Parigi

Sous le toits de Paris! Quattro giorni nella città più romantica d’Europa.

Come ogni volta, le settimane che precedono la partenza per un nuovo viaggio sono fatte di sere passate a sfogliare decine di guide turistiche o davanti al pc, alla ricerca delle informazioni sulle tappe obbligatorie e di quelle più caratteristiche di ogni meta.

Per Parigi abbiamo optato per un tour piuttosto classico, vincolati dai soli quattro giorni a disposizione per scoprire una città così grande e ricca di attrazioni.

Soprattutto quando si tratta di viaggi brevi, una cosa che odiamo è perdere tempo inutilmente. Una volta arrivati e con la smania di scoprire ogni angolo della città non vogliamo perdere tempo prezioso a capire che mezzi pubblici esistano e come muoversi, a fare file interminabili alle biglietterie dei monumenti o dei musei, a scoprire gli orari e le giornate di chiusura delle attrazioni più importanti. Insomma quando siamo in giro vogliamo solamente perderci tra le vie con il naso all’insù.

Avendo prenotato il volo con la Ryanair, il nostro aeroporto di destinazione era il Beauvais, a circa un’oretta dal centro di Parigi.

Da casa abbiamo:

  • prenotato il parcheggio a Orio al Serio. Noi abbiamo scelto questo, poco distante dall’aeroporto stesso, economico e con servizio di navetta incluso.
  • prenotato direttamente dal sito i trasferimenti da e per l’Aereoporto di Beauvais: i bus navetta partono 20/25 minuti dopo l’arrivo effettivo del volo e arrivano a Porte Maillot. Il costo del trasferimento è 15,90€. Da qui in poi la metro permette di raggiungere ogni punto della città.
  • prenotato su Airbnb un monolocale in un tipico palazzo parigino vicino a Montmartre. L’appartamento, modernissimo, silenzioso e pulito, era comodo sia alla metro che ai negozi di prima necessità.
  • stampato una cartina turistica del centro.
  • stampato una cartina della metro. La rete del trasporto pubblico è suddivisa in 5 zone tariffarie, concentriche. Tutto il centro di Parigi ricade nella zona “base” 1-2: noi abbiamo sempre utilizzando ticket giornalieri per questa zona. Per avere più informazioni sui mezzi di trasporti parigini potete guardare qui.
  • prenotato la salita sulla Tour Eiffel, per evitare di fare ore di fila. Il ticket è acquistabile direttamente dal sito ufficiale (se indica disponibilità terminata per un tal giorno riprovate dopo qualche ora).

Cosa si riesce a visitare in quattro giorni a Parigi? Premettiamo che siamo camminatori instancabili, ma la traccia di quello che abbiamo visitato potrebbe essere utile per l’organizzazione della vostra visita.


GIORNO 1 _ Montmartre, Pigalle, Parc Monceau, Arc de Triomphe, Champs Elysee, Les Invalides

Essendo vicinissimo all’appartamento, decidiamo di iniziare il nostro tour visitando Montmartre. Ci spostiamo a piedi e arriviamo sulla collina che ospita la Basilica del Sacré-Cœur dalla ripida scalinata posteriore di Passage Cottin.

Il cielo è scuro, piove e la “cattedrale bianca” che troneggia su Parigi non si mostra in tutto il suo splendore. Il grigio della città e del cielo si fondono in un tutt’uno ma, in realtà, è proprio così che ci immaginavamo Parigi: una distesa di tetti bombati grigi, il fumo di millemila caminetti rossi che si libera in un cielo cinereo e la musica di qualche artista di strada che rende il tutto un po’ malinconico.

panorama da Montmartre

Se volete allontanarvi dall’orda di turisti chiassosi che assediano ogni giorno la basilica vi consigliamo di fare un salto proprio dietro all’edificio, dove si trova il piccolo parco Marcel Bleustein Banchet.

