Carrick a Rede

Toccata e fuga in Irlanda: quattro giorni fra Dublino e il Northern Ireland

Prati verdissimi, chilometri di siepi e staccionate che separano ma non dividono, greggi di pecore al pascolo, scogliere a picco sul marefolate improvvise di vento, la pioggia e il sole che si trasformano in effimeri arcobaleni. Musica dal vivo nei pub, pinte di birraleggende di folletti, pentole d’oro e giganti. Benvenuti in Irlanda!


Dublino

L’impressione che abbiamo avuto di Dublino, pur essendoci stati solo per pochissimi giorni, è quella di una capitale europea a tutti gli effetti: ordinata, pulita, ben strutturata a ricevere turisti, mezzi pubblici impeccabili, parchi curati, un centro brulicante di vita, negozi e attività commerciali.

Decisamente più piccola rispetto a molte altre città europee si presta bene a viaggi di pochi giorni. Il centro relativamente contenuto si sviluppa attorno alle rive del fiume Liffey ed è facilmente visitabile spostandosi a piedi; inoltre, la capitale, è ben collegata alle cittadine nei dintorni, perfette per una gita fuori porta.

A nord del Liffey sorge la città più “vera” e meno battuta dai visitatori mentre a sud troviamo la zona più attrezzata e turistica; non a caso qui abbiamo il quartiere del Temple Bar, il Trinity College, le Cattedrali di St. Patrick e Christ Church, il polo dei musei nazionali, il Guinnes Storehouse, ecc…

Quello che abbiamo visitato in un paio di giorni è questo:

Henry Sreet e O’Connel Street: sono le due vie a nord del Liffey più movimentate. Henry Street è perfetta per lo shopping essendo un susseguirsi di vetrine scintillanti, locali e negozi di souvenir (altro che semplici calamite, da Carroll’s potrete trovare veramente qualsiasi cosa vi venga in mente).

Su O’Connol Street si trovano diversi centri commerciali, bar, cinema, agenzie turistiche. E’ una delle principali vie in cui fanno sosta anche i mezzi pubblici e i bus dei tour organizzati.

All’incrocio delle due strade è presente la scultura più alta del mondo, “The Spire”, che con i suoi 120 m punta verso il cielo come un ago fuoriuscito dal terreno.

the spire

Dublin Castle: rappresenta il cuore e il centro di sviluppo dell’antica città di Dublino. Purtroppo della fortezza normanna rimane solo una torre, in adiacenza della quale sorge la Chapel Royal, decorata esternamente da un centinaio di teste scolpite nella pietra di personaggi celebri irlandesi. Molto suggestivo e rilassante il parco circolare Dubhlinn Garden a fianco del castello. Info, costi e orari qui.

Grafton Street: è una delle strade più frequentate e famose di Dublino. In pieno centro, è circondata dai negozi e dai centri commerciali più lussuosi della città. Solitamente l’atmosfera di questa via è accompagnata da numerosi buskers -gli artisti di strada- che animano la frenesia dei passanti. La via pedonale termina alle porte del parco di St. Stephen Green.

Grafton Street

St. Stephen Green Park: è la classica oasi di pace perfetta per staccare la spina dal chiasso cittadino. Pratini soffici e verdissimi, aiuole fiorite, vialetti alberati, un gazebo in legno bianco che si affaccia sul laghetto proprio come in un film romantico (a noi, in realtà, è venuta in mente la scena in cui Mary Poppins sorseggia the servita da pinguini ballerini). La realizzazione del parco venne finanziata da Sir Arthur Edward Guinness. Info e orari di apertura qui.

