Viaggio in Giordania - Dana

Viaggio in Giordania – Parte 2 – Mar Morto, Monte Nebo, Madaba, Wadi-Mujib, Kerak, Dana e Shoback

Dal Mar Morto al monte Nebo, sino a Madaba. Tra geografia e mito

La sera precedente ci eravamo accordati per barattare un’oretta di sonno con una rapida occhiata all’imponente moschea di Re Abdullah, prima di partire per il Mar Morto. È l’unica in tutta Amman ad accogliere apertamente visitatori, e dal momento che ci trovavamo a due passi, ci è sembrato naturale accettare quel suo invito discreto ed elegante, così garbatamente gridatoci nelle orecchie nelle notti precedenti dal muezzin.

Viaggio in Giordania - Moschea di Re Abdullah

Ed eccoci qui – uno sparuto gruppuscolo di noi che ha tenuto fede al patto – a gironzolare, con il viso ancora un po’ stropicciato, attraverso le prospettive solenni dell’edificio, costruite attraverso un gioco affascinante di linee rette e curve, e di spazi vuoti e pieni. Per chi è interessato a visitarla: alle donne viene obbligatoriamente fornito un tessuto scuro che le copre da capo a piedi, lasciando trapelare solo il volto. Se in qualche momento della vita ho mai fantasticato su come sarebbe essere donna, di certo non è stato in quella mattina.

Viaggio in Giordania - Moschea di Re Abdullah

Lasciata Amman, facciamo rotta verso il Mar Morto, dove avremo la possibilità di immergerci per qualche minuto (non più di dieci, suggeriscono le guide, ma noi non seguiremo il consiglio). Mentre Samir ci spiega – con il tipico umorismo giordano – che, con il 45% di salinità l’unica specie a sopravvivere è quella dei turisti, e ci offre qualche indicazione sulla sua formazione, avvenuta in seguito alla spinta della piattaforma araba contro quella palestinese, in me si mescolano aspettative vagamente infantili, speranze, e qualche timore di essere deluso.

Viaggio in Giordania - Mar Morto

Questo luogo ha sollecitato la mia immaginazione sin da quando sono un bambino e per me è sempre stato più un’incognita sfuggente, una leggenda, uno spazio della mente, che un ambiente fisico. Segretamente temo che visitare la mitica ambientazione di Sodoma e Gomorra sia come scoprire che l’inferno di Dante esiste davvero, e trovare all’entrata un punto ristoro dove servono pessimi cocktail a prezzi turistici. E naturalmente il Mar Morto è anche il luogo della leggendaria scoperta dei manoscritti esseni, avvenuta per caso nel 1947. Da questi celebri rotoli pare emerga l’idea di una comunità ebraica in contrasto con le religione dominante e molto vicina al cristianesimo delle origini tanto da far ipotizzare che il cristianesimo stesso possa essere nato qui.

Viaggio in Giordania - Rotoli del Mar Morto

E infine eccolo, davanti ai nostri occhi: sulla riva opposta, stemperate dalla foschia, le coste della Cisgiordania. Sulla nostra sponda, nella più profonda depressione superficiale del pianeta, a oltre 400 metri sotto il livello del mare, un lussuoso stabilimento di balneazione, con tanto di piscine, scivoli d’acqua e punti ristoro. Salta agli occhi come, in questa condizione protetta e privilegiata, modalità e culture totalmente diverse convivano in perfetta armonia: accanto a donne che fanno il bagno completamente vestite, troviamo turiste occidentalizzate o realmente occidentali e questo non sembra causare alcuna frizione. Fuori, nel resto della Giordania, questa compresenza è ben più difficile da gestire.

Viaggio in Giordania - Mar Morto

È difficile organizzare tutte le sensazioni contrastanti che si provano, e la cosa migliore, forse, è smettere di pensare e immergersi nelle sue acque oleose e salatissime, divertendosi poi a ricoprirsi interamente di fanghi che – si dice – fanno un gran bene alla pelle.

Viaggio in Giordania - Mar Morto
Foto di Gianfranco Pepe

Dopo il pranzo e una sosta souvenir, che fa tanto viaggio organizzato, il nostro bus arranca già sulle pendici del Monte Nebo, altro luogo biblico di vasta portata: è qui che Mosé vide per la prima volta la terra promessa, durante il suo esodo. Da meno quattrocento metri a più ottocento: un dislivello niente male, che regala scorci mozzafiato, dove le suggestioni paesaggistiche si mescolano ancora una volta con il mito. Dalla sommità si possono distinguere Gerico e Gerusalemme. Dal 1932 il sito del Monte Nebo è di proprietà dei Francescani, che diedero l’avvio agli scavi e al recupero dell’antica basilica.

