Expo 2015 in ottobre. Otto consigli e un resoconto, per una visita all’ultimo minuto.

Siamo ormai entrati nell’ultimo mese di apertura dell’Expo e il sito espositivo è letteralmente preso d’assalto. Noi ci siamo stati sabato, e abbiamo preferito andare a Milano in macchina per non avere troppi vincoli di orario data la visita in giornata.

1. Dove parcheggiare.
Conviene prenotare il parcheggio per non perdere tempo a vagabondare per la periferia di Milano alla ricerca di un posto auto. Ci sono vari parcheggi “ufficiali” che si possono prenotare direttamente dal sito internet di Expo al costo di 12,50 euro. Uno di questi, il Merlata, è adiacente al sito espositivo e ne permette l’accesso diretto; gli altri (Trenno, Fiera Milano e Arese) sono collegati al sito tramite navette gratuite. In alternativa si possono trovare sul web altri parcheggi “non ufficiali”, sempre a pagamento, nelle vicinanze dell’esposizione, per esempio questo.

2. L’entrata giusta.
Il sito espositivo ha quattro ingressi, disposti lungo il suo perimetro: Triulzia, Fiorenza, Roserio e Merlata. Gli ingressi Triluzia e Fiorenza aprono alle 10.00, mentre gli accessi Roserio e Merlata aprono alle 9.00. Noi abbiamo prenotato il parcheggio “Trenno” collegato, grazie all’autobus-navetta, all’ingresso Roserio, per poter entrare alle 9.00 del mattino.

3. Cosa lasciare a casa: l’ansia di vedere tutto.
Se non ci siete ancora stati e avete intenzione di visitare Expo in questo periodo armatevi di tanta pazienza e affrontate la visita senza particolari ansie e stress da “devovederetuttoperchépoichiude”. Preparatevi a fare file per ogni cosa: all’ingresso, per visitare i vari padiglioni, per prendere da mangiare, per andare in bagno. Sabato 3 ottobre, quando ci siamo stati noi, si sono registrate 226.681 presenze. Non è stata la giornata con più presenze in assoluto, ma vi posso assicurare che la visita è stata molto impegnativa.

4. Il giorno migliore (o forse, il meno peggiore).
Se dovete ancora programmare quando andare e ne avete la possibilità, ovviamente sarebbe meglio scegliere un giorno infrasettimanale evitando, così, il weekend, giorni in cui si registra il maggior numero di accessi. Se volete avere un’idea dei numeri potete guardare qui: vengono registrati i trend degli ingressi settimana per settimana.

5. Sembra assurdo, ma forse a ottobre è meglio portare il cibo da casa.
Un consiglio che posso darvi, soprattutto se state programmando di andare all’Expo nel fine settimana, è quello di portarvi da casa qualcosa da mangiare, per non perdere tempo a fare inutili code anche solo per comprare un semplice toast. Una volta entrati nei padiglioni poi, potrete approfittarne per acquistare qualche prodotto tipico (considerate che mediamente i prezzi sono abbastanza alti). Ci sarebbe piaciuto assaggiare le Belgian fries, le patatine fritte famose per la loro bontà e che si possono trovare nel chiosco davanti al padiglione del Belgio. Sono tra i cibi più chiacchierati di Expo; saranno anche buonissime (sono fritte due volte nel grasso bovino) ma un’ora di fila ci sembrava eccessiva, così abbiamo abbandonato l’idea.

6. Quanti padiglioni è possibile vedere, in questi ultimi giorni.
In una giornata intera noi siamo riusciti a visitare una decina di padiglioni. Possiamo ritenerlo un buon traguardo, dato il numero di presenze da capogiro che si stanno registrando in questi ultimi due mesi di apertura.

7. I padiglioni quasi impossibili da visitare.
Appena entrati, ci siamo fiondati subito davanti al padiglione del Giappone ma, alle 9.40 del mattino, c’erano già 7.40 ore di fila. Questo è uno dei padiglioni più gettonati: la struttura di 127m è stata realizzata completamente ad incastro (senza usare viti, bulloni o chiodi) utilizzando 120 mila pezzi di legno e l’interno è completamente hi-tech.

Padiglione Giappone

Altri padiglioni che purtroppo non siamo riusciti a visitare e che sono considerati tra i più riusciti sono quelli degli Emirati Arabi, del Marocco, del Brasile, dell’Italia e del Kazakhstan (che ospiterà la prossima Expo nel 2017).

8. Andare o non andare? Andare.
Manca meno di un mese alla chiusura dell’Expo. Il mio consiglio è di andarci, se ancora non l’avete fatto. Credo ne valga la pena anche solo per una giornata: non riuscirete a vedere tutti i padiglioni, ma molti sono interessanti anche solo per le loro strutture esterne e le culture che rappresentano. Anche la visita serale, quando le strutture lungo il Decumano si illuminano di mille colori, è molto suggestiva.

Se cerchi altri consigli e vuoi toglierti qualche altro dubbio su Expo 2015, puoi approfondire qui, in questo stesso blog.
Altrimenti, scorri verso il basso e prosegui con la lettura del nostro resoconto.