Square marcel bleustein parigi

Poco distante dal Sacre-Cœur si apre la piccola Place du Tertre, ritrovo storico degli artisti di strada. Fu il luogo prediletto da vari pittori tra cui Pissarro, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Modigliani, Picasso, ecc… Ancora oggi pittori e ritrattisti realizzano sul momento, espongono e vendono qui le loro opere. L’atmosfera e il fascino di questi artisti rendono magico questo angolo di Montmartre che esplode di colori. Molto caratteristiche anche le viuzze nei dintorni.

Montmartre

Montmartre

Scendendo la scalinata che collega la Basilica du Sacré-Cœur con Place Saint-Pierre si nota ancora più la maestosità di questa costruzione, che dall’alto della sua butte collina- sembra vegliare e proteggere l’intera Parigi. Di fronte ad essa Rue de Steinkerque, brulicante di turisti e negozi di souvenir.

Montmartre
Giostra in Place Saint-Pierre

A poche rue di distanza da piazza Saint-Pierre si trova la stazione della metro di Abbesses, ornata dalla tipica edicola in stile liberty realizzata da Hector Guimard, architetto di spicco dell’Art Noveau in Francia.

metro Abbesses
Metro di Abbesses

Nella stessa piazza, zona in cui i turisti iniziano a sfoltirsi, all’interno del parco di Square Jehan Rictus, si trova, nascosto tra le foglie degli alberi il Mur des je t’aime. Dove poteva trovarsi, un’altra opera come questa, se non qui, nella città più romantica del mondo?

Mur des je t'aim

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso Pigalle, il quartiere a luci rosse di Parigi. Fra i suoi palazzi grigi si staglia l’architettura, divenuta ormai un’icona, del Moulin Rouge, il locale che ospita gli spettacoli di cabaret più famosi di tutto il mondo.

Pigalle

Moulin Rouge

Ci spostiamo con la metro e arriviamo a Parc Monceaugrande parco pubblico nell’VIII arrondissement. Come tutti i parchi di Parigi è curatissimo, ospita diversi alberi secolari e alcune costruzioni settecentesche come la vasca ovale con il colonnato delle Naumachie, la piramide e il Pavillon de Chartres. Venne anche raffigurato da Monet in alcuni dei suoi dipinti ed effettivamente, percorrendolo, sembra proprio di esserci dentro: la vegetazione rigogliosa, le essenze fiorite e il ponticello si specchiano nelle acque del laghetto e la pioggerellina finissima trasforma il loro riflesso in un quadro impressionista.

Parc Monceau
Parc Monceau

Riprendiamo la metro, direzione Arco di Trionfo. Si trova all’inizio degli Champs-Élysées, e venne costruito per celebrare le vittorie di Napoleone Bonaparte durante le sue numerose battaglie. Sotto l’arco è presente una fiamma che i membri dell’Associazione dei Combattenti e delle Vittime di Guerra ravvivano ogni sera alle 18.30 dal 1923, anno della sua accensione.

Arc de Triomphe

Champs Elysee
Champs Elysee

Dall’Arc de Triomphe proseguiamo lungo Avenue des Champs Elysee ai cui lati si affacciano un’infinità di negozi di lusso, concessionarie, cafè, cinema e arriviamo fino a Place de la Concorde su cui si erge l’Obelisco di Luxor, alto 23 m e inciso da geroglifici che esaltano le imprese del faraone Ramses II.

Place de la Concorde

Lungo Senna

Dopo aver costeggiato il lungo Senna ci dirigiamo verso Pont Alexandre III e da qui vediamo, per la prima volta, la punta della Tour Eiffel. I negozi di souvenir la propongono in tutte le salse: cartoline, calamite, grembiuli, statuine, piatti, tazze, felpe, cappellini; ma girare l’angolo e trovarsela davanti o vederla in lontananza tra i palazzi è sempre un’emozione unica.