Viaggio in Giordania - Dal Mar Morto al Monte Nebo

Come accade in molti altri luoghi francescani che mi è capito di visitare, anche in questo sito si percepisce una sorta di densità: ogni scelta architettonica, ogni elemento del paesaggio, ogni singolo dettaglio sembra essere stato selezionato con cura, per suggerire un raccoglimento interiore.

Viaggio in Giordania - Monte Nebo

Più di tutti, stupisce la croce attorniata dal serpente, apparentemente quasi blasfema. Allude alla serpe in bronzo costruita da Mosé per volere di Dio, che avrebbe guarito i fuggiaschi dal veleno dei serpenti. Ma in quel simbolo c’è tanto di più, e io appunto sul taccuino impressioni che decido di tenere solo per me.

Viaggio in Giordania - Croce con serpente sul Monte Nebo

La giornata si conclude a Madaba, dove facciamo una rapida incursione nella chiesa di San Giorgio, che custodisce l’antichissima e celeberrima mappa dei luoghi di pellegrinaggio cristiani, realizzata con innumerevoli e finissime tessere di mosaico.

Viaggio in Giordania - Mappa mosaico nella Chiesa di san Giorgio

Madaba non è una città bella in senso stretto, né particolarmente significativa. Ma ci appare subito come un microcosmo brulicante, pieno di vita, piacevolmente caotico. Dopo una cena divertente su di una bella terrazza, finiamo per disperderci tra i vicoli all’inseguimento di Alessandra, inesorabile nella sua necessità di trovare un locale che le era stato consigliato da amici (o che forse aveva letto su di una guida, o un sito internet, non ricordo).

Viaggio in Giordania - Madaba

Torrentismo nel Wadi-Mujib. Come nacque e si formò il Gruppo Discovery

Non sono propriamente un fan del modello adrenalinico applicato al turismo naturale. A volte sembra che per un occidentale, drogato di emozioni, non esista proprio più la possibilità di trovare un contatto autentico con la natura, ascoltando silenzi, respirando sensazioni impercettibili e sperimentando la pace che un ambiente è in grado di portare nell’animo. E dunque tocca dopare la natura con additivi artificiali per renderla simile a un parco divertimenti. D’altra parte, quando questo tipo di turismo è praticato con infrastrutture leggere e poco impattanti, con un’impronta sopportabile sul luogo, può senz’altro rappresentare un modo per portare in un canyon mozzafiato persone che non vi si sarebbero mai avventurate.

Viaggio in Giordania - Wadi Mujib

Nel nostro caso l’avventura nella gola del Wadi-Mujib doveva essere una tranquilla passeggiata in un torrente, con poca acqua giusto a lambire le ginocchia. Il proposito di ogni donna del gruppo era di non bagnarsi i capelli, e se possibile nemmeno la maglietta. Non è andata propriamente in questo modo: i vari gradi di difficoltà dei percorsi non erano segnalati e così abbiamo continuato a procedere, rapida dopo rapida, roccia dopo roccia, con l’acqua che saliva e la corrente che aumentava. Lungo il percorso diversi componenti del gruppo hanno iniziato a dare forfait. In archivio anche un paio di lievi infortuni.

Viaggio in Giordania - Canyoning nel Wadi Mujib

All’improvviso ci siamo ritrovati in un ristrettissimo gruppo di eletti, formatosi in modo naturale. Procedere aiutandosi a vicenda, cercando soluzioni tra le rocce, a volte chiedendo aiuto ai compagni, a volte ricevendolo, fino a raggiungere il punto culminante del percorso, con la sensazione di aver portato a termine un’impresa divertentissima, ma a tratti anche un poco rischiosa, è stata un’esperienza determinante ed esaltante, che ha creato legami e rimodelleto i rapporti tra alcuni di noi.

ania - Torrentismo nel Wadi Mujib

Con il senno del poi, posso dire che per me si è trattato senza dubbio di uno dei momenti più alti del viaggio. Tutte le energie erano perfette, intatte, positive, io sapevo ancora chi ero, ed ero semplicemente felice per aver trovato un gruppo nel gruppo: persone con cui percepivo che sarebbe stato splendido continuare a condividere l’esperienza dell’avventura giordana. Presto questo affiatamento è divenuto evidente a tutti ed è stato suggellato con il nomignolo, affibbiatoci all’unanimità: Gruppo Discovery.

