Viaggio in Croazia, Parco Nazionale del Krka

Viaggio in Croazia: Zagabria, Plitvice, Zara, Sebenico, Spalato, Vis, Krka e Pola

La Croazia non è solo la location del Trono di spade. Anche se la serie tv ha certamente contribuito al boom turistico che negli ultimi anni ha caratterizzato la nazione, ci sono migliaia di altre ragioni per visitarla. E per farlo in fretta. Noi, partiti in auto da Modena, ci siamo gettati in un’avventura lunga 10 giorni e 2.500 chilometri: da Zagabria a Spalato, passando per tre scenografici Parchi Nazionali, la misteriosa isola di Vis, e qualche sorprendente meta un tantino meno battuta. 

Giorni 1 e 2 – Modena, Lubiana, Zagabria

Come è cambiata la percezione della Croazia.
Visitai l’Istria molto tempo fa, appena diciannovenne. Tutt’altro che una meta ambita, in quegli anni si sceglieva per lo più perché – così vicina, così economica, così ben disposta verso la lingua italiana – rappresentava la nazione ideale per coccolare il vezzo di sentirsi all’estero, senza le ansie generalmente associate all’idea di oltrepassare i confini nazionali. Era un po’ un ripiego, un viaggio in tono minore, un’avventura per esploratori non poi così avventurosi. Oggi quei tempi sembrano lontani un millennio. In questi anni, complice anche la serie tv Il trono di spade, il mondo intero si è finalmente accorto di quanto sia meraviglioso questo Paese e – soprattutto – sembra che la Croazia stessa, specchiandosi nelle folle che ogni giorno si riversano a Dubrovnik e a Plitivice, abbia raggiunto una piena consapevolezza di quanto sia desiderabile e desiderata. Questo, naturalmente, incide sui prezzi e comporta altre considerazioni.

Viaggio in Croazia, Spalato

Pranzo a Lubiana, cena a Zagabria.
Spezziamo il viaggio dall’Italia fermandoci a pranzo a Lubiana, la piccola e splendida capitale della Slovenia che avevamo già visitato in passato: vivace, divertente, quasi sin troppo perfetta. Dopo pranzo non riusciamo a resistere al richiamo del fiume Ljubljanica e ci ritroviamo a gironzolare tra i ponti che lo attraversano con le dita impiastricciate di lamponi acquistati al mercato. Occorre un piccolo sforzo di volontà per rimettersi alla guida, ma alle cinque e mezza del pomeriggio raggiungiamo l’appartamento di Zabagria, prenotato con Airbnb.

Viaggio in Croazia, sosta a Lubiana

Ben nascosta in un dedalo di vicoli aggrovigliati attorno al colle su cui sorge la città vecchia, la nostra sistemazione si trova proprio nel cuore della capitale, letteralmente a due passi dal parlamento. Il nostro ospitalissimo host ci aiuta a trovare un parcheggio e ci dà due dritte sulla città. Indicandoci il curioso tetto decorato della chiesa di San Marco, ci spiega che l’animale raffigurato nello stemma cittadino è una martora (kuna, in croato). È da questo animale, la cui pelle fu per molti anni un’importantissima merce di scambio, che prende il nome la moneta nazionale: Kuna, per l’appunto.

Viaggio in Croazia, Chiesa di San Marco, Zagabria

Guida pratica – Scaricare le mappe di Google, prima di partire
Inutile dire che in un viaggio di 2.500 chilometri in Croazia, Google Maps può rivelarsi piuttosto utile, per non dire essenziale. Anche solo per trovare rapidamente gli appartamenti prenotati su Airbnb dall’Italia. Non tutti sono a conoscenza del fatto che le mappe possono essere scaricate e utilizzate per un mese, senza più bisogno di essere connessi (risparmiando quindi un sacco di giga). Ecco come fare:
1. Apri Google Maps dal tuo telefono e individua l’area utile al tuo viaggio.

2. Scrolla verso il basso e clicca su: Scarica.
3. La mappa sarà disponibile in versione offline per un mese esatto sul tuo telefono.
4. Ovviamente, se necessario, ripeti l’operazioni per altre aree.
5. Per utilizzare la mappa (o le mappe) offline apri Google Maps quando sarà necessario, e clicca sul menù in alto a sinistra. Cerca l’opzione: Mappe Offline. Ora sei pronto a partire.

Zagabria: perché visitarla e quanto tempo dedicarle.
Il turismo italiano in Croazia generalmente si concentra sulla costa e sulle isole. Zagabria, situata nell’entroterra, alle latitudini più settentrionali, è forse meno battuta di quanto meriterebbe. Eppure è una città incredibilmente affascinante. Decisamente meno mediterranea rispetto ai centri costieri che si affacciano sull’Adriatico, è immersa in un’atmosfera mitteleuropea, con scorci scenografici ed evidenti influenze provenienti dall’area balcanica. Multisfaccettata, vivace, in gran fermento: ecco come ci è apparsa questa capitale, marcatamente divisa in due aree distinte. La città vecchia, abbarbicata sulle alture di un colle, è il luogo dove abita la storia. La città nuova si espande a perdita d’occhio nella pianura ed è decisamente più contemporanea.

Viaggio in Croazia, Street Art, Zagabria

Molto comoda e piacevole da girare a piedi, Zagabria può essere esplorata in un paio di giorni. Tra le nostre esperienze segnalo: il piccolo ma curatissimo (e toccante) museo delle relazioni interrotte, l’ottimo museo dell’arte naif, che in Croazia ha avuto un’importanza centrale, la salita alla torre di Lotrščak, da cui si gode lo skyline della città (e dalla quale, ancora oggi, un cannone esplode un colpo ogni giorno alle 12), la terrazza panoramica ricca di pezzi di street art (tra cui una maestosa megattera che sembra fuoriuscire da un vecchio grattacielo e una tartaruga anamorfica) e la bella – ma perennemente in fase di restauro – cattedrale neogotica della città, appena dietro il vivace mercato di Dolac che drappeggia di rosso tutta la piazza.