St. Stephen Green park

Ha‘Penny Bridge: il ponte venne costruito nel 1816 in risposta alle proteste dei cittadini sulle pessime condizioni dei traghetti che al tempo trasportavano sia persone che merci. Il nome ufficiale del ponte è Liffey Bridge ma è conosciuto da tutti come Ha‘Penny Bridge, soprannome dovuto al pedaggio di mezzo penny che si doveva pagare per attraversarlo (“Half Penny Bridge” ovvero “Ponte da mezzo penny“)

Ha'penny Bridge

St. Patrick Cathedral: è la cattedrale più grande d’Irlanda e venne edificata nel sito di una precedente chiesetta in legno costruita nel XII secolo in onore di San Patrizio. Storia vuole che il Santo si fermò qui nel 450 d.C. per battezzare i cristiani convertiti con l’acqua di un pozzo nelle vicinanze.

Esternamente stupisce per l’imponente eleganza e per il campanile che raggiunge i 69m di altezza. L’austerità delle sue forme gotiche e la freddezza del colore della pietra scura sono smorzati dal verde brillante del parco con cui confina e dal vociare dei numerosi passanti che lo frequentano. Sul retro della cattedrale è presente un piccolo cimitero da cui spiccano le tradizionali croci celtiche.

La notorietà di St. Patrick’s (info, costi e orari qui) è legata anche alla vicenda dello scrittore Jonathan Swift, autore de “I Viaggi di Gulliver”, che dal 1713 al 1745 vi svolse l’incarico di diacono e che qui venne sepolto.

St. Patrick Cathedral

Marsh’s Library: a pochi passi dalla cattedrale, nascosta dietro ad un’alta recinzione in pietra a cui si accede tramite un portale ad arco a sesto acuto ricoperto di rampicanti, abbiamo scoperto la Marsh’s Library, una biblioteca settecentesca che mantiene inalterato tutto il fascino dei suoi 300 anni di storia: scaffalature in legno scuro, scalette a pioli per arrivare alle mensole più alte e il profumo delle pagine ingiallite di migliaia di libri.

Nella seconda galleria sono presenti tra le scaffalature delle curiose “gabbie”, in cui venivano rinchiusi i lettori per prevenire il furto dei libri.

Marsh's Library
Foto dal sito ufficiale della Marsh’s Library

Christ Church Cathedral: è la cattedrale (info, orari e prezzi qui) più antica di Dublino anche se i vari rimaneggiamenti in stile gotico e romanico che ha subito nel corso del tempo hanno rimosso quasi completamente ogni traccia della sua struttura originaria. Nella cripta, porzione sopravvissuta della fabbrica duecentesca, in cui si trova anche un inaspettato bar sotterraneo, sono esposti, oltre ad altre opere d’arte, anche un gatto e un topo mummificati.

Christ Church Cathedral Dublin

St. James’s Gate Brewery-Guinnes Storehouse: diventato ormai un istituzione, è uno dei luoghi più visitati dai turisti. Sorge in una parte dell’antica fabbrica fondata nel 1759 da Arthur Guinnes riconvertita in un moderno museo di 7 piani a forma di pinta di birra.

Qui è possibile scoprire tutta la storia, le curiosità e le fasi di produzione -dagli ingredienti alla fermentazione- della birra più famosa d’Irlanda, provare a spillarsi una birra o assaporarne una al 7° piano al Gravity Bar con una splendida visuale su tutta Dublino. Per evitare lunghe file e risparmiare è consigliabile acquistare il biglietto online (info, orari e prezzi qui).

Trinity College, Old Library e Book of Kells: abbiamo aspettato l’ultima mattinata per gustarci in tutta tranquillità la visita alla Old Library che si trova nell’immenso complesso del Trinity College, la prestigisa università irlandese.

Trinity College

La visita inizia con una mostra ricca di pannelli esplicativi (in inglese) sulla storia e sulla realizzazione del Book of Kells, codice miniato risalente all’800 d.C. contenente i Quattro Vangeli scritti in lingua latina. Le 680 pagine sono praticamente tutte decorate con preziosi disegni ricchi di significati da ricercare nella stessa interpretazione e simbologia dei Vangeli. Al termine del percorso si ha la possibilità di vedere dal vivo il piccolo libro posto in una teca, le cui pagine vengono voltate secondo un calendario regolare in modo da mostrarne al pubblico le diverse parti.