Viaggio in Giordania - Canyoning nel Wadi Mujib

Colonna sonora per questa avventura? Body movin’ dei Bestie Boys. Ma sforzatevi, mentre urlate a squarciagola il ritornello, di sostituire le parole Wadi-Mujib a Body movin’.

Pranziamo al volo, in un complesso fatiscente e meraviglioso insieme, dove un supermercato, un forno e un piccolo ristorante da asporto convivono in una sorta di caos organizzato, che meriterebbe un intero documentario dedicato, e poco dopo stiamo visitando la fortezza di Karak. Ma io sento di avere ancora in corpo troppa energia positiva da smaltire e passo più tempo a cercare foto interessanti da scattare, che a seguire le spiegazioni della nostra guida Samir. Un tempo ero più diligente, avevo più senso del dovere, come viaggiatore.

Viaggio in Giordania - Kerak

Ora ho imparato che a volte le cellule del corpo hanno delle ragioni tutte loro, e che non è così sbagliato, di quando in quando, assecondarle, specie se il loro messaggio è forte e chiaro: il mio corpo voleva ancora muoversi e smaltire energie, e così l’ho accontentato. «Leggerò di Karak e delle avventure del Saladino quando rientrerò – mi dico – e così ho fatto».

Viaggio in Giordania - Kerak

È già quasi l’ora del tramonto, quando tre grifoni ci danno il benvenuto alla riserva naturale di Dana. Sono il solo a notarli, e non posso condividere l’emozione con nessuno. Mi spiace, perché quando avvisti un animale da solo sembra quasi che il suo grado di realtà sia un po’ più rarefatto, un po’ meno tangibile. Dopotutto quei grifoni, se nessuno mi è testimone, potrei anche essermeli immaginati. Chi può dirlo?

Viaggio in Giordania - Dana

A Dana alloggiamo in una struttura meravigliosa e al contempo male in arnese, incantevole ma anche ruvida e spartana. È esattamente il tipo di luoghi che adoro. È la Giordania, così come l’avevo sognata prima di partire. Il sole scende all’orizzonte e ci dà appuntamento su di una terrazza dove beviamo tè alla menta e ascoltiamo i nostri corpi rilassarsi, dopo una giornata intensissima. Finita la cena ci ritroviamo con il muso all’insù, sul ciglio di un orrido che domina l’intera valle, a cercare stelle cadenti a cui affidare i nostri desideri.

Viaggio in Giordania - Riserva naturale di Dana

Trekking in riserva, la fortezza di Shobak e arrivo a Petra con sorpresa

L’alba filtra dalle finestre, mi scosta il piumone, mi dà un bacio sulla fronte e mi sussurra di alzarmi. Esco quasi in trance e mi dirigo solo, senza sapere perché, sul ciglio dello strapiombo da cui si ammira la valle di pietra. Cullato dal canto dei gracchi, un uomo fuma il narghilè seduto proprio sul ciglio dello strapiombo, immerso in un silenzio che ha la solennità del rito.

Viaggio in Giordania - Dana

Ho ancora in mente questa immagine, quando iniziamo il trekking previsto per la mattina. A guidarci abbiamo una sorta di Rambo giordano, con forse qualche chilo di troppo. Ma in seguito ci spiegherà che per un vero beduino se non hai i baffi e la pancia, non puoi dirti veramente un uomo.

Viaggio in Giordania - Dana

Il paesaggio è caratterizzato da grandi funghi di roccia dalle forme morbide e levigate, in cui addestrarsi è piuttosto divertente. Quasi un luna park naturale, dove scalare, inerpicarsi e giocare al piccolo esploratore è facile e appagante.

Viaggio in Giordania - Riserva naturale di Dana

A metà percorso il nostro Rambo giordano ci prepara quello che definisce un whisky beduino: ovviamente un tè, scaldato direttamene sulla fiamma viva di un ramo secco e aromatizzato con erbe raccolte in riserva.

Viaggio in Giordania - Nella riserva di Dana

Certo, l’Asl avrebbe avuto qualcosina da eccepire in termini di igiene, ma davanti a quel momento di condivisione non era il caso di sottilizzare.

Viaggio in Giordania - tè nella riserva di Dana

La giornata prosegue con la visita alla fortezza di Shobak, costruita proprio sulla cima di un’altura arida e pietrosa, che domina il territorio.