Viaggio in Croazia, Mercato di Dolac, Zagabria

Piuttosto affascinanti (e visitabili gratuitamente) sono anche il tunnel Grič, un complesso di gallerie antiaeree costruito nel 1943 e riaperto al pubblico solo di recente (è stato inaugurato con un rave party nel 2016) e la Porta di pietra, ancora oggi oggetto di culto e meta di pellegrinaggio. Proprio lì accanto sorge un’antichissima farmacia, nella quale lavorò un nipote di Dante Alighieri. È attraverso questa porta che, dalla città alta, si può accedere alle vie Radićeva e Tkalčićeva, dove si concentrano un gran numero di locali e si svolge gran parte della vita notturna. Queste vie – raccordo ideale tra città vecchia e città nuova  – rappresentano forse la spina dorsale di Zagabria, il luogo dove andare alla ricerca dell’anima autentica di questa enigmatica doppia capitale.

 

Guida pratica – Fare rifornimento di gpl in Slovenia e Croazia
Hai l’auto a gpl? In Croazia, come del resto in Slovenia, troverai molti distributori. Ma dovrai cavartela quasi sempre da solo: il gpl (generalmente segnalato come lpg) si fa abitualmente in modalità self-service (Auto plin, in croato). Niente di difficile, ecco come procedere:
1. Individua la pompa (molto spesso, per lo meno in Croazia, è quella gialla)
2. Se devi avvitare l’adattatore per il tuo serbatoio, avvitalo per bene.
3. Estrai la pistola dall’incastro. Qualche volta dovrai tirare un po’.
4. Posiziona la pistola facendola combaciare perfettamente.
5. Premi il grilletto nero (con discreta forza) e tira fino a quando non senti che si blocca.
6. Ruota la manopolina e lascia che si stacchi da sola se vuoi il pieno. Oppure chiudila tu quando desideri. Attenzione: può trascorrere qualche secondo prima che il gpl inizi a fluire.
7. Una volta terminato, sgancia la pistola premendo di nuovo sul grilletto. Attenzione: un po’ di gpl potrebbe uscire sotto forma di vapore. Non tenere il viso troppo vicino al serbatoio.

Giorno 3 – Parco Nazionale di Plitvice

Visitare il Parco Nazionale di Plitvice: errori da evitare
Abbiamo commesso due errori evidenti nel visitare il più celebre Parco Nazionale croato, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco: scegliere il 15 d’agosto e partire da Zagabria, a distanza – sulla carta – di circa due ore di macchina.

A posteriori, ci siamo resi conto che sarebbe stato decisamente più intelligente scegliere il giorno seguente, partendo direttamente dall’appartamento di Kapela Korenička che avevamo prenotato con Airbnb. In questo modo avremmo forse, almeno in parte, evitato di arrivare intorno alle dieci (nonostante una sveglia alle sei a mezza) a causa del traffico, e di sorbirci più di due ore di fila per entrare.

Viaggio in Croazia, Parco Nazionale di Plitvice

In ogni caso, anche se assaltati dalla folla, i laghi di Plitvice sono sbalorditivi. Le numerosissime cascate, i verdi e gli azzurri saturi e intensi, le suggestive passerelle in legno disposte sinuosamente sulla superficie dei laghi incastonati tra le rocce carsiche: a tratti si resta attoniti, increduli che un luogo del genere possa esistere, a poche ore di viaggio dall’Italia.

Viaggio in Croazia, Parco Nazionale di Plitvice

La sera abbiamo pernottato in un bed&breakfast a Kapela Korenička, vicinissimo all’ingresso del parco. Il minimo inquinamento luminoso rendeva la via lattea incredibilmente presente e consentiva di scorgere con facilità diverse stelle cadenti. Come indicato sulla guida, uno dei migliori locali per cenare, tenendo conto del rapporto qualità/prezzo e della vicinanza, è la taverna Vila Velebita, dove ho mangiato uno squisito pesce di lago, in un buon piatto senza inutili velleità. Niente paura: anche se siete vegetariani, potrete sfamarvi a dovere.

