Meersburg lungolago Bodensee Costanza

Bodensee, il lago di Costanza. Viaggio d’acqua e di cielo.

Quattro giorni sul lago di Costanza: le case a graticcio di Meersburg e il mare verde dei vigneti, l’isola dei fiori e la celebre cittadina di frontiera a cui il lago deve il proprio nome. E poi le palafitte neolitiche di Unteruhldingen e la montagna delle scimmie di Salem. A vigilare su di noi, lassù, nei cieli, enormi cicogne, rapaci, e… il dirigibile Zeppelin.

Giorno 1 – Lugano e Meersburg.

Non ricordo come è andata che, a un certo punto, nel luglio del 2014, ci siamo ritrovati in macchina con una coppia di amici, in direzione Lago di Costanza. Immagino che la prospettiva di starcene in casa a sudare, con le tv che trasmettevano, commentavano e commentavano i commenti dei commenti dei mondiali di calcio, rappresentasse un’ottima ragione per partire.

Il nostro navigatore analogico: tutte le nostre tecnologie erano fuori uso.
Il nostro navigatore analogico: tutte le tecnologie digitali erano fuori uso.

Per spezzare il lungo ed estenuante viaggio in auto che attraversa Italia, Svizzera, Austria, Lichtestein e Germania, abbiamo scelto di fare una sosta a Lugano, che nessuno di noi aveva mai frequentato se non per lavoro. Non che sia una città particolarmente invitante, Lugano, questo no. Ma a darle una chance si scopre che in fondo non è così male come la dipingono: il lago vaporoso, incuneato tra le pendici dei monti, conserva un certo fascino decadente, mentre la cremagliera – una lattina di Cocacola su rotaie – è persino un poco pittoresca.

Lugano, cremagliera

A osservarla sferragliare su e giù per i binari, incespicando tra le abitazioni, mi torna persino in mente un vago ricordo – caldo e speziato – di Lisbona e per un istante tutta la città mi appare più umana e un po’ meno svizzera.
Gironzoliamo tra i vialetti della città, sviluppata a livelli, diamo un’occhiata alla cattedrale di San Lorenzo (in ristrutturazione) e – dopo un pranzo rapido sul lungo lago e una passeggiata al parco dove scopriamo che: 1. I Morcheeba esistono ancora e 2. La sera stessa avrebbero fatto un concerto – ci rimettiamo in auto verso la nostra meta.

Lago di Lugano

Solo dopo uno sfiancante – ma a tratti incredibilmente panoramico – su e giù per i monti e due vignette acquistate (una per attraversare la Svizzera, l’altra per oltrepassare l’Austria) riusciamo a raggiungere Meersrburg. È ormai l’imbrunire quando varchiamo la soglia del nostro piccolo hotel. Il tempo di una doccia e siamo in centro città, con l’intenzione di curiosare un poco e di trovare un buon posto per la cena.

Meersburg Bodensee Lago di Costanza

Finiamo per scegliere una vecchia locanda, piuttosto defilata rispetto ai localini chiassosi del lungo lago. È gestita da un’anziana signora con i capelli che sembrano spaghetti di riso e un sorriso ambiguo da strega. Luca parla il tedesco e riesce a strapparle qualche brandello di conversazione. Dopo un po’ il discorso finisce su di una fotografia in bianco e nero che, ci spiega la locandiera, ritrae la Società dei 101. Non riusciamo a estorcere molte altre spiegazioni, riguardo a questa misteriosa associazione. Solo in seguito, cercando indizi su internet, scopriremo che si tratta di una società con fini culturali e sociali, fondata nel 1605. Contava inizialmente un centinaio di membri, ma sul numero esatto dei 101 pare esserci una certa discordanza.

Società dei 101, di Meersburg, Bodenesee, Lago di Costanza

Focus 1. Qualche piatto tipico.
Giulia ha mangiato spesso gli Spätzle, uno dei pochi piatti vegetariani. Si tratta di gnocchetti di grano che possono essere conditi con cipolla e formaggio, oppure funghi e porri e in molti altri modi. Diversamente, si può optare per pesci di lago come il persico, magari accompagnato da ortaggi di Reichenau e Müller-Turgau proveniente dai vigneti locali.

Meersburg, lago di Costanza, Bodensee

Giorno 2 – Dai vigneti di Meersurg all’isola dei fiori di Mainau.