Padiglione Cina
Padiglione Cina
Padiglione Repubblica Ceca
Padiglione Repubblica Ceca
Padiglione Italia
Padiglione Italia
Padiglione Colombia
Padiglione Colombia
Padiglione Emirati Arabi
Padiglione Emirati Arabi
Padiglione Stati Uniti
Padiglione Stati Uniti
Padiglione Russia
Padiglione Russia
Padiglione Kuwait
Padiglione Kuwait
Padiglione Azerbaijan
Padiglione Azerbaijan

E dopo i consigli, ecco un sintetico resoconto dei padiglioni che abbiamo visitato.

Qatar _ La struttura esterna del padiglione riprende quella degli edifici locali sulla cui sommità è stata posizionata una riproduzione dello jefeer, il cesto tipico fatto con foglie di palma che viene utilizzato per trasportare gli alimenti. L’interno ospita varie sale: nella prima vengono presentanti e spiegati i cibi tradizionali del Paese e i prodotti alimentari che maggiormente importano. Nelle altre viene mostrato (con video, modellini e pannelli) lo sviluppo di tecnologie innovative per la desalinizzazione dell’acqua del mare (sfruttabile per l’irrigazione essendo un paese prevalentemente desertico) e  per la produzione di energia pulita seppur, il Qatar, sia tra i maggiori esportatori di petrolio. Interessante la prima parte della mostra a differenza della seconda, che ospita un percorso a spirale attorno ad una specie di albero su cui vengono proiettati filmati e giochi di luci non particolarmente accattivanti.

Padiglione Qatar

Estonia _ L’Estonia per noi è stata una piacevole sorpresa dato che non avevamo particolari aspettative. Bisogna ammettere che non rispecchia né affronta molto il tema “nutrire il pianetama è incentrato più sulla promozione del suo territorio, che generalmente non viene inserito tra le rotte più popolari del turismo europeo.

Il padiglione ha una struttura moderna, costruita interamente in legno chiaro. La mostra è basata sulla divulgazione del progresso dell’Estonia che non vuole però dimenticare i suoi usi e i suoi costumi. Forte è anche il legame con i boschi, che occupano il 40% del territorio nazionale, il cui utilizzo e lavorazione sono fondamentali per lo sviluppo della sua economia e delle sue tradizioni. Nota positiva del padiglione è sicuramente le marcata interattività delle informazioni date che permettono al visitatore di scoprire divertendosi: altalene che mostrano la produzione di energia elettrica dall’energia cinetica, video, giochi di specchi, ecc…

Padiglione Estonia

Padiglione Estonia

Angola _ Il padiglione dell’Angola si trova di fianco a quello del Brasile, e per tutto il tempo della fila prima dell’ingresso abbiamo invidiato le persone che stavano giocando sulle sue reti. E’ molto grande e si sviluppa su diversi livelli; sulla sommità c’è un terrazzo che ospita un giardino ricco di piante e fiori da cui si possono vedere dall’alto il Decumano e gli altri padiglioni. I suoi contenuti ruotano attorno all’albero del Baobab di cui è stata fatta anche una riproduzione in versione hi-tech, ai prodotti coltivati e all’importante ruolo della donna nella società. Non mi è rimasto molto di questo padiglione, probabilmente a causa della visita veloce; in realtà secondo le varie recensioni pubbliche sembra essere uno dei più apprezzati.

Padiglione Angola

Padiglione Angola

Austria _ Il padiglione dell’Austria ha ricreato al suo interno un vero e proprio bosco. Nuove proposte su come “nutrire il pianeta” mancano completamente, ma è forte il messaggio trasmesso riguardo all’uso responsabile delle risorse naturali e i benefici che anche l’uomo ne trarrebbe. Una serie di scritte sulle pareti, cannocchiali interattivi e esperimenti mostrano la fondamentale importanza dei boschi e delle foreste per la produzione di ossigeno, per la regolazione delle temperature e per la stabilità dei climi. La conseguenza diretta a queste considerazioni è la consapevolezza di quanto sia importante che l’aria che respiriamo sia pulita  e non venga inquinata da produzioni insostenibili. L’aria è cibo essenziale per l’uomo quindi va preservata in ogni modo per nutrire il pianeta.

Padiglione Austria

Padiglione Austria

Regno Unito _ La Gran Bretagna ha vinto il premio come migliore architettura di Expo 2015. E’ sicuramente la costruzione più originale e innovativa di tutta l’esposizione e ricrea la struttura di un alveare. Le api sono infatti il soggetto su cui viene incentrato il tema di nutrire il pianeta secondo questo paese. Le api come mezzo fondamentale per la produzione di fiori, frutta e di conseguenza cibo grazie alla loro impollinazione. Le api che, a causa dell’inquinamento e dell’utilizzo sempre maggiore di pesticidi, stanno diminuendo. Le api che, se si sentono minacciate, pur di salvaguardare la loro regina, il loro raccolto e il loro alveare (la loro casa), sono disposte a morire. Chi di noi, in una situazione simile farebbe lo stesso? Le api come metafora del fatto che una collaborazione reale tra esseri umani, potrebbe salvare la nostra casa, il nostro pianeta.