Viaggio in Croazia, Parco Nazionale di Plitvice

Guida pratica – Tips & Triks per visitare il Parco Nazionale di Plitvice 
Il Parco Nazionale di Plitivice è semplicemente meraviglioso. A tratti viene difficile credere che un simile ecosistema, con un complesso di cascate così numerose e scenografiche, possa davvero trovarsi quasi accanto all’Italia. Ma la folla di turisti che lo assale può renderlo invivibile. Ecco qualche consiglio, mutuato direttamente dalla nostra esperienza:
1. Se puoi, evita di visitarlo in agosto. In particolare non farti venire in mente, come malauguratamente è accaduto a noi, di trascorrere lì il 15 d’agosto.
2. Scegli un percorso e tieni fede a quello. È l’unico modo per non sentirsi spaesati.
3. Confrontando le informazioni reperite in rete con le impressioni di qualche amico, il percorso migliore ci è sembrato quello contrassegnato con la lettera H. Anche noi ci sentiamo di consigliarlo.
4. Lascia perdere le mappe. Sono inutili, per non dire incomprensibiliPer seguire il percorso H dovrai semplicemente recarti alla fermata dei mezzi interni al Parco, proprio all’entrata: ti porteranno al punto iniziale del cammino. Dopodiché basta seguire la passerella in legno che si snoda tra gli alberi e lungo i laghi, tenendo d’occhio la segnaletica indicata con la lettera corrispondente. Il percorso prevede anche un piacevole trasferimento con una barca elettrica, per raggiungere la riva opposta di un lago. 
5. Animali invisibili, perlomeno ad agosto: il grande Parco Naturale di Plitivice, di cui il complesso visitabile è solo una piccola porzione, ospita lupi, orsi, linci e molti rapaci. Ma non aspettarti di vedere altro che pesci, anatre e – se avrai fortuna – qualche biscia d’acqua e qualche rondine. La folla schiamazzante di agosto tiene lontano qualsiasi animale che non sia completamente sordo e cieco.
6. Due piccole deviazioni che ci sentiamo di suggerire: la grande cascata e la caverna. Verso la fine della giornata, quando la folla iniziava a scemare e il cielo tendeva all’imbrunire, abbiamo vissuto forse le ore migliori: la parte terminale del percorso H si snoda su di una scenografica passerella che attraversa letteralmente un sistema di laghi adagiati tra rocce a strapiombo. Verso la fine ci siamo concessi una deviazione di pochi minuti, per ammirare quella che viene indicata come Big Waterfall. Ne vale la pena. E, quando oramai eravamo in prossimità dell’uscita, abbiamo dato un’occhiata anche alla piccola caverna: è necessario scendere qualche gradino, facendo un po’ di attenzione a non scivolare.

Giorno 4 – Il rifugio per orsi di Kuterevo e Zara

Il rifugio per orsi di Kuterevo: andare o non andare?
Zara dista meno di due ore da Kapela Korenička, nei pressi dei laghi di Plitvice. Ma noi non ce la siamo sentita di non concederci questa deviazione – scovata tra le pagine di una guida – che allunga il tragitto complessivamente di ulteriori due orette e mezzo.

Che cos’è il centro per orsi di Kuterevo?
Si tratta di un rifugio interamente gestito da volontari, che si prendono cura di orsi orfani, feriti, recuperati da circhi o che, in generale, non possono più essere reintrodotti in natura. È un luogo magico, uno spazio anarchico, una piccola utopia custodita dai colli e non certo semplice da raggiungere in auto. Per quanto ci riguarda, è un’esperienza che vale certamente la pena di vivere, utile anche per toccare con mano il reale impatto dell’uomo sulla vita di questi animali meravigliosi.

Viaggio in Croazia, rifugio per orsi di Kuterevo

Guida pratica – Cinque cose da sapere prima di visitare il centro per gli orsi di Kuterevo
Se deciderai di includere questa tappa nel tuo viaggio, tieni conto che:
1. Non è semplicissimo trovare questo rifugio. Google Maps è quasi indispensabile, unito a due app che non potrai scaricare con nessun sistema operativo: santa pazienza, e tanta determinazione.
2. È quanto di più lontano si possa immaginare rispetto a un giardino zoologico. Al centro del progetto si trovano gli orsi e il loro benessere, non il visitatore. Questo significa che può capitare di passare diverso tempo prima di scorgere un animale, e che in ogni caso vedrai gli orsi da più lontano di quanto ti potrebbe capitare in uno zoo. Per quanto mi riguarda questo è parte del valore aggiunto del centro, e non certo un difetto, ma è bene saperlo prima di rimanere delusi.
3. Come conseguenza del punto precedente: è necessario evitare schiamazzi e comportamenti che possano interferire con la vita degli orsi. 
4. La visita è gratuita, ma è gradita un’offera libera, che in ogni caso nessuno ti chiederà esplicitamente. 
5. I ragazzi che gestiscono le attività sono molto in gamba e parlano diverse lingue. Troverai certamente modo di comunicare con loro. Inoltre rispondono con una certa reattività sulla pagina facebook.

Viaggio in Croazia, rifugio per orsi di Kuterevo

Zara, dove il mare suona l’organo e il tramonto parla tutte le lingue del mondo.
Raggiungiamo Zara (Zadar, in croato) giusto in tempo per il pranzo. Il nostro appartamento si trova proprio nel cuore del centro storico, che si sviluppa interamente su di una penisola. I verdi profili delle isole vicine si stagliano a poche manciate di chilometri come seducenti promesse di viaggi e avventure. Mentre la periferia lascia un poco interdetti, la città antica è una meraviglia: pietre bianche, pavimentazioni levigate dai secoli, resti romani, eredità veneziane, dedali di vicoli dove si affastellano locali in un cocktail di suggestioni che ricorda inevitabilmente le atmosfere meticce di certe città cretesi.

Viaggio in Croazia, Zara (Zadar)

Anche la passeggiata sul lungo mare è imprescindibile: si avvicendano venditori di miele, olio, vino e si mescolano nell’aria i profumi del gustoso pesce fritto servito in pagnotte concave, delle pannocchie abbrustolite e di spezie che evocano il medioriente. Non è difficile innamorarsi di questa città, girovagando a zonzo con la guida nello zaino e lasciando che siano i piedi a decidere dove portarti.

Viaggio in Croazia, Zara (Zadar), street food croato

Guida pratica – Parcheggio gratuito a Zara centro
Parcheggiare nel centro storico di Zara è arduo e piuttosto costoso. Girando come trottole alla ricerca di soluzioni possibili, ci siamo imbattuti in quello che, a quanto pare, è l’unico parcheggio gratuito relativamente vicino. Ecco come trovarlo:
1. Il parcheggio si trova tra via Ravnice e Marka Marulića, in uno spiazzo non ben definito.
2. Per trovarlo dovrai fare riferimento al parchetto che sorge proprio di fronte alla porta principale della città (Porta di Terraferma), con il leone di San Marco.
3. Dal parcheggio alla porta principale, attraversando il parco alberato (al quale si accede passando sotto a un’altra piccola porta tra le mura), impiegherai 7 o 8 minuti a piedi per raggiungere il centro.