Viaggio in Giordania - Montreal, Showback

Edificato da Baldovino I, il castello è noto anche come Montreal, e vanta una storia ricca e longeva, che ebbe il suo punto culminante nel periodo crociato e si concluse solo a metà del ventesimo secolo.

Viaggio in Giordania - La fortezza di Showback

Il Gruppo Discovery al completo termina l’esplorazione avventurandosi anche nel tunnel segreto, che dopo un lungo percorso fuoriesce ai margini di una strada, da quello che appare un semplice pozzo.

Viaggio in Giordania - Tunnel segreto di Showback

Pranzo rapido con pane al formaggio e alle erbe, e via verso Wadi-Musa, la città che ospita Petra, il sito archeologico più ambito di tutta la Giordania. Dopo aver raggiungo l’hotel, nel tardo pomeriggio facciamo una capatina nella parte meno turistica della città: c’è chi deve cambiare qualche euro, chi deve far aggiustare le scarpe, e chi, come me, ha semplicemente voglia di curiosare infilando il muso nei vicoli e nei locali abbarbicati nella parte alta della cittadina, dove i turisti, scoraggiati per la salita, vengono scremati naturalmente. Tra le curiosità che mi sono rimaste più impresse: un fast food che pubblicizzava il camel burger, una macelleria che esponeva in bella vista tagli di carne di dromedario, un calzolaio che per pochi dinari ha trovato il modo di rattoppare le scarpe di Alessandra e Alice. Viviamo momenti semplici, quotidiani, e intensi insieme: fanno anch’essi parte del viaggio ed è piacevole condividerli con persone con cui, giorno dopo giorno, sembra si sia creata una sincera sintonia.

Viaggio in Giordania - Wadi Mujib, Petra

Durante la cena in hotel siamo tutti in fibrillazione: il programma prevede lo spettacolo di Petra by night, dove il più celebre monumento del sito viene illuminato in modo affascinante e suggestivo, per finire diffuso in un triliardo di fotografie che dilagano su Instagram e decine di altri social. Ma proprio sul più bello, la nostra guida Samir ci raggiunge trafelata e costernata: in seguito a proteste che non mi pare abbia intenzione di spiegarci nei dettagli, lo spettacolo è totalmente annullato. La delusione è dura da smaltire, ma è necessario andare oltre l’egoismo del turista e comprendere che tra la gestione centrale di Petra e la comunità di beduini che vivono all’interno del sito sussistono contrasti e tensioni che un viaggiatore ha il dovere, se non di comprendere nei dettagli, per lo meno di non ignorare. Del resto, anche in Perù accadde qualcosa di molto simile, e per poco non saltò la visita al Machu Picchu. Ripieghiamo per un serata iniziata al celeberrimo Cavern e terminata sulla terrazza dell’hotel. L’indomani ci aspetta Petra. E questa volta non ce la lasceremo sfuggire.

Viaggio in Giordania - Wadi Musa, Petra

Appunti dal taccuino di viaggio: la zoppia.
Alessandra ha già rotto i sandali un paio di volte, gli scarponi di Alice sono andati in pezzi, Cristian si è infortunato a un piede. Capita, quando si cammina molto, certo. Ma forse c’è anche qualcos’altro. La zoppia è un bellissimo segno iniziatico: si manifesta quando stai compiendo un passaggio, quando hai – letteralmente – un piede ancora nel vecchio te stesso, e uno già nella nuova dimensione che stai affrontando. Chirone, il mentore dei mentori, era zoppo a causa di una freccia scagliatagli per errore dal discepolo Eracle. Ma era zoppo soprattutto perché sapeva padroneggiare entrambe le nature: quella umana e quella divina. Anche Cenerentola è zoppa quando perde una scarpa. Significa che, anche se vive ancora nella dimensione quotidiana con le sorellastre, è oramai pronta per diventare la principessa che è chiamata ad essere. Io credo che chi è zoppo, in questi giorni, lo è perché è davvero entrato nel viaggio. In quanto a me, a questo punto del percorso, la mia zoppia si è già manifestata in un modo potente e non fisico; un modo che mi è difficile ammettere per primo a me stesso.

Parte 2 – Itinerario completo

 

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3 pensieri su “Viaggio in Giordania – Parte 2 – Mar Morto, Monte Nebo, Madaba, Wadi-Mujib, Kerak, Dana e Shoback

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