salse di nirano

Piccoli tesori sconosciuti: le Salse di Nirano

Il mio primo ricordo delle Salse di Nirano mi riporta indietro di tantissimi anni, quando alle elementari, le maestre ci portarono in gita proprio qui. Immaginatevi una quindicina di monelli scatenati liberi di scorrazzare fra i vulcanetti e di impastarsi le mani con l’argilla fresca appena fuoriuscita dai coni. Il risultato fu presto detto: una bimba sprofondò con l’intera gamba dentro ad una salsa riemergendo completamente coperta di fango. La storia rimase negli annali tant’è che puntualmente, ad ogni cena di classe, ridiamo come se fosse appena successo.

salse di nirano

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Ma cosa sono le “Salse”?

Siamo a pochi chilometri da Modena, nella Riserva Naturale Regionale delle Salse di Nirano.

Per quelli della zona non sono altro che i vulcanetti di Nirano, appena fuori dal centro di Fiorano Modenese e niente più della solita passeggiata domenicale per passare qualche ora all’aria aperta.

In realtà il fenomeno delle Salse di Nirano, seppur non essendo l’unico in Italia, è il più importante a livello nazionale e assume un discreto interesse geologico anche a livello internazionale.

salse di nirano

Questo insolito fenomeno deriva dalla presenza nel sottosuolo di giacimenti di idrocarburi gassosi, in particolare metano, che, a causa della pressione provocano delle fratture nella cupola del giacimento permettendo la risalita di fango argilloso fino alla superficie.

salse di nirano

La melma all’interno dei crateri sembra ribollire con i suoi barboj -parola onomatopeica che in dialetto modenese ne indica l’incessante borbottio  dando la sensazione di essere una fanghiglia calda; in realtà il fango che fuoriesce è freddo e salato (da qui il nome “salse”).

Le argille liquide si depositano così sui fianchi del cratere dando forma ai tipici vulcanetti che possono andare dai pochi centimetri fino a qualche metro di altezza.

salse di nirano

Il paesaggio è lunare, una distesa di “lava” grigia ricopre le aree in cui il fenomeno è più attivo e ad ogni visita lo scenario appare diverso.

In costante equilibrio fra l’eruzione dell’argilla e il dilavamento dei coni provocato dalle piogge, i vulcanetti si trasformano di continuo. Alcuni crescono, altri si esauriscono, in altri casi i gas prendono vie sotterranee diverse e la terra inizia a ribollire in zone nascoste, dando vita alle cosiddette polle, crateri più ampi con una fanghiglia più liquida.

Il protagonista del paesaggio rimane l’argilla in tutte le sue forme: morbida e setosa ancora fluida, accartocciata su se stessa come terra arida nel deserto, spaccata con profonde crepe come nelle immagini delle terre più inospitali del pianeta.

salse di nirano

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salse di nirano

Dalla mia prima visita la riserva è cambiata notevolmente. Per ovvi motivi di tutela e conservazione sono state posizionate delle staccionate a protezione dei vulcani e per valorizzare al meglio il parco sono state create passerelle in legno e pannelli esplicativi che accompagnano il visitatore lungo tutto il percorso.

salse di nirano

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A meno che non abitiate in zona, le Salse di Nirano rimangono un piccolo gioiellino ancora sconosciuto ai più: una nuova esplorazioneminima del nostro territorio modenese.

salse di nirano

Appunti di bordo:

Ingresso: gratuito

Parcheggio: gratuito

Abbigliamento consigliato: comodo, con scarpe che possano sporcarsi.

Percorsi escursionistici: qui tutte le principali info dei percorsi presenti.

Consigli per la visita: al tramonto tutto il sito si colora di tinte aranciate che ammorbidiscono i toni freddi e grigiastri dell’argilla.

Curiosità:  I fanghi delle Salse vennero utilizzati per impieghi curativi, dermatologici ed estetici nel complesso termale delle vicine Terme della Salvarola fino agli anni ’70. Vennero poi banditi in seguito a studi scientifici più specifici che ne rilevarono nella composizione la presenza di alcuni gas tossici, fra cui il radon.

La Riserva è stata anche usata come location per alcuni spezzoni del video di Giorgia “Quando una stella muore”.

Da vedere nei dintorni: Castello di Spezzano, Santuario della Beata Vergine del Castello a Fiorano, Museo Ferrari a Maranello, Palazzo Ducale di Sassuolo, Terme della Salvarola, Castello di Montegibbio.


 

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