Lasciarsi stregare da Zara e assistere al rito del tramonto.
Anche se fa molto turista, non si può non lasciarsi ipnotizzare dalla sinfonia delle onde che soffiano attraverso l’Organo Marino progettato da Nikola Bašić. Come il canto delle megattere, il concerto en plain air del mare calma il cuore e alleggerisce lo spirito. Viene voglia di trascorrere intere ore adagiati sui gradini di pietra a contemplare l’eterno moto del Mediterraneo, sempre identico da millenni, eppure sempre diverso da se stesso.

Proprio accanto all’organo si trova anche il Saluto al sole, dello stesso architetto: è un grande disco di pannelli solari che si accende di led multicolori non appena il sole tramonta, trasformandosi in una sorta di divertente gioco psicadelico, aperto a chiunque.

Viaggio in Croazia, Zara (Zadar)

Ma è proprio il tramonto il vero spettacolo della città: ogni giorno centinaia di persone da ogni angolo del pianeta si riversano in questa zona per ammirare il disco solare spegnarsi nel mare: si alzano al cielo macchine digitali, telefoni, reflex, tablet o semplicemente occhi, per perpetuare un rito che lega nel profondo ogni essere umano. Anche se l’impressione è quella di assistere a un evento dal sapore mitico, la cui origine si perde nei secoli, sembra che tutto sia cominciato con un semplice apprezzamento di Alfred Hitchcock, che nel 1964 definì quello di Zara “il più bel tramonto al mondo”.

Viaggio in Croazia, Zara (Zadar), il tramonto più bello del mondo

Tra i numerosissimi monumenti,  non si possono non annoverare il foro – bombardato durante la seconda guerra mondiale – e la Cattedrale di Sant’Anastasia, che – in pieno stile romanico italiano, con il campanile vagamente storto – a un emiliano non può non ricordare almeno in parte il bel duomo di Modena, con la celebre Ghirlandina.

Viaggio in Croazia, Zara, il duomo

Giorno 5 – Il Parco Nazionale di Paklenica

Il Parco Naturale del Paklenica, a meno di un’ora da Zara.
Indecisi se imbarcarci per un’isola o immergerci in un Parco Naturale, abbiamo scelto la seconda opzione. Sveglia alle sette e via, verso il Parco Naturale del Paklenica, non prima di una colazione consumata on the road e di qualche foto alla città che si risveglia, insolitamente sgombra di turisti, con le pietre bianche che scintillano al sole. Il Parco si trova a poco più di quaranta minuti dalla cittadina, dislocato tra i monti del Velebit.

Viaggio in Croazia, Parco Naturale di Paklenica

Guida pratica – Fare colazione in Croazia
In città la colazione croata è pressoché identica alla nostra: caffè o cappuccino con brioche (o porzioni di strudel). Sulla nostra pelle, abbiamo però scoperto che:
1. I bar e i caffè molto spesso, per una questione di licenze che non ci è ben chiara, non possono in alcun modo servire cibo, se non al massimo qualche gelato. Se vi fermate lungo la via per una colazione al volo al bar, potreste rimanere delusi.
2. Quasi tutti i forni, al contrario, servono sia ottime brioche autoprodotte, sia caffé e altre bevande. In pochi è però possibile sedersi. Il modello che va per la maggiore è quello della colazione-to-go, con un caffè caldo da asporto gustato passeggiando per i vicoli delle città.
3. In generale il caffè, anche espresso, è molto ben conosciuto e apprezzato anche dai croati. Non sempre è buonissimo, ma in media è quasi sempre passabile, anche per lo schizzinoso palato di un italiano. (Se parliamo in particolare di Zara, non si può non tenere conto della sua vicinanza storica e politica all’Italia, cosa che inevitabilmente si riflette anche sulle abitudini alimentari).

Viaggio in Croazia, il caffè

Il Parco del Plakenica. Interessante, ma.
Si tratta senza dubbio di una piacevole passeggiata montana, tra gole a strapiombo e ruscelli gorgoglianti. Ci è capitato di vedere un camoscio da molto, molto vicino, e di scorgere due capre di montagna su di una rupe in lontananza. Per il resto, nonostante queste gole siano celebri per ospitare rapaci, non ho avvistato nemmeno una poiana, comunissima in Croazia come in Italia e molto facile da notare anche in autostrada. Va detto però che ci si rende conto abbastanza in fretta che il parco è godibile specialmente per gli amanti dell’arrampicata sportiva, che trovano qui un’infinità di vie da scalare. Per i semplici camminatori non offre altro che piacevoli escursioni (dall’ingresso al rifugio principale sono circa due ore di cammino a pendenze quasi sempre molto dolci) che in Italia, per fortuna, i nostri Appennini e le nostre Alpi dispensano gratuitamente, con grandissima generosità. Caratteristica degna di interesse è un centro ricavato dalla cavità di un monte, utilizzato come direzionale per conferenze, attività di sensibilizzazione alla natura e alla montagna, corsi di free climbing, punto di ristoro e altro ancora. Ospita anche un piccolo museo dedicato all’alpinismo.