La visita a questo padiglione ospita varie postazioni in cui è possibile conoscere e scoprire meglio le api, questi insetti così piccoli ma così necessari. Il padiglione è collegato con un alveare presente a Nottingam e grazie a dei dispositivi è possibile sentire il ronzio delle api al suo interno. La struttura vibra e si illumina in base ai segnali provenienti dal vero alveare. Molto suggestivo.

Padiglione Regno Unito

Padiglione Regno Unito

Francia _ Personalmente ho trovato il padiglione della Francia molto scenografico ma poco interessante. Un orto che presenta numerose colture coltivate in Europa (fiori, verdure, piante aromatiche e alberi da frutto) accompagna i visitatori fino all’ingresso del padiglione vero e proprio: una struttura in legno lamellare ondulato molto scenica, in cui in ognuno dei cassettoni della copertura sono appesi diversi simboli legati all’alimentazione e al cibo: pentole, bottiglie di vino, cereali, spezie, prodotti confezionati, ecc…

Un tavolo ospita un grande modellino di Parigi e all’uscita una piccola bottega vende baguette e paste appena sfornate (si vedono i fornai dentro la cucina all’opera); sia l’esterno che l’interno sono ben curati dal punto di vista architettonico, del resto non ho capito quale fosse la loro intenzione comunicativa.

Padiglione Francia

Vietnam _ Credo che la maggior parte delle persone che faccia la fila per entrare in questo padiglione cerchi, in realtà, il tipico cappellino vietnamita, che sembra essere l’ultima moda dell’Expo. Scoperto che il cappellino costa 10 euro, escono tutti a testa bassa. Internamente non c’è altro se non una vendita di vestiti, borse, biglietti e vasellame che non mi immagino molto diverso da quello che potrebbe essere uno shop accalappia turisti in aeroporto.

Per fortuna noi siamo entrati proprio durante lo spettacolo di musica e balli tradizionali, che è stato carino da vedere. Del resto consiglio solo la visita esterna del padiglione, molto originale con le sua foresta di colonne a fungo realizzate in bambù.


Padiglione Vietnam

Padiglione Vietnam

Repubblica di Corea _ Questo padiglione mostra il problema dell’abbondanza, della ricchezza smisurata e dell’obesità di pochi paesi al mondo rispetto ad un numero elevato di paesi poveri, affamati in cui è difficile coltivare e produrre anche le materie basiche per la sopravvivenza umana. La Corea esprime questi pensieri con l’utilizzo di poche installazioni minimali ma di profondo significato e schermi multimediali e supertecnologici. La soluzione che propone questa nazione per sfamare e nutrire il pianeta è l’hansik, un loro piatto tipico molto equilibrato. Personalmente non mi ha fatto impazzire questo padiglione ma bisogna ammettere che sia ricco di contenuti.

Padiglione Corea

Padiglione Corea

Malesia _ Ci siamo fiondati dentro al padiglione della Malesia poco prima della chiusura e la nostra visita è stata abbastanza superficiale dato l’orario. La struttura è a forma di semi e all’interno hanno riprodotto una (finta) foresta pluviale. Cerca di pubblicizzare il paese nelle sue varie sfaccettature. Dettaglio degno di nota è lo sforzo di riprodurre i profumi di alcuni fiori e spezie locali che si possono sentire e vedere guardando dentro a dei piccoli fori posizionati su tronchi (l’unico padiglione fra quelli visitati che ha puntato anche sull’olfatto).

Padiglione Malesia

Padiglione Zero _ Questo è sicuramente il padiglione che più di tutti vale la pena di vedere. Più che per la maestosità o la bellezza della sua struttura va visitato per i significati dei suoi contenuti che ci mettono di fronte alla necessità e all’urgenza di cambiare le nostre abitudini per poter avere un futuro.

Le installazioni delle varie sale ripercorrono l’evoluzione dell’uomo e il suo impatto sulla terra: dai piccoli villaggi con orto e bestiame perfettamente dimensionati per la sopravvivenza dei suoi abitanti e integrati nel contesto naturale, alle città fitte di grattacieli, di produzioni intensive, di sfruttamento senza riserve del suolo e di inquinamento.

La mostra termina con un’installazione rappresentante una montagna di rifiuti che occupa una sala intera che ci pone davanti al problema dello spreco alimentare dei paesi occidentali. Due filmati chiudono il percorso: uno che mostra i cambiamenti climatici e i disastri naturali che ne conseguono e l’altro, che mostra un sereno paesaggio montano a voler indicare che, forse, non è ancora troppo tardi per agire.

Padiglione Zero

Padiglione Zero

Padiglione Zero

Padiglione Zero

Annunci

Un pensiero su “Expo 2015 in ottobre. Otto consigli e un resoconto, per una visita all’ultimo minuto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...