Viaggio in Giordania, Jerash, Arco di Adriano

Viaggio in Giordania – Parte 1 – Amman, Gadara, Jaresh e i Castelli nel deserto

In Giordania con Viaggi e avventure nel mondo, parte 1 – Amman, Gadara, Jerash e Castelli nel deserto

Io li odio i viaggi di gruppo. Sono la summa di due cose che detesto all’ennesima potenza: i tour organizzati e i grandi gruppi di persone. A me piace viaggiare in pochi, pochissimi: cinque, tre, ancora meglio in due. Mi piace essere agile, poter improvvisare e lasciarmi la possibilità di cambiare rapidamente idea sul programma, se le circostanze lo richiedono o se l’ispirazione del momento chiama in una certa direzione. E voglio sentire che ci siamo scelti, come viaggiatori, che ci consideriamo eletti; che non siamo lì a chiacchierare del tempo tra semi-sconosciuti, per riempire imbarazzanti silenzi prima di una cena. Così, quando Giulia mi ha proposto Viaggi e avventure nel mondo, la mia prima reazione è stata un secco no.

Viaggio in Giordania, Jerash, Arco di Adriano

D’altra parte lo storytelling che viene offerto in Occidente sulla Giordania non è sempre incoraggiante e non eravamo mai stati in un Paese del Medio-Oriente. Giulia non si sentiva del tutto sicura e anche a me qualche dubbio iniziava a montare. E se si rompe l’auto a noleggio in pieno deserto? E se capito in un villaggio dove nessuno parla inglese? E se sbagliamo strada e tutti i cartelli sono scritti in arabo? Un mucchio di E se continuavano ad accatastarsi e il tempo stringeva. Dovevamo prendere una decisione in fretta. Ed eccoci, in nome di Petra, dei Rotoli del Mar Morto, del Monte Nebo e del fascino enigmatico del deserto, a compilare i bravi campi del sito come due scolaretti diligenti. Seguono mail su mail e un gruppo whatsapp con suggerimenti, consigli e raccomandazioni a cui non presto nessunissima attenzione. Per evidenziare il mio scetticismo, finisco per ribattezzare il viaggio Tutto Giordania in Tutto Giargiana (per una comprensione esaustiva del concetto di Giargiana, dai un’occhiata qui).

Viaggio in Giordania - Volo con scalo al Cairo

E poi, tra qualche perplessità e un’impazienza crescente, il grande giorno arriva. Il volo per Amman parte da Malpensa e fa scalo al Cairo, dove ci raggiungono alcuni membri partititi da Roma. Tra controlli estenuanti e qualche nome orecchiato e dimenticato in fretta, ci ritroviamo finalmente nella capitale giordana, in piena notte, catapultati in un hotel un po’ sgangherato a due passi dalla Moschea di Re Abdullah. Il biglietto da visita della città mi sorprende piacevolmente: proprio accanto all’enorme luogo di culto islamico sorge un’imponente chiesa cristiana ortodossa. Con l’entusiasmo un po’ ottuso di chi vuole scorgere in un luogo esattamente quello che ha già deciso di trovare prima di partire, forzo un poco la lettura di questa compresenza, e la appunto sul taccuino come un segnale evidente di apertura e dialogo tra culture. In realtà una parte di me sa già che solo il resto del viaggio potrà suggerire interpretazioni meno semplicistiche e appaganti. Del resto, quanto la cultura giordana sia impregnata integralmente di islamismo, ci viene ululato nelle orecchie intorno alle quattro e trenta del mattino: è il muezzin che chiama i fedeli alla preghiera, a un volume impossibile da ignorare per chiunque. Diversi minuti di litanie affascinanti e strazianti insieme, che sembrano sempre sul punto di terminare, per poi ricominciare a torturare le orecchie proprio quando gli occhi stavano già per tornare a chiudersi.

Mosche e Chiesa, Giordania

 

Gadara, la mitica città recinto

Dopo una colazione salata a base di hummus, verdure e olive, prendiamo posto sul bus e facciamo conoscenza con Samir, la nostra prima guida. Destinazione Gadara, la leggendaria città di confine che appartenne alla Decapoli romana. Per quanto mi riguarda, il fascino di questo luogo risiede anche nel fatto che, secondo il Vangelo di Luca, è precisamente qui che Gesù scacciò il demone Legione dal corpo di un gentile. La strada per raggiungere la nostra meta si insinua tra paesaggi quasi privi di vegetazione, monti di polvere e pietra disegnati dal vento e sparuti villaggi dove le persone sembrano adagiarsi ovunque, ai margini della strada. Bastano un panno, un tappeto, un materasso poggiati sull’asfalto – talvolta nemmeno quelli – per sedersi a chiacchierare o a vendere qualche frutto. Mi colpisce, lungo il percorso, la quantità di rifiuti in plastica che si diffonde a perdita d’occhio, a corrompere l’indole selvatica del territorio. Appunto sul taccuino: «La sensazione, sgradevole, è di trovarsi nell’antico fondale di un oceano oramai ritiratosi da millenni, con i rifiuti umani che ancora non si sono degradati». Quasi un monito sulla nostra responsabilità come esseri umani.