Viaggio in Croazia, Parco Naturale di Paklenica

Col senno del poi, possiamo dire che sia stata la decisione meno fortunata del nostro viaggio: il Parco del Paklenica, per quanto interessante, non regge il confronto con quello di Plitvice né con quello del Krka, ed è certamente la tappa più sacrificabile. Sceglilo solo se sei un vero amante della montagna.

Rientriamo a Zara nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per una doccia e per goderci un’ultima, magnifica serata in città, dove incontriamo Anna – l’altro membro di questo blog – che sta visitando la Croazia seguendo un itinerario molto differente dal nostro, e persino una coppia di amici al rientro dall’affollatissima Dubrovnik.

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Giorno 6 – Sebenico e Spalato

Sebenico. La città gatto. 
Abbiamo scelto di spezzare il viaggio fino a Spalato facendo una sosta di qualche ora a Sebenico (conosciuta anche come Sibenico, in croato è Sibenik) che si trova quasi a metà strada. Proprio come leggiamo nella nostra guida, l’atteggiamento chiave per visitare la città è: non lasciarsi scoraggiare. Occorre superare una periferia orripilante di palazzoni anonimi e male in arnese, che non consente in alcun modo indovinare la bellezza custodita all’interno.

Accediamo al centro storico da una porta che somiglia tanto a un passaggio dimensionale: la differenza tra la realtà che si espande fuori dalle mura e quella che si dischiude all’interno è al limite dell’incredibile. Sebenico è un gatto sfuggente, impossibile da catturare in una definizione di poche righe. Bianca, affacciata sul mare, ricca di scorci da togliere il fiato, ma con quell’aria da città vera, scostante verso il turista in cerca di scenari da cartolina,  selvatica nella sua bellezza vagamente trascurata, è un luogo che sembra ancora conservare quell’autenticità così ambigua, così impalpabile e così controversa, che sempre cerca un viaggiatore. A posteriori, mi sono reso conto che senza quell’infernale periferia di cemento verticale, Sebenico sarebbe un borgo più pittoresco forse, ma di certo meno interessante. È probabilmente in questa sintesi tra sfavillante gioiello in pietra bianca dove rilassarsi tra i locali e pragmatici metri cubi di cemento in cui vivere la quotidianità, che si può intuire l’anima della Dalmazia, profumata di Mediterraneo, ma capace anche di evocare frammenti di percezione meno familiari, più freddi ed indecifrabili rispetto alle nostre radici.

Viaggio in Croazia, Sebenico

Progettata e costruita da architetti dalmati e italiani e patrimonio dell’umanità tutelata dall’Unesco, la Cattedrale di San Giacomo merita sicuramente una visita. All’interno si trova un pregevole fonte battesimale, mentre all’esterno è curioso il fregio con 71 teste che rappresentano le varie tipologie di umanità presenti in Dalmazia (o, più probabilmente, i benefattori che hanno contribuito all’edificazione).

Viaggio in Croazia, Sebenico

A Sebenico troviamo anche il primo locale esplicitamente dedicato al cibo vegetariano e vegano: un piccolo spazio con piatti provenienti da tutto il mondo (io assaggio il gazpacho tipico dell’Andalusia e un’insalata a base di avocado) curato in ogni dettaglio. I tavoli esterni sono distribuiti in una piazzetta accogliente e piacevolmente teatrale, con le facciate degli edifici disposte a formare scenografiche quinte.

Viaggio in Croazia, Sebenico

Meraviglia Spalato. Un palazzo che è una città, che è un palazzo. 
Approdiamo a Spalato (Split, in croato) nel primo pomeriggio. La nostra sistemazione è un po’ spartana, ma ha due pregi notevoli: è vicinissima a un parcheggio gratuito ed è a ridosso del centro storico, che – lasciati i bagagli – decidiamo di scoprire immediatamente.

Viaggio in Croazia, Spalato (Split)

Spalato è senza dubbio la più affascinante tra le città toccate nel nostro viaggio. È tutto, e il suo contrario esatto. È intimamente mediterranea, a matrice fortemente romana, ma allo stesso tempo dimostra un’evidente vocazione contemporanea. Sbalordisce per come il Palazzo di Diocleziano – considerato il più importante monumento romano al di là dell’Adriatico – sia perfettamente conservato, ma ancora vissuto e vivissimo. Molto lontani dall’atteggiamento italiano che condanna alla museificazione ogni singolo monumento di rilievo, gli abitanti della Dalmazia tendono – qui come del resto a Zara – a mantenere un rapporto più aperto, dialettico e disinvolto verso la proprio storia: così come a Zara stupisce il fatto che sia possibile sedersi con noncuranza su di una colonna corinzia, è per noi motivo di meraviglia scoprire che il peristilio del Palazzo sia diventato oggi una delle piazze più frequentate della città. Del resto il Palazzo è sempre stato, sin dalla fondazione, concepito come un ampio spazio aperto, ricco di locali, scambi commerciali, mercati; e non c’è nulla di male se gli abitanti hanno scelto di continuare a viverlo in questo modo, durante il succedersi dei secoli.

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Oggi il Palazzo di Diocleziano è uno spazio senza veri confini, e rappresenta il cuore pulsante della città e anche tutte le vene e le arterie che si diramano e si diffondono attraverso i quartieri. Dal tramonto all’alba, è molto difficile non subirne il fascino millenario. Del resto non può essere un caso se i gatti, con la loro saggezza ambigua e inaccessibile a noi umani, si radunino così volentieri in questa città, schiacciando grassi pisolini pressoché ovunque, totalmente incuranti delle folle di turisti. (Chissà che la nera sfinge non c’entri qualcosa?)