Al piano superiore si apre, come uno scrigno del sapere, la Long Room, una galleria lunga 65 m con volta a botte che contiene più di 200.000 volumi antichi. La magnificenza di questa sala lascia tutti senza parole e l’unica cosa che riusciamo a fare è mettere mano alla nostra reflex per immortalare tanto splendore.

Old Library

Credo che questa potrebbe benissimo essere la biblioteca dei sogni della mia amica Sara: i volumi sono disposti ordinatamente nelle altissime scaffalature di legno scuro che arrivano fino al soffittola luce filtra dalle grandi finestre poste tra una corsia e l’altra, una scala a chiocciola in ghisa in stile liberty conduce al piano superiore (purtroppo non visitabile) e busti in marmo bianco di filosofi e scienziati sono allineati lungo il corridoio.

Old Library

All’esterno, nel giardino della Biblioteca troviamo anche una delle sfere di bronzo “Sphere Within Sphere” di Arnaldo Pomodoro.

Sfera di Arnaldo Pomodoro Dublino

Dublino è una città che si sveglia di fretta la mattina camminando per le strade con un caffè fumante da asporto fra le mani e che rallenta, la sera, sorseggiando pinte di birra scura nei pub fra chiacchiere e musica dal vivo in sottofondo.

temple bar dublin

Ed è proprio questa la parte che ci è piaciuta di più del nostra breve soggiorno: mescolarci con gli abitanti e assaporare di sfuggita i loro usi e le loro tradizioni. Ogni sera siamo passati da un pub all’altro, rimanendo incantati dall’atmosfera di festa e serenità che si respira in questi locali.

BadBobs Dublin

I più famosi e frequentati si trovano nel quartiere del Temple Bar e solo per fare qualche nome abbiamo: il Temple Bar PubBadBobsThe Oliver St. John Gogarty BarThe Porter House PubThe Norseman PubThe Quays Bar.

Temple Bar


Una gita fuori porta: la penisola di Howth

Howth si trova a pochi km a nord di Dublino ed è facilmente raggiungibile sia in autobus che con la DART, una sorta di treno elettrico, che in una ventina di minuti porta a destinazione. Parte da Connolly StationTara StreetPearse Street e da Lansdowne Road e le corse sono circa ogni 15 minuti; i biglietti sono acquistabili direttamente in stazione.

Scesi dal treno ci immergiamo subito nell’atmosfera di Howth, così diversa e paesana rispetto alla grande Dublino. Sembra che il villaggio di pescatori si stia preparando a ricevere i turisti che verranno qui durante i periodi di alta stagione: lavori stradali, riverniciatura dei negozi, qualche locale ancora chiuso. Adesso il paese è sospeso in una strana quiete e durante la nostra giornata incontriamo per lo più abitanti del posto a passeggio fra il centro e la scogliera.

Howth harbour

Il porto è molto caratteristico: il molo è fiancheggiato da numerosi localini dalle insegne coloratei pescherecci sono già rientrati dalla pesca mattutina e sono attraccati lungo la banchina, i gabbiani volano bassi e un piccolo faro svetta al termine dell’approdo.

Se siete fortunati è possibile vedere diverse foche che si avvicinano ai pescherecci ormeggiati in cerca di cibo. Noi ne abbiamo avvistate almeno 8 ed è bellissimo vederle libere mentre giocano e affiorano dall’acqua.

Howth seals

Qui si respira solo il profumo del mare, dell’aria fresca e della sottile pioggia intermittente come in una delle più tipiche giornate irlandesi.

Howth

Tappa consigliatissima per chi viene a Howth, è il cosiddetto “the Summit”, il punto più alto della penisola, da cui si può godere di panorami indimenticabili sulla costa e sul mare aperto (attrezzatevi con scarpe da trekking e k-way!).