Viaggio in Giordania - Gadara, vista su lago di Tiberiade

Gadara è un sito certamente interessante, da cui si può godere, nelle giornate con poca foschia, di una vista suggestiva sul lago di Tiberiade. Oltre il complesso principale, per la verità non troppo esteso, è particolarmente interessante la porzione che si estende oltre il declivio del colle, tra rovine di mura che rievocano antichi fasti e colonne nere in basalto che sembrano sgorgare dal sottosuolo e alludono, nella mia immaginazione, a resti di un’ancestrale foresta carbonizzata. Una curiosità che ho imparato sul luogo: il governo di Roma impediva che nelle province si realizzassero statue in marmo più alte di 30 centimetri, per non offuscare l’importanza della capitale. L’imponente scultura dedicata alla Fertilità che si può ammirare nel complesso è realizzata in marmo di Carrara e fu trasportata qui da Roma. Infine, dopo una sbirciata all’anfiteatro, il sole inclemente della tarda mattina ci invita a metterci in moto verso Jerash.

Viaggio in Giordania - Gadara, colonne in basalto

 

Jerash, la Pompei del Medio-Oriente

Il sito di Jerash è la mia bocca che si fa grande come l’Arco di Adriano. È i miei occhi, che nuotano impazziti in ogni direzione per inghiottire quanta più meraviglia possibile. È il mio animo che scandisce alla mente: «Resta qui, dimentica ogni altro pensiero, vivi questo luogo, assorbilo». Fondata forse da Alessandro Magno, Gerasa raggiunse il massimo splendore sotto i romani e diventò presto la città più prospera della decapoli.

Viaggio in Giordania - Jaresh, arco di Adriano

Passata attraverso epoche, conquiste e una serie infinita di peripezie, si arrese solo al terribile terremoto del 749, che la rase letteralmente al suolo. Per molto tempo, ci spiega la nostra guida Samir, il termine Jerash divenne sinonimo stesso di rovina. Una curiosità: nonostante l’evidente romanità del sito, quasi tutte le iscrizioni sono in greco, a testimonianza dei rapporti non sempre semplici con il potere centrale, e dell’autonomia di cui godeva questa ricca città.

Viaggio in Giordania, Jaresh

Passeggiare lungo il Cardo Maximus che si estende a partire dalla meravigliosa piazza ovale, entrare nel tempio di Artemide (più grande e sontuoso di quello di Zeus), assorbire le atmosfere dei teatri mentre la luce del sole inizia a volgere verso l’arancio e le ombre dei colonnati si allungano sul terreno, è un’esperienza che colma di meraviglia il mio cuore e, indovino, anche quello degli altri componenti del gruppo.

Giordania, Jerash

Coccolati dal tramonto di Jerash, ho l’impressione che ci sia più facile iniziare a rompere qualche barriera, lasciar cadere qualche schermo, e tentare di conoscerci un po’. Anche io, dichiaratamente allergico ai gruppi, inizio finalmente a sentirmi più in pace e più disposto ad aprirmi e a conversare. C’è qualcosa di epico, nelle prospettive millenarie di Jerash, con le colonne aranciate che appaiono come antichi officianti di chissà quale rito, forse una processione di sacerdoti che ogni tramonto, da migliaia di tramonti, celebra un patto muto e segreto con il sole potente e incontrastato di questa porzione di cielo. Verrebbe voglia di non andarsene mai, di sbirciare la vita notturna di queste pietre, di scoprire se nell’oscurità, lontane da occhi indiscreti, le colonne prendono vita e ballano sotto la luna e le stelle. Forse il prezzo da pagare per assistere a uno spettacolo del genere è finire per essere trasformati in pietra e diventare parte integrante della città.

Giordania, Jerash

Presto ci ritroviamo ad Amman per consumare la prima cena insieme e prendere confidenza con i piatti più tipici della cucina giordana. Giulia si stupisce piacevolmente per la grande quantità di verdure che, da vegetariana, è ben felice di poter trovare. Di questa prima sera ricordo soprattutto il rientro in hotel, a forse una ventina di minuti dal ristorante. Solo alcuni di noi hanno scelto di rincasare a piedi e questa prima, microscopia avventura tascabile tra le luci e le ombre della città è stata anche un’occasione per scoprirci e confrontarci un po’. Quasi fosse un’iniziazione minima, questa piccola prova è già stata utile per suggerire indizi sulle attitudini di ognuno di noi: chi sta già dentro al viaggio e chi no, chi possiede quella piccola follia che lo rende aperto anche all’imprevedibile, e chi invece preferisce in ogni caso la sicurezza di un taxi a chiudere fuori dalle portiere ogni eventualità di pericolo.