Viaggio in Croazia, Spalato (Split)

Guida pratica – Visitare il Palazzo di Diocleziano in 10 step.
Non c’è niente di meglio per respirare l’atmosfera di Spalato, che lasciare la guida in fondo allo zaino e concedersi la possibilità di perdersi tra i vicoli. Ma per farsi un’idea più precisa del Palazzo di Diocleziano, ecco un serie di tappe che possono essere utili:

1. Se sei come me, la prima cosa in assoluto che vorrai vedere è il mare. Perciò, recati sul lungo mare di Spalato e goditelo per un po’, orientandoti con il campanile che spunta oltre le mura. La direzione che dovrai seguire da qui in poi è all’incirca quella.
2. Primo: recati alla Porta Bronzea (si chiama così, ma non è di Bronzo) e scendi nei sotterranei. Qui, dove un tempo si svolgevano i mercati, ora troverai mercatini di ogni sorta.
3. Percorsi i suggestivi sotterranei, sbucherai proprio nel pieno del meraviglioso peristilio. Se conosci Milano, non potrà non ricordarti le Colonne di San Lorenzo. Con giusto una tonnellata di fascino in più.
4. Sulla destra ti troverai la Cattedrale di San Doimo, ricavata da quello che fu il Mausoleo. Accanto ad essa, da un lato una piccola sfinge nerissima di 3.500 anni (portati molto bene), dall’altro il campanile che vedevi sbucare oltre le mura. Per visitare il campanile occorre un biglietto a parte, mentre l’ingresso alla Cattedrale ti consentirà di accedere alla sottostante cripta e al Tempio di Giove, che invece si trova dalla parte opposta del peristilio, proprio di fronte alla Cattedrale.
5. Noi abbiamo visitato Cattedrale, Tempio di Giove (divenuto in seguito un battistero, all’interno del quale è stata collocata una stata di Giovanni Battista) e cripta. Crediamo che valgano ampiamente il prezzo del biglietto.
6. Prima di procedere oltre il peristilio, sali le scale e dai almeno un’occhiata al Vestibolo, dove – di quando in quando – viene intonata la Klapa, un canto popolare tipico della regione dalmata.
7. Oltre il peristilio procedi verso la Porta Aurea, la principale della città: ti condurrà fuori dalle mura.
8. Davanti a te vedrai l’enorme e massiccia statua di  San Gregorio, infervorato perché intendeva celebrare messa in lingua slava.
9. Procedendo ancora oltre, sulla sinistra troverai una piccola cappella – la Cappella di Arnir – con la facciata interamente in vetro.
10. Ora è tempo di cenare, non ti pare? Puoi rientrare nel Palazzo girando a sinistra oltre 
la cappella e costeggiando le mura, per infilarti nuovamente nel dedalo di vicoli non appena ti senti ispirato. 

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Giorno 7 – In scooter sull’isola di Vis

Una giornata spensierata sulla misteriosa isola Vis.
Un sole chiaro, grondante aspettative, accende la città profumata di caffè mentre ci incamminiamo verso il molo. Abbiamo acquistato i biglietti per raggiungere l’isola di Vis (conosciuta in Italiano anche come Lissa) la sera precedente, alla piccola stazione della Jadrolinija che sorge sul lungomare. Il viaggio in traghetto dura qualcosa in più di due ore. Solo in seguito abbiamo scoperto che un catamarano veloce offre un servizio più rapido, allo stesso costo.

Viaggio in Croazia, isola di Vis

Abbiamo scelto di partire leggeri, e di noleggiare uno scooter una volta approdati sull’isola; cosa che si è rivelata più rapida, più economica, più divertente e più pratica  rispetto a trasferire l’automobile. Vis è stata a lungo militarizzata ed è servita anche come rifugio di Tito. Per queste e altre ragioni, rispetto alla media delle isole croate ha vissuto uno sviluppo più contenuto ed è ora meno conosciuta e un poco più misteriosa delle rivali, tra le quali la pretenziosa Hvar. Oggi la sua rigogliosa natura rappresenta un forte richiamo per i visitatori. Inoltre, per chi ha il brevetto da sub, Vis è un piccolo paradiso di relitti e reperti bellici da esplorare.

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Noi ci siamo accontentati di dedicare qualche ora allo snorkeling in due tra le calette più appartate dell’isola, immersi in acque così cristalline e ricche di pesci da farti dubitare di trovarti sull’Adriatico. Va ammesso che scorrazzare per le strade semi-deserte a bordo del nostro piccolo scooter Piaggio non è stato certo meno divertente. Quella trascorsa a Vis è stata una giornata spensierata e piacevole, conclusa con un’ultima serata nella stupefacente Spalato, in cui ci siamo avventurati oltre le mura del Palazzo, sul limitare di un quartiere non propriamente turistico, per cenare al Makrovega, uno dei primi locali a proporre cibo vegetariano e vegano in città.

Giorno 8 – Il Parco Nazionale del Krka

Nuotare tra le cascate al Parco Nazionale del Krka.
Il Parco Nazionale del Krka (si pronuncia all’incirca Cœrca) è il secondo parco croato per notorietà, dopo quello di Plitivice, con cui a volte viene confuso dai turisti più distratti. Non potevamo non dedicargli almeno un giorno. Il parco è relativamente vicino a Spalato, e questo ci ha permesso di arrivare molto presto all’entrata più nota: quella di Skradin (Scradona, in italiano). Temendo l’arrivo imminente di frotte di turisti, ci siamo diretti rapidamente nell’unico punto  in cui è permesso nuotare, abbracciati da cascate spettacolari che scavalcano un’imponente parete rocciosa.