Howth

I percorsi tra cui si può scegliere sono diversi, di differente durata e difficoltà; per avere maggiori informazioni è possibile rivolgersi anche all’info point che si trova al porto in una piccola casetta in legno.

Howth

Noi abbiamo scelto il sentiero a ridosso della scogliera che si snoda in una vegetazione alternata fra le soffici e verdissime praterie alla più selvaggia brughiera ricca di eriche e altri bassi arbusti. La primavera bussa alle porte e i cespugli di ginestra spinosa sono già tutti in fiore: le macchie gialle ci accompagnano lungo tutto il tragitto fino ad arrivare al Baily Lighthouse, il faro che sorge al termine del promontorio.

Baily's Lighthouse Howth

Da qui il panorama è davvero mozzafiato e assieme a noi, ad assaporare questa sensazione di libertà, ci sono solamente i gabbiani e le fortissime folate di vento.

Howth

Scendendo dal summit scegliamo il percorso che si inoltra nel centro del paese e rimaniamo imbambolati a sognare la vita degli abitanti di quelle ville da catalogo con le vetrate immense e i pratini davanti casa curatissimi.

Dopo quasi due ore di camminata torniamo al molo e ci gustiamo il nostro primo vero fish & chips di sempre. Scegliamo l’Octopussy Seafood Tapas Bar e il nostro istinto non sbaglia; questo è proprio uno di quei localini che ci piacciono tanto: piccolo, accogliente, arredato con gusto ma senza pretese, cuscini colorati e lucine ovunque. Il personale sempre sorridente e il pesce freschissimo fanno poi il resto.

Octopussy

Nella penisola ci sono molte altre attrazioni tra cui l’Howth Castle (uno dei più antichi d’Irlanda), il Dolmen Aideen’s, le rovine di St. Nessans Church, l’isoletta di Ireland’s Eye (raggiungibile in barca) con la sua particolare Torre Martello e i campi da golf del Deer Park Hotel.


Un assaggio dell’Irlanda del Nord: Carrik-a-Rede e la Giant’s Causeway

Dopo aver valutato la possibilità di noleggiare una macchina per poter girare autonomamente alcuni luoghi del Northern Ireland accantoniamo l’idea a causa dei nostri tempi ristretti e decidiamo di affidarci ad una compagnia turistica. Da casa perlustriamo il web e finalmente troviamo il tour che più sia avvicina al percorso che avremmo voluto fare se avessimo noleggiato una macchina. Scegliamo Paddywagon tours che propone un tour con partenza da Dublino con molte tappe ma super forzate: The Dark Hedges, Carrik-a-Rede Rope Bridge, la Giant’s Causeway, il Dunluce Castle e un’ora libera da passare a Belfast prima del ritorno.

Pecore Irlanda

Durante il viaggio di circa 3 ore dai finestroni del bus ci scorrono davanti solo distese verdissime, qualche fattoria, alcuni greggi di pecore che sfidano la stagione dei monsoni e un tempo così variabile da regalarci 4 arcobaleni in una mattinata.

Arriviamo al primo photo stop:

The Dark Hedges

Questo misterioso viale alberato si trova nel villaggio di Armoy a Ballymoney nella Contea di Antrim. I faggi vennero piantati dalla famiglia Stuart attorno al 1750 per impressionare gli ospiti che si recavano alla loro residenza, Gracehill House, che si trova in fondo al viale.

I loro rami si intrecciano fino a formare una sorta di tunnel fiabesco; non a caso in tempi recenti è stato utilizzato anche come set cinematografico per alcune scene di Game of Thrones. Dopo il successo di questa serie televisiva questo ed altri luoghi irlandesi sono diventati la meta di migliaia di turisti che ogni anno si affidano a specifici tours che ripercorrono le scenografie naturali utilizzate nel Trono di Spade.