Variopinta, sgargiante, accesissima di rossi, gialli e azzurri incredibilmente intensi, Meersburg è un gigantesco arlecchino sonnacchioso, adagiato sui colli a contemplare il lago di Costanza. O forse un enorme modellino di città costruito in Lego.

Meersburg, castello vecchio e castello nuovo

Conservata sorprendentemente intatta, si trova sulla Deutsche Fachwerkstrasse, la strada tedesca della case a graticcio: abitazioni tipiche dell’Europa centro settentrionale costruite con travi a vista, che avevamo avuto modo di vedere anche in Bretagna e Normandia.

Case a graticcio Meersburg, Bodenesee, Lago di Costanza

Trascorriamo le prime ore della mattina a dare un’occhiata alla città alta, infinitamente ricca di scorci, vedute panoramiche e accostamenti cromatici al limite dell’inverosimile.

Meersburg, mulino, città alta, bodensee, lago di costanza

Tra una fotografia e l’altra, raggiungiamo la sommità, dove sorge il Castello Nuovo, un palazzo barocco rosa shocking che domina i quartieri più nobili dell’abitato. Fu voluto dai vescovi come contraltare ideale dell’antica fortezza medioevale, che scegliamo di visitare solo esternamente: il nostro programma per questa mattina prevede una lunga passeggiata tra i colli che abbracciano il lago.

Meersburg, veduta dalla città alta

Ci ritroviamo a nuotare in un mare verde di vigneti, che si distendono davanti e intorno e dietro di noi, ovunque e a perdita d’occhio. 

Vigneti di meersburg, lago di Costanza, piste ciclabili

È un percorso meraviglioso che si snoda attraverso sentieri facili e ideali da percorrere in bicicletta, che sembrano tracciati a gessetto con curve morbide, studiate per appagare la vista e gli obiettivi delle macchine fotografiche.

Vigneti di Meersburg, lago di Costanza, Bodensee, Müller Turgau

A vigilare dall’alto sui nostri passi un numero sorprendente di gheppi, grillai, poiane e persino nibbi. Appare come un vero paradiso del birdwatching, Meersburg: basta ricordarsi di alzare gli occhi al cielo di quando in quando, per avvistare con facilità disarmante splendidi rapaci.

Difesa integrata Meersburg Vigneti Rapaci

Solo in seguito, seguendo l’indizio dei cartelli che fanno capolino tra le vigne, scoprirò una verità più complessa e imperfetta: anche qui sul lago di Costanza il rapporto tra i volatili e gli abitanti è tutt’altro che idilliaco. Da quando il cormorano è specie protetta i pescatori lamentano una drastica diminuzione del pesce e organizzano – a quanto pare – vere battute di sterminio.

Cormorani Meersburg Bodensee Lago di Costanza

Allo stesso modo, i contadini hanno lottato per anni con i rapaci che qui trovano un habitat ideale, certi che rappresentassero una minaccia per il proprio lavoro.

I cieli di Meersburg, lago di Costanza, Bodensee

Ora sembra esse in vigore una specie di tregua, grazie a un programma sperimentale di difesa integrata: se le informazioni che ho reperito sono corrette, a quanto pare si è riusciti a dimostrare ai viticoltori che la presenza dei rapaci determina una diminuzione di insetti, uccelli e piccoli mammiferi realmente nocivi per l’agricoltura.

Vigne di Müller Turgau Meersburg Lago di Costanza

Nel primo pomeriggio salpiamo per Mainau, l’isola dei fiori. È un’isola-a-tema, una Jurassic Parck floreale, un enorme giardino totale suddiviso per aree, dove girovagare tra erbe officinali e monumentali sequoie, fiori sgargianti e piante aromatiche. Non ricordo il costo del biglietto d’ingresso, ma ricordo benissimo che non è per nulla economico.

Mainau isola dei fiori Bodensee Lago di Costanza

Complice la mitezza del mircroclima, sull’isola crescono una strabiliante varietà di specie vegetali, che difficilmente si possono osservare a queste latitudini: tra esse, una grande palma di 15 metri che sembra sia qui dal 1800.

Isola dei fiori di Mainau, Bodensee, Lago di Costanza

C’è anche una serra interamente dedicata alle farfalle, che a dire il vero mi provocano sempre un certo disgusto, quando le osservo troppo da vicino.
Mainau isola dei fiori Bodensee Lago di Costanza

Cena sul lungo lago con pesce e vino locali. Le finestre delle abitazioni si accendono più numerose via via che il sole sparisce oltre i colli. Poco dopo crolliamo a letto, con la pelle strinata dal sole che ci ha accompagnato durante tutta la giornata con teutonica perseveranza.