Pont Alexandre III
Pont Alexandre III

Dal ponte si apre l’estesa Esplanade des Invalides a cui fa da scenografia il palazzo che ospita il Museo dell’Esercito e l’Eglise du Dome che custodisce al suo interno la tomba di Napoleone.

Musée de l'Armée
Les Invalides

GIORNO 2 _ Jardin des Tuileries, Louvre, Centre Pompidou, Place des Voges, Notre Dame, Sainte Chapelle, Jardin du Luxembourg

Riprendiamo la nostra visita dal Jardin des Tuileries, oasi verde che collega Place de la Concorde con il Palazzo del Louvre. I cittadini lo considerano il luogo migliore per passeggiare e rilassarsi e, nonostante sia molto frequentato, non è difficile, data la sua estensione, trovare un posto in cui poter stare tranquilli. Sedie, sdraio e panchine sono a disposizione di tutti.

Jardin des Tuileries

Jardin des Tuileries

Dato il tempo abbastanza buono che le previsioni ci assicurano per la giornata e i giorni successivi decidiamo di non rinchiuderci nei musei e preferiamo dare solo una rapida occhiata all’architettura del Palazzo del Louvre e alla piramide di vetro, divenuta il simbolo dell’omonimo Museo.

Ci sono troppi musei interessanti che vorremmo vedere a Parigi (l’Orangerie, il Musée d’Orsay, il Louvre, il Centre Pompidou, il Musée du Quai Branly) ma avendo così pochi giorni a disposizione non sapremmo quali scegliere. Così decidiamo di gustarci la città sicuri che, prima o poi, il richiamo degli Impressionisiti ci costringerà a tornare.

Musée du Quai Branly
Il Musée du Quai Branly progettato da Jean Nouvel
Centre Pompidou
Il Centre Pompidou progettato dagli architetti Piano e Rogers
Centre Pompidou
Il Centre Pompidou progettato dagli architetti Piano e Rogers

Abbiamo intenzione di visitare l’Île de la Cité nel pomeriggio così vagabondiamo per il resto della mattinata nel quartiere del Marais. Scoviamo Square de la Tour Saint-Jacques, un piccolo parco molto caratteristico dominato dall’omonima torre gotica, poi, sotto consiglio di un amico, ci dirigiamo verso Place des Vosges.

Place des Vosges è la piazza più antica di Parigi; l’atmosfera è sospesa in una strana calma, come se gli edifici che la circondano la proteggessero dalla vita frenetica dei lavoratori e dei turisti che poco distante affollano le strade. Prendiamo il pranzo a sacco e ci riposiamo un po’ sui suoi pratini perfetti e verdissimi.

Place des Voges
Place des Vosges

Gli edifici tutti uguali in tonalità pastello, le vetrate luminose, i tetti bombati grigi, i mille piccoli abbaini e i caminetti che svettano ci catapultano nel clima parigino degli Aristogatti. Da qui e per il resto della giornata ci sembrerà di vivere dentro ai cartoni della Walt Disney che hanno utilizzato la Ville Lumière come scenografia per le loro storie: oltre Gli Aristogatti, Il Gobbo di Notre-Dame e Ratatouille.

Île de la Cité

Oltrepassiamo l’Île Saint Louis e finalmente arriviamo sull’Île de la Cité. Qui la regina di casa è la Cathédrale de Notre-Dame che solida e imperturbabile rivolge il suo sguardo severo tra la Senna e la piazza antistante.

Notre Dame

Dentro (l’ingresso è gratuito) è bellissima: imponente, rigorosa, fredda ma accogliente al tempo stesso. Gli archi a sesto acuto, i fasci dei pilastri polistili, gli archi rampanti e i contrafforti formano lo scheletro di questa struttura, di un gotico non ancora del tutto maturo per esprimere quello slancio e quella luminosità caratteristici di questo stile. Ben fatti e interessanti i pannelli, che si trovano all’interno, raffiguranti la cronistoria della costruzione e dell’evoluzione della cattedrale stessa, le cui origini risalgono al 50 a.C.