Dark Hedges

Carrick-a-Rede Rope Bridge

Quando finalmente arriviamo nel villaggio di Ballintoy non stiamo più nella pelle. Davanti a noi si apre un paesaggio di scogliere, mare blu a perdita d’occhio e cielo azzurrissimo.

Carrick a Rede

Un sentiero di circa 1 km vicino alla costa ci porta fino al Carrik-a-Rede Rope Bridge, il ponte di corda lungo 18 metri e sospeso sul mare a 25 metri di altezza che venne eretto nel 1755 dai pescatori per intercettare le rotte dei salmoni che migravano dalle profondità oceaniche verso i loro fiumi natale. Nel 2002 però i salmoni cambiarono rotta e sia il ponte che la casetta dei pescatori che si trova abbarbicata sull’isolotto andarono lentamente in disuso. Oggi, seppur abbia perso la sua originaria funzione, il ponte è una delle maggiori attrazioni turistiche dell’Irlanda del Nord.

Carrick-a-Rede Rope Bridge

Se le condizioni meteo sono favorevoli si può attraversare (info, aperture e prezzi qui) e raggiungere il piccolo isolotto su cui nidificano diverse specie di uccelli marini. Passare sul ponte è davvero emozionante: a causa dei passi e del forte vento oscilla leggermente e si prova una certa instabilità e insicurezza mentre lo si attraversa ma è assolutamente da provare!

Carrick-a-Rede Rope Bridge

Giant’s Causeway

Quarantamila colonne basaltiche esagonali create da un gigante? Si, in Irlanda tutto è possibile.

Giant's Causeway

Leggenda vuole che il gigante Finn MacCool volesse andare a combattere contro Benandonner, un gigante scozzese. Ma c’era un problema, doveva attraversare il mare per raggiungerlo e non voleva bagnarsi i piedi; così decise di costruire un selciato buttando in mare tantissimi pezzi della costa di Antrim. Arrivato in Scozia, Finn vide la mole del suo avversario e scappò in ritirata inseguito da Benandonner. La moglie di Finn ebbe un’idea e messogli un mantello addosso, fece credere al gigante scozzese che Finn fosse solamente un bambino. Benandonner, viste le sue dimensioni pensò che il papà dovesse essere davvero enorme così scappò in Scozia distruggendo il selciato dietro di se per evitare di essere inseguito.

Effettivamente in Scozia sull’Isola di Staffa (che abbiamo raggiunto in barca durante questo viaggio), sono presenti le stesse formazioni basaltiche del Giant’s Causeway, che la leggenda sia vera?

IMG_1513 copia

Ci sono molte altre versioni su questa storia e tutte contribuiscono ad aumentare il mito di questo luogo magico. Qui la perfezione della natura si mescola alla tradizione e ai racconti popolari e il paesaggio è davvero unico tanto che, il Giant’s Causeway, nel 1986, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

L’ingresso avviene tramite il nuovo centro visitatori inaugurato nel 2012 che riprende con la sua architettura il profilo della formazione basaltica. Grazie ai sistemi innovativi con cui è stato costruito ha meritato l’assegnazione del più alto premio globale in termini di edifici ecosostenibili, il BREEAM Excellent Award

Giant's Causway centro visitatori

60 milioni di anni fa la Contea di Antrim fu soggetta ad un’intensa attività vulcanica che provocò la fuoriuscita di lava basaltica a temperature elevatissime fra le spaccature della roccia calcarea. Entrando in contatto con l’aria e l’acqua del mare si raffreddò rapidamente e, data la sua particolare composizione chimica, diede forma a queste conformazioni esagonali.

Giant's Causeway

Se non l’avete già fatto questo è sicuramente uno dei posti da inserire nella vostra lista dei luoghi da visitare almeno una volta nella vita.