Viaggio in Giordania, Jerash

A caccia di fortezze, nel deserto dell’est

Il terzo giorno è dedicato all’esplorazione di una molteplicità di fortezze, città e rovine che impropriamente vengono sintetizzate nell’espressione “Castelli nel deserto”. Il lungo tratto di strada per raggiungere la prima meta è un’occasione da parte di Samir per darci qualche dritta sull’economia giordana (in particolare, il tema è l’esportazione di fosfati, dove la Giordania figura tra i primi paesi al mondo) e sui complessi rapporti che intercorrono con gli Stati Uniti d’America. Abbiamo anche modo di passare accanto a uno dei grandi campi profughi che caratterizzano la nazione.

Viaggio in Giordania, Castelli nel deserto

Umm-al-Jimal (madre dei cammelli) è il primo e forse il più affascinante tra i siti che abbiamo modo di esplorare. Fondata dai Nabatei come approdo commerciale e in seguito divenuta città fortificata sotto i romani, conserva un fascino sibillino e un’atmosfera densa e forse in parte minacciosa: a caratterizzarlo è il nero della roccia basaltica, che si staglia su di un terreno color polvere con un effetto di contrasto ai limiti del surreale. Questo sito è anche un’occasione per investigare le eccellenti competenze di ingegneria idraulica di cui disponevano i Nabatei e che – da queste parti sono pronti a giurarlo – furono in seguito apprese e copiate dai romani.

Giordania, Castelli nel deserto

È poi la volta di Azraq, un avamposto militare millenario, che rimase in uso sino alla prima guerra mondiale, quando diede rifugio a T. E. Lawrence.

Viaggio in Giordania, Azraq

Più che la storia di questo luogo, è il nome stesso ad affascinarmi: non riesco a non pensare che Moebius, con la sua leggendaria opera a fumetti Arzak, ambientata precisamente in un deserto, non abbia voluto alludere agli enigmi seducenti di questi terre misteriose e magnetiche.

Giordania, Azraq

E mentre le mie gambe guidano il corpo tra gli anfratti della fortezza, la mia immaginazione già sorvola il deserto b a cavallo di un bianco pteroide in cerca di avventura.

Nel pomeriggio abbiamo modo di visitare anche l’esotico Qusayr Amra, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. I lussureggianti affreschi rappresentano scene di caccia, ma anche piaceri erotici e altri aspetti della quotidianità, e rappresentano un vero unicum nel panorama giordano.

Giordania, Castelli nel deserto

L’ultima tappa è Qasr al-Kharanah. Di aspetto massiccio e imponente, svolse in realtà una funzione di approdo per viaggiatori e fu soprattutto un luogo di incontri e scambi commerciali, piuttosto che un castello fortificato.

Giordania, Castelli nel deserto

La luce che entra dalle feritoie gioca a scacchi con le ombre e genera seducenti effetti di chiaroscuro in cui è divertente perdersi, vagabondando in libertà tra gli spazi chiusi e aperti dell’edificio, che sembrano costruiti per ipnotizzare il visitatore.

Giordania, Castelli nel deserto

Ceniamo di nuovo ad Amman, ma questa volta scegliamo un chiassoso e vivace locale storico, dove troviamo posto all’aperto, su di un tavolo che viene apparecchiato con una pellicola di nylon in luogo di una tovaglia e forme di pane arabo a svolgere la funzione di piatti. L’atmosfera divertente e un tantino anarchica, le svariate pietanze da condividere senza troppo preoccuparsi delle formalità, e le risate che esplodono nell’aria trasformano questa cena in un’occasione per iniziare a cementare il gruppo. L’avventura del rientro a piedi viene ripetuta, non senza essere passati da quella che le guide indicano come miglior pasticceria di Amman. L’indomani il viaggio continuerà sul Mar Morto. Chissà, mi dico prima di addormentarmi, dopotutto aver scelto Viaggi e avventure nel mondo potrebbe non essere stata una pessima idea.

Giordania, cena ad Amman

Appunti dal taccuino di viaggio: le città giordane comprendono spazi di nulla. Terra, sabbia e polvere che non danno luogo a nessun parco, a nessun’aiuola, a nessun giardino. A volte le persone si siedono su questo nulla privo di identità e funzione. Guardare questi spazi che non-sono eppure esistono, mi provoca un certo disagio, che di certo ha a che fare con la mia cultura occidentale, abituata all’idea che le città siano sistemi razionali, basati sul concetto di suddivisione degli spazi e delle funzionalità. Invece qui, in Giordania, pare che nelle città vi sia posto anche per l’irrazionale, per il non previsto, il non domato dal principio di identità e di non contraddizione che sono la base del nostro pensiero. Questi anti-spazi sono tutto e il contrario di tutto, esistono eppure non hanno un motivo per esistere. Per un urbanista, forse, potrebbero rappresentare quello che significò la radice di due per la setta dei pitagorici.


Viaggio in Giordania, parte 1 – Itinerario 

–> Prosegui alla Parte 2

Annunci

Un pensiero su “Viaggio in Giordania – Parte 1 – Amman, Gadara, Jaresh e i Castelli nel deserto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...