Notre DameLa fila per salire sulle torri campanarie è lunga e continua ad arrivare sempre più gente. Ci dicono che l’attesa sia di un paio d’ore ma la nostra curiosità di vedere Parigi dall’alto è troppa, così ci mettiamo in fila ed aspettiamo il nostro turno. Il costo del biglietto d’ingresso per salire è di 8,50 ma, a nostro parere, sia il prezzo che l’attesa vengono ripagati dal panorama. Una scala a chiocchiola conduce alle terrazze sulle torri, i cui cornicioni sono affollati da tantissimi gargoyles

Una curiosità: il termine “gargoyle” (in francese “gargouille” e in italiano “gargolla”) deriva dal latino “gurgulium”, parola onomatopeica che indica il rumore dell’acqua, il gorgoglìo. Queste statue fungevano da doccioni necessari a far defluire l’acqua piovana lontano dai muri.

Parigi

La vista su tutta Parigi è da togliere il fiato. Si vedono la Tour Eiffel che svetta alta su un mare di palazzi e la Basilique du Sacré-Cœur che protegge la città, i colori sgargianti dell’architettura del Centre Pompidou, la Senna con i suoi Bateaux Mouches pieni di turisti, una bandiera della Francia che ondeggia fiera nella brezza e in lontananza i grattacieli della Défense. La sensazione è che tutto sia in ordine, tutto al proprio posto, non c’è nulla che stoni in quel panorama sovrastato da soffici nuvole bianche.

Notre Dame

Parigi

Ancora entusiasti da Notre-Dame ci dirigiamo verso la Conciergerie e ci mettiamo in fila davanti alle porte della Sainte-Chapelle. Fortunatamente riusciamo ad entrare nell’ultimo gruppo di turisti della giornata e cominciamo la visita che inizia dalla cappella inferiore, la cui ricchezza si esprime con volte a crociera adagiate su esili pilastrini e uno sfondo completamente blu “ricamato” da piccoli gigli dorati, simbolo dello stemma del re di Francia. La cappella superiore ci lascia a bocca aperta: è un gioiellino di architettura, i raggi del sole filtrano dalle altissime vetrate raffiguranti storie dell’antico testamento e il volume slanciato della chiesa si illumina di mille fasci di luce colorata.

Sainte Chapelle Parigi

Proseguiamo alla scoperta di Parigi (cercando un ponte moderno che in realtà scopriamo essere negli Stati Uniti) e ci perdiamo tra le ortensie e il profumo del Marché aux fleur -il mercato dei fiori- dell’Île de la Cité.

Sfruttiamo gli ultimi raggi di sole della giornata per riposarci ai Jardin du Luxembourg. Qui la cultura centenaria francese dei parchi si mostra sotto ogni aspetto: la cura dei pratini, le geometrie delle aiuole fiorite, le siepi potate, la pulizia e l’ordine, gente che passeggia, ragazzi che fanno jogging, signori che leggono il giornale e nonni che accompagnano i nipoti a giocare con le barchette nella fontana. 

Jardin du Luxembourg

E’ tardi e ormai le gambe non ci reggono più ma prima di rientrare in appartamento ne approfittiamo per una passeggiata a piedi per vedere in tutto il suo splendore la Ville Lumière.

Lungo Senna


GIORNO 3 _ Parc de la Villette, Cimetière du Père Lachaise, Jardin des Plantes, Jardins du Trocadéro, Tour Eiffel, Champ de Mars

Terzo giorno. Ci svegliamo emozionati perchè sappiamo che nel pomeriggio saliremo sulla Tour Eiffel ma la giornata è appena iniziata e in programma abbiamo tanti altri luoghi da scoprire prima di salire sul simbolo di Parigi.