Viaggio in Croazia, Parco Nazionale del Krka

Non avevamo mai avuto modo di fare un’esperienza simile, e non avremmo mai pensato che ci potesse capitare in un luogo così vicino all’Italia. Quando il bacino d’acqua ha iniziato a riempirsi di persone siamo tornati sui nostri passi, godendoci la vera e propria visita al Parco che, come accade per Plitvice, avviene seguendo una passerella in legno sopraelevata, in modo da minimizzare l’impatto sull’ecosistema.

Viaggio in Croazia, Parco Nazionale del Krka

I magnifici scorci lasciano senza fiato, ma d’altra parte la folla che si accalca in ogni angolo, intasando ponti e passerelle, fa spesso perdere la pazienza.

Viaggio in Croazia, Parco Nazionale del Krka

Se la visita al parco del Krka si riducesse al percorso di Skradin – bagno incluso – forse, nonostante la straordinarietà del luogo, si rimarrebbe con una vaga sensazione di delusione. Ma il parco del Krka non è solo questo: inclusa nel biglietto, c’è la possibilità di recarsi a un’altra entrata, in prossimità di Roški Slap. Qui, dove si avventurano solo i turisti più tenaci e amanti della natura, si possono godere percorsi segnalati che costeggiano il fiume e regalano viste incantevoli. I più temerari possono arrampicarsi sui 517 gradini in legno – io a dire il vero ne ho contati solo 485, ma la stanchezza può avermi giocato un brutto tiro – che conducono sino a una caverna visitabile, proprio sulla vetta di una rupe. La caverna in sé non varrebbe certo la fatica, ma i panorami che la salita regala sul bacino del Krka ripagano ampiamente il fiato rotto e i quadricipiti dolenti.

Viaggio in Croazia, Parco Nazionale del Krka (Roski Slap)

Rientrando, abbiamo avuto modo di visitare la cittadina di Skradin, incredibilmente suggestiva: la salita alla rovina della fortezza regala una vista che, come per quanto riguarda la caverna, fa immediatamente dimenticare la stanchezza. La sera, stremati e soddisfatti, dormiamo nella bella sistemazione che avevamo prenotato, a due passi da qui, nella minuscola frazione di Gradina.

Viaggio in Croazia, Parco Nazionale del Krka, Skradin

Guida pratica – Pltivice Vs Krka. Ovvero: «Se sono già stato a Plitvice, ha ancora senso visitare il Krka?»
Abbiamo capito che molti turisti – persino commentando e recensendo i luoghi su Tripadvisor – tendono a confondere i due parchi. In realtà, a nostro modo di vedere, i Parchi Nazionali di Plitvice e del Krka si somigliano solo sulla carta e la visita all’uno non preclude certo di godere dell’altro. Ecco le principali differenze tra Plitvice e Krka:
1. Plitvice, dal punto di vista della fruizione turistica, è un parco concentrato: si possono scegliere uno o più percorsi, ma – una volta 
entrato – trascorrerai tutto il tuo tempo all’interno, come fosse un parco tematico. Krka è un parco diffuso e più vario: anche se generalmente i turisti si limitano a visitare il percorso giallo in prossimità di Skradin, il biglietto offre la possibilità di tornare all’auto e visitare anche altre entrate. Quella di Roski Slap vale certamente il viaggio. Al Parco del Krka, infine, è possibile fare ulteriori escursioni in barca – che si pagano a parte, va precisato – come la visita all’isola interna, su cui sorge un monastero.
2. A Plitvice è severamente proibito fare il bagno, in qualsiasi zona. Al parco del Krka è possibile immergersi in acqua in una zona delimitata e ben definita.
3. All’interno del Parco del Krka sono visitabili anche monumenti e attività umane, come l’antica centrale idroelettica – una delle prime mai costruite -, mentre a Plitvice si è completamente immersi nella natura.

Giorno 9 – Il Centro Sokolarski per il recupero dei rapaci e via verso Pola

Il Mercato di Sebenico e il Sokolarski Centar per il recupero dei rapaci.
La giornata, a dire il vero, prevedeva un solo, lungo spostamento di oltre quattro ore, per raggiungere Pola, a sud dell’Istria. Ma prima di affrontare il viaggio ci siamo tolti due sfizi: un’incursione al mercato di Sebenico, dove abbiamo acquistato olio e miele, e una visita al Sokolarski Centar, dove una Ong si prende cura di rapaci malati e feriti, svolgendo anche attività di sensibilizzazione e divulgazione verso il pubblico. Inutile dire che, come per quanto riguarda il centro di Kuterevo, consigliamo la visita a chiunque abbia questo tipo di sensibilità, tenendo conto che non si tratta di uno zoo, e che le intenzioni sono quelle di aiutare animali in difficoltà.

Viaggio in Croazia, Sokolarski Centar

L’ombra inquietante degli incendi.
Sono circa le undici quando ci rimettiamo in auto. Sulla prima parte del viaggio verso Pola gravano le ombre inquietanti dei numerosi incendi attraverso i quali abbiamo dovuto guidare. Un intero tratto di autostrada è stato chiuso e diversi campi erano già ridotti a cimiteri di cenere nera, mentre i canadair volavano sopra le nostre teste. Le sporadiche notizie reperite in internet non aiutano granché a farsi un’idea, né è semplice parlare di questi incendi con i croati. Qualcuno ci ha vagamente confermato che, come accade spesso anche in Italia, dietro c’è la mano dell’uomo. La terribile impressione è che alla base vi siano ancora strascichi del conflitto tra serbi e croati, che così tanti drammi ha causato in questi territori.