Porto di Meersburg, Bodensee, Lago di Costanza

Focus 2. Ma come si chiama davvero, questo lago di Costanza?
In Italia è conosciuto come lago di Costanza, perché Costanza è la cittadina più grande e nota che si affaccia su queste acque. Ma, forse anche a causa della sua natura di luogo di confine, tra Germania, Svizzera e Austria, prende molti e diversi nomi: in Germania è noto come Bodensee ed è con questo nome che lo troverete indicato. Altri nomi che gli vengono attribuiti sono il poetico Schwäbisches Meer e persino Lacus Venetus (l’antico nome romano. Anzi, uno degli antichi nomi romani, perché già allora ne possedeva più di uno).

Meersburg, lago di Costanza, Bodensee

Giorno 3 – Costanza. La cittadina sul confine.

Una pioggia mitteleuropea ci accompagna sino al porto di Meersburg, dove salpa il battello per Costanza. Non ci abbandonerà più per gran parte della mattinata. In fondo non è così male sbirciare le architetture della città da sotto i nostri ombrelli che inventano inquadrature e disegnano tagli visivi. E poi bisogna ammettere che è proprio sotto questi cieli in scala di grigio, che noi mediterranei immaginiamo le città come Costanza, quando le raffiguriamo con gli occhi della mente.

Costanza torre città antica

Gironzoliamo piacevolmente per i viali della città vecchia, immersi tra le forme, i ritmi e le facciate decorate delle abitazioni e dei monumenti.

Costanza città vecchia

Alla cattedrale Münster, che accolse il Concilio del XV secolo, abbiamo persino al fortuna di imbatterci in un matrimonio, in modo da sbirciare un poco delle usanze locali. Purtroppo non troviamo aperta la visita sotterranea, il cui ingresso è costituito da un’avventurosa fenditura che si apre sulla pavimentazione della piazza.

Cattedrale di Costanza, concilio di Costanza

La pioggia sta già ormai per terminare, quando attraversiamo il fiume Reno e ci spingiamo sino ai quartieri più moderni, dove sorgono il museo di archeologia (ricordo l’edificio sormontato da un grande ometto di Playmobil – forse per una mostra dedicata) e il polo universitario.

Museo di Costanza Bodensee

Divertente esperienza da fare a Costanza: attraversare a piedi il confine con la Svizzera, passeggiando nel grande parco che si estende oltre la zona portuale, magari – come abbiamo fatto noi – per trascorrere un po’ di tempo nell’attesa di salpare.

Confine Svizzera Germania - Costanza Bodensee

La recente statua di Imperia – che allude a una cortigiana di Ferrara e rappresenta un’ironica critica ai poteri secolare e temporale – ci fa l’occhiolino in controluce, salutandoci con il Papa e l’imperatore tra le mani, mentre abbandoniamo il porto.

Costanza Statua di Imperia


Focus 3. Il dirigibile Zeppelin nei cieli del Bodensee.
Oltre i tetti rossi delle cittadine che si affacciano sul lago di Costanza, lassù, tra le nuvole insieme a cicogne e nibbi reali, capita abbastanza di frequente di scorgere un dirigibile: sì, è il leggendario Zeppelin. Il progettista – il conte Ferdinand von Zeppelin – nacque proprio nella città di Costanza (ora la sua abitazione è un hotel di lusso) e in questi luoghi la sua epopea è più viva che mai. Alla storia dello Zeppelin sono dedicati un piccolo museo a Meersburg e uno più ampio e importante a Friedrichshafen (la cittadina dove ebbe sede la fabbrica di produzione dei dirigibili). Purtroppo non ci è stato possibile visitarli. 

Lo zeppelin nei cieli del lago di Costanza, Bodensee

Giorno 4 – Dalle palafitte neolitiche di Unteruhldingen alla Salem delle scimmie e delle cicogne.



Frutto di una lungo e meticoloso progetto di studio archeologico, il sito di Unteruhldingen rappresenta una scenografica ricostruzione iperrealista di un villaggio di palafitte che dal neolitico perdurò sulle rive del lago di Costanza sino all’età del bronzo.