Raggiungiamo con la metro la Villette, il parco progettato dall’architetto svizzero Bernard Tschumi negli anni ’90. E’ davvero enorme: 55 ettari di verde, un canale che lo attraversa e diverse strutture che lo completano. Qui sono ospitati il Museo delle Scienze e dell’Industriala Géode (sala proiezioni semisferica), il Museo della Musica, sale concerti e conferenze. Molto originale e divertente la scultura monumentale La Bicyclette ensevelie, una gigantesca bici parzialmente interrata e frantumata per il parco.

Nel pomeriggio visitiamo il Cimetière du Père Lachaise, uno dei cimiteri monumentali più belli al mondo. A raccontarlo può sembrare strano, ma passeggiare in questo cimitero mette una certa serenità: le stradine in pietra che salgono e scendono per la collina, eleganti segnavia verdi che individuano i nomi delle strade e dei settori, gli alberi che proteggono con le loro chiome le architetture-sculture delle tombe, il silenzio e il cinguettio degli uccellini che popolano questa sorta di “parco”. In questo luogo così romantico e suggestivo sono sepolti numerosi personaggi celebri; tra cui: Fryderyk Chopin, Honoré de BalzacEugène DelacroixGeorges BizetGeorges SeuratOscar WildeCamille Pissarro, Amedeo Modigliani, Marcel Proust, Jim Morrison, Maria Callas.

Cimitero di Père-Lachaise

Consiglio: il cimitero è immenso e le tombe migliaia; se se avete poco tempo a disposizione e volete visitare solamente le tombe dei personaggi più illustri è bene munirsi di una mappa dell’area.

Rientriamo verso il centro di Parigi e proseguiamo la giornata in relax al Jardin des Plantes, che a noi è piaciuto tantissimo. Il giardino botanico è diviso in vari settori: orticoltura, il giardino alpino, il giardino delle rose, il giardino delle peonie e quello degli iris, una grande serra in acciaio e vetro con piante esotiche e, nella parte più elevata del parco, sulla collina, un labirinto fatto di siepi verdissime concentriche.

Jardin des Plantes

Il parco ospita anche un piccolo zoo, la Ménagerie. A differenza del Jardin des Plantes, a ingresso libero, lo zoo è a pagamento (il biglietto intero costa 14€) ma il recinto che accoglie i canguri è esterno all’area ed è visitabile da tutti.

Ci siamo, finalmente raggiungiamo la Tour Eiffel passando per i Jardins du Trocadéro, che con i suoi pratini, terrazze e scalinate, è il luogo ideale per ammirare la torre in tutta la sua maestosità d’acciaio. Da qui la visuale è perfetta e quello che otterrete guardando dentro l’obiettivo della vostra macchina fotografica, che sia pieno giorno o sera, sarà sempre una cartolina.

Tour Eiffel

Solo arrivando sotto i quattro piloni della base ci si rende realmente conto di quanto sia imponente questa struttura, che da vicino perde un po’ di quella leggerezza e slancio che si percepiscono guardandola da lontano. Il peso dell’acciaio è tangibile in ogni suo dettaglio: tonnellate di ferro che si districano in una struttura reticolare, bulloni enormi, rappezzi di anticorrrosivo sugli strati di vernice.

Avendo acquistato il biglietto online saltiamo la fila e, con gli ascensori, raggiungiamo la prima terrazza e poi la punta. Man mano che saliamo in alto le forme e il rigore della città si definiscono sempre meglio e le arterie principali, i giardini pubblici e la Senna diventano geometrie ben delineate fra il grigio degli edifici. Il panorama è a perdita d’occhio e la giornata è così limpida da non capire nemmeno dove finisca precisamente il costruito che sfuma pian piano all’orizzonte nella curvatura terrestre.

Tour Eiffel

La torre con i suoi  324 m di altezza (considerando anche l’antenna) si impone sull’intera città, posando la sua ombra sugli edifici dei quartieri di Parigi, come fosse la lancetta di una gigantesca meridiana.