Viaggio in Croazia, un terribile incendio

La meraviglia sottotraccia di Pola.
Raggiungiamo il nostro appartamento di Pola poco primo delle sei del pomeriggio. Sistemati i bagagli, ci dedichiamo immediatamente all’esplorazione del centro. Se a una primissima occhiata Pola appare un cittadina un poco stanca, un poco seduta sul facile turismo vecchia scuola proveniente dall’Italia, con quei locali acchiappagonzi così decadenti e così tremendamente anni Ottanta, basta frugare un poco tra i vicoli per convincersi del contrario: superato l’Arco dei Sergi, che riverbera l’arancio rosato del sole oramai in parabola discendente, in breve ci si trova al cospetto di una piccola meraviglia: il tempio di Augusto, che ospita una curiosa collezione di antichità appartenuta in origine a un nobile.

Lì nei pressi, piuttosto vicino ma non certo facile da trovare, si può ammirare gratuitamente anche un mosaico romano ottimamente conservato (ma decisamente poco valorizzato). Proseguendo dal tempio di Augusto verso il cuore della città, si incontra il duomo – ricostruito dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale – per poi raggiungere l’edificio eletto a simbolo dell’intera città: la straordinaria Arena risalente al primo secolo dopo Cristo.

Visitabile anche durante la sera, quando i turisti sono ormai radi e il sole s’inabissa nel mare giocando a nascondino tra i vuoti e i pieni dell’edificio, l’anfiteatro lascia stupefatti; specie se si tiene conto che, un po’ come accade per l’Arena di Verona, non si tratta di un monumento museificato, ma di una costruzione vivissima e attiva, che ospita ogni anno festival e concerti di primo piano.

Viaggio in Croazia, Pola, l'Arena

È oramai sera inoltrata quando, dopo cena, ci incamminiamo verso la fortezza veneziana, da dove scorgiamo l’insolito spettacolo dei Giganti Luminosi: le gru dell’area portuale vengono illuminate da luci colorate, creando atmosfere più suggestive e meno kitsch di quanto verrebbe da immaginare.

Giorno 10 – Pola, Rovigno, e via verso casa

Colazione a Pola, pranzo a Rovigno, cena in Italia.
È il nostro ultimo giorno di viaggio e non vogliamo trascorrerlo interamente in auto. Dopo una lunga colazione a Pola, che ci dà modo di indugiare tra i pittoreschi banchi del mercato e di svuotare le tasche dalle ultime kune, troviamo finalmente le risorse mentali per accettare l’idea del rientro.

Ma non prima di aver visitato la celebre Rovigno per almeno qualche ora. Variopinta, adagiata tra i colli e il mare, circondata da isole che sembra quasi di poter toccare, Rovingno non pare avere proprio nulla da invidiare, per esempio, alle località delle nostre Cinque Terre, che per conformazione e atmosfere un poco ricorda sul serio. Emozionante è anche la strada per raggiungerla da Pola: si snoda attraverso una profusione di ulivi costellati da casite (edifici di origine antichissima, molto simili ai trulli dell’Italia meridionale) e sembra comporre la bandiera croata, con il rosso intenso della terra, il bianco abbagliante delle pietre illuminate dal sole e il blu profondo dell’Adriatico.

Infine, ci tocca. Eccoci in auto, per un lungo trasferimento che ci condurrà fino a casa. Il nostro viaggio in Croazia è giunto al capolinea. Ecco qui una mappa molto semplificata dell’itinerario completo e qualche ultima considerazione a caldo, senza nessuna pretesa.

Visitare la Croazia: il momento di farlo è oggi.
L’impressione è che la travagliata storia croata abbia ritardato un poco l’apertura al turismo di questa nazione, che solo negli ultimi anni sembra avere raggiunto una certa maturità da questo punto di vista. Inoltre, la scarsa consistenza dell’industria pesante ha preservato l’ambiente in modo eccezionale: il viaggiatore italiano non può non rimanere sorpreso dalla presenza di ben otto Parchi Nazionali e dall’evidente amore per la natura e gli sport all’aria aperta che sono parte integrante dell’identità croata.

Per tutte queste ragioni, sembra che il Paese si trovi oggi in un momento ideale per essere visitato: uno stato di grazia che forse non durerà ancora per molto. In questi anni infatti la Croazia non è ancora completamente stata snaturata dalle logiche del turismo di massa, ma è oramai sicura, attrezzata, e piuttosto organizzata (anche se, per esempio, lo stesso complesso di Plitivice già tradisce una certa inadeguatezza nella capacità di accogliere e gestire flussi così importanti di persone).

La sensazione, in altre parole, è che in questi anni si prenderanno decisioni cruciali che, per far fronte alle esigenze dei sempre crescenti visitatori, potrebbero cambiare per sempre il volto della Croazia, erodendo terreni ai Parchi Nazionali in favore di strutture ricettive e sacrificando le politiche ambientali a quelle dell’accoglienza. La gestione di Dubrovnik – città che, consigliati da diversi amici e conoscenti, abbiamo scelto di saltare a piedi pari – è un esempio delle possibili ombre che si possono già scorgere all’orizzonte: da tranquilla città fortezza, naturalmente vissuta dagli abitanti del luogo, è oggi a tutti gli effetti un parco tematico dedicato al turismo usa e getta della serie tv Il trono di Spade: frotte di turisti vi si accalcano invadendo ogni vicolo, attratti dal fascino della serie, sfruttata probabilmente con sin troppa rapacità e con qualche superficialità di troppo. Ecco perché, se hai intenzione di visitare la Croazia, forse ti conviene farlo al più presto. Poi ci racconterai.

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3 pensieri su “Viaggio in Croazia: Zagabria, Plitvice, Zara, Sebenico, Spalato, Vis, Krka e Pola

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