Giant's Causeway

Il panorama è davvero suggestivo: le onde del mare sempre mosso si infrangono con forza sul selciato, la mancanza di vegetazione e i colori scuri delle rocce lo trasformano in un paesaggio inospitale e quasi lunare, e un forte vento (questo è uno dei luoghi più ventosi d’Irlanda) ci accompagna durante tutta la visita. La perfezione di queste colonne (la maggior parte esagonali, ma anche a 4,5,7,8,9 lati) ricorda un’alveare e nel corso del tempo molte altre formazioni sono state rinominate a seconda della loro configurazione: l’organo, l’arpa, le ciminiere, il cammello, lo stivale e la nonna di Finn.

Giant's Causeway

Dunluce Castle

Dopo il Giant’s Causeway ripartiamo veloci per un’altro photo stop al Dunluce Castle ma un’improvviso acquazzone ci impedisce quasi di scendere dall’autobus. Quando il tempo irlandese concede una tregua questo rimane una delle scenografie più belle di tutto il paese: le rovine del castello sono aggrappate alla scogliera a picco sul mare impetuoso e da quello che rimane delle sue stanze si aprono scorci unici.

Dunluce Castle

Belfast

L’ultima fermata di quest’intensa giornata è a Belfast. Un’ora libera per poter dare un’occhiata alla città, di cui si nota, anche a primo impatto, la diversità con Dublino. Il tempo è poco e noi non siamo organizzati e passeggiando finiamo in un quartiere costellato di graffiti coloratissimi.

Belfast graffiti

Belfast murales


Info utili:

  • Il fuso orario dell’Irlanda è -1 ora rispetto all’Italia.
  • Dall’aeroporto di Dublino al centro città è molto comodo il servizio di autobus della Airlink (10 € A/R e corse ogni pochi minuti).
  • La Dublinpass è una carta che permette di entrare “gratuitamente” in molti dei monumenti e delle attrazioni turistiche di Dublino, prendere autobus e sfruttare i servizi di trasferimento da e per l’aeroporto. E’ attivabile per 1,2,3 o 5 giorni.
  • Se avete intenzione di noleggiare una macchina per muovervi in maniera autonoma è necessario avere più di 25 anni e possedere una carta di credito intestata a proprio nome (no carte prepagate).
  • Nella maggior parte degli esercizi commerciali, nei pub, sugli autobus e sui treni è solitamente presente la connessione wi-fi a internet gratuita.
  • La corrente elettrica è a 220 volt come in Italia ma cambia la presa che è di tipo U.K. (serve un adattatore).
  • II Northern Ireland fa parte della Gran Bretagna, si utilizzano quindi le sterline.
  • Per camminate nelle brughiere e lungo le scogliere è consigliabile attrezzarsi con abbigliamento adatto: scarponcini o scarpe da trekking e k-way per ripararsi dagli acquazzoni. Attenzione a non sporgersi troppo dalle scogliere perchè le folate di vento, anche molto forti, arrivano spesso improvvisamente.

“There are only two things to worry about,
either you are healthy or you are sick.
If you are healthy, then there is nothing to worry about.
But if you are sick there are only two things to worry about,
either you will get well or you will die.
If you get well, then there is nothing to worry about.
But if you die there are only two things to worry about,
either you will go to Heaven or to Hell.
If you go to Heaven, then there is nothing to worry about.
And if you to go Hell, you’ll be so darn busy shaking hands with your friends
you won’t have time to worry.
So why worry?”

Ci sono solo due cose di cui ti devi preoccupare
o stai bene o stai male.
Se stai bene non ti devi preoccupare.
Ma se stai male, ci sono solo due cose di cui ti devi preoccupare:
o guarisci o muori.
Se guarisci non ti devi preoccupare.
Ma se muori, ci sono solo due cose di cui ti devi preoccupare:
o vai in paradiso o vai all’inferno.
Se vai in paradiso non ti devi preoccupare.
Ma se vai all’inferno, ti ritrovi tanto preso a salutare gli amici
che non hai neanche il tempo di preoccuparti.
Non ti preoccupare.

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