbiamo noleggiato e saliremo sull’aereo per il rientro in Italia, tergiversiamo un poco con un’ultima tappa a Lyons-la-forêt, un microcosmo protetto dalla guerra e dall’incedere del tempo dalla più ampia foresta di faggi della Francia.

Lyons-la-forêt, Normandia, Francia

È un villaggio rimasto apparentemente al XVII secolo, Lyons-la-forêt, tutto case a graticcio perfettamente conservate, mercato coperto e scorci autentici della tipica Normandia da cartolina. Utilizzato come set per diverse produzioni cinematografiche ambientate in epoche passate, è un luogo davvero piacevole in cui trascorrere qualche ora.

Lyons-la-forêt, Normandia, Francia

Ma se sulle architetture di Lyons-la-forêt il tempo sembra scivolare, su di noi invece si aggrappa con le sue lancette ad artiglio: è ora di dirigerci all’aeroporto Charles de Gaulle e fare rientro in Italia.

Campagna della Normandia, Francia

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