Tutte le sere, dal tramonto in poi, i primi 5 minuti di ogni ora, la Tour Eiffel si illumina di scintille e lucine grazie alle 20 mila lampadine installate su di essa. Così, dagli Champs de Mars, ci fermiamo in centinaia con il naso all’insù e assaporiamo questo spettacolo  meraviglioso.

Eiffel

Con la magia ancora negli occhi ritorniamo al nostro appartamento parigino, attraversando questa città che sembra un set cinematografico in ogni suo angolo.

Parigi


GIORNO 4 _ Fondation Louis Vuitton, Montmartre e rientro a casa

Nel pomeriggio avremo il volo di ritorno così, di corsa, facciamo un salto alla Fondation Luis Vuitton, che per quanto ci riguarda ci interessa più per la sua architettura che per le esposizioni ospitate al suo interno. Progettata da Frank O’ Gehry, si posa come un’astronave aliena nel parco di Bois de Boulogne alle porte di Parigi.

Fondation Louis Vuitton

Fondation Louis Vuitton

Non contenti della nostra prima visita, fatta nel bel mezzo di un temporale, ritorniamo a Montmartre. Ed eccola, la Basilique du SacréCœur, brillare di bianco sullo sfondo di un cielo limpidissimo.

Una curiosità: la pietra utilizzata per la costruzione della basilica produce, a contatto con l’acqua piovana, una sostanza calcarea che permette al monumento di “sbiancarsi”.

Montmartre

Con questa giornata di sole non vorremmo proprio tornare a casa, vorremmo solo sdraiarci sul prato e crogiolarci al sole, chiacchierare e guardare la città dall’alto con in sottofondo le note di questi artisti di strada bravissimi.

artisti di strada Montmartre

A malincuore torniamo in appartamento a prendere le valige. A presto, Parigi!


Informazioni utili:

  • A Parigi molti musei e monumenti sono ad ingresso gratuito per i ragazzi, cittadini dell’Unione Europea, under 26. Qui l’elenco completo delle attrazioni che aderiscono a questa iniziativa.
  • La Paris Museum Pass è una carta nominativa che permette di entrare “gratuitamente” e senza attese (esclusi i monumenti con controlli di sicurezza obbligatori) in più di 50 musei e monumenti di Parigi e provincia. E’ attivabile per 2, 4 o 6 giorni consecutivi alle rispettive tariffe di 48€-62€-74€. E’ possibile ricevere il proprio pass direttamente a casa (con un supplemento per le spese di spedizione) o ritirarlo senza alcun costo aggiuntivo presso l’Ufficio Centrale dell’Ente di Turismo di Parigi.
  • La Paris Visite è un abbonamento nominativo ai trasporti della città e ne consente l’accesso illimitato (Metropolitana, RER, Autobus, Tram, treni di periferia SNCF, Funicolare di Montmartre, Montmartrobus, Noctilien, autobus della rete Optile) per 1,2,3 o 5 giorni consecutivi.
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2 pensieri su “Sous le toits de Paris! Quattro giorni nella città più romantica d’Europa.

  1. Molto interessante la descrizione del tour e delle varie visite. Ma mi sorgono alcune precisazioni: il riferimento ai quadri di Monet nel Parc Monceau è esatto, ma solo perché Monet ha rappresentato fiori e aiuole di quel parco, il ponticello che Monet ha dipinto è sempre quello dello stagno di Giverny. Inoltre quando si parla di “evoluzione della cattedrale (Notre Dame)dal 50 a.C.” c’è un errore storico: la costruzione della cattedrale è cominciata nel 1160, sostituendo una basilica merovingia consacrata a Saint Etienne, essa stessa costruita su un tempio gallo-romano. Si può parlare di successive costruzioni religiose su un sito già dichiarato “sacro” anticamente.

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