Unteruhldingen Bodensee Costanza Montale Terramara

La prima parte della visita è guidata, dopodiché è possibile proseguire in autonomia, percorrendo le passerelle di legno che si protendono sulle acque, per esplorare l’interno delle dimore allestite con strumenti, utensili e arredi che rievocano la vita quotidiana degli inquilini preistorici.

Unteruhldingen Bodensee Costanza Montale Terramara

«Terramara di Montale» leggiamo nei materiali esplicativi. Sbalorditi, cerchiamo di approfondire e chiediamo informazioni a riguardo. Ci confermano che esiste un forte legame tra il sito di Unteruhldingen e quello di Montale, che sorge praticamente dietro casa nostra e a cui non avevamo mai dedicato più di uno sguardo distratto. Qui lo considerano nientemeno che uno dei più importanti siti archeologici nordeuropei relativi all’età del bronzo. Niente male, no? A volte tocca fare molti chilometri per accorgersi di quello che si ha sotto il proprio naso.

Terramara di Montale Unteruhldingen Bodensee Costanza

È stata anche allestita un’area con l’intento di amplificare al massimo la sensazione di immergersi nella civiltà neolitica: è possibile per esempio assaggiare una sorta di zuppa, prodotta esclusivamente con tecniche, strumenti e ingredienti compatibili con i ritrovamenti archeologici. Un’esperienza non prevista, ma che ho trovato piuttosto emozionante, è il passaggio del dirigibile Zeppelin sopra i tetti di paglia delle palafitte: l’effetto è piuttosto straniante. È come trovarsi contemporaneamente nel 1900 avanti e dopo Cristo.

Zeppelin su Unteruhldingen Bodensee Costanza Montale Terramara

Vogliamo tergiversare ancora un po’, prima di partire per il lungo viaggio che ci riporterà in Italia. La scelta cade su di un luogo che ci sembra curioso. Si chiama Salem: è un vasto bosco di 20 ettari, dove decine e decine di macachi e bertucce vivono una vita pressoché libera. I visitatori, che accedono in gruppi controllati, vengono istruiti sui comportamenti da evitare e possono, se lo desiderano, nutrire le scimmie con popcorn arricchito di nutrienti appositamente preparato dal personale.

Affenberg di Salem la montagna delle scimmie

È un’esperienza sorprendente, ma – lo ammetto – un po’ ambigua, che può ricordare per certi versi il parco protetto di Gibilterra. Cercando in rete, non è facile capire dove finisca la componente di ricerca scientifica, tutela e sensibilizzazione e dove inizi la semplice volontà di creare un’attrazione in grado d’incuriosire frotte di turisti.

Affenberg di Salem la montagna delle scimmie

Ma Salem non è solo l’Affenberg (Montagna delle scimmie): è anche una colonia incredibilmente popolosa di cicogne che nidificano praticamente ovunque: sugli alberi, sui pali, sui tetti, sui comignoli, sui davanzali. Non c’è angolo che sfugga alla loro conquista.

Cicogne di Salem Bodensee Lago di Costanza

Nella mia vita non avevo mai visto, e non credo vedrò più, nulla di simile: decine e decine di cicogne praticamente ovunque, padrone del cielo e della terra.

Cicogne di Salem Bodensee Lago di Costanza

Enormi – con un’apertura alare che supere di molto i due metri – battibeccano, atterrano, decollano, sorvolano, planano e volteggiano a volte altissime nei cieli, a volte rasentando incuranti le teste dei visitatori.

Cicogne di Salem Bodensee Lago di Costanza

Devo ammettere che c’è qualcosa di ancestrale nel vederle – maestose ed eteree – volare sui prati e i boschi di Salem, sulle scimmie, sui colli e sulle acque del lago. È come planassero nel tempo, oltre che nello spazio: salgono e prendono quota e più si allontanano dalla materia, più noi umani, con le nostre auto fastidiose, le nostre strade dure e scure, le nostre abitazioni chiassose e prepotenti e le nostre città velenose diventassimo sempre più piccoli, più infinitesimi, sempre meno presenti, sempre meno esistenti. Lassù, oltre le nuvole, il genere umano non è ancora stato concepito e il mondo è primordiale e libero e selvaggio, e tutto è ancora possibile. Quaggiù, purtroppo, è il regno della contingenza, e per noi è arrivato il tempo di rientrare dal nostro viaggio.

Cicogne di Salem Bodensee Lago di Costanza

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