Amman vista dalla Cittadella

Viaggio in Giordania – Parte 4 – Dal Wadi Rum ad Aqaba, da Betania ad Amman

Addio al Wadi Rum

Mi ritrovo in sella a un dromedario, immerso in una penombra grigia e blu. Mentre riemergo da una notte quasi priva di sonno, mi lascio cullare dal ritmo sincopato del quadrupede che ciondola svogliato insieme al resto del branco. Stiamo andando incontro all’alba per dare l’addio al Wadi Rum, e anche se i miei pensieri ancora si confondono con i sogni, faccio del mio meglio per restare presente e godermi appieno ogni istante di questi ultimi scampoli di deserto.

Giordania, alba nel deserto del Wadi Rum
Viaggio in Giordania, alba nel deserto del Wadi Rum

Oltre l’orizzonte esili raggi di sole si divincolano tra le rocce e si allungano fino a noi, per baciarci sulla fronte. Mi concentro sul tepore che avverto sulla pelle, ascolto il mio respiro, fotografo i colori che riverberano sul volto dei compagni intenti a contemplare la mattina che nasce. È un addio dolce, consapevole e un poco malinconico, ammantato di gratitudine.

Giordania, alba nel deserto del Wadi Rum
Viaggio in Giordania, alba nel deserto del Wadi Rum

Per un momento, mentre salgo sul mezzo che ci condurrà ad Aqaba, mi percepisco in terza persona. Vedo il me stesso che prosegue il viaggio e sento, al contempo, che qualcosa è accaduto in questo deserto, e che una parte di me resterà smarrita qui, a vagare per chissà quante vite ancora.

Viaggio in Giordania, alba nel deserto del Wadi Rum
Viaggio in Giordania, alba nel deserto del Wadi Rum


Appunti dal taccuino di viaggio:

Pensi di essere oramai quella roccia laggiù. No, non la più alta, o la più appuntita, né la più massiccia. Ma comunque una roccia. Ben ancorata e solida e consistente. E invece basta un sospiro nel deserto, un alito di vento, e ti ritrovi sabbia, disperso in un triliardo di granuli, senza più niente che possa tenerti insieme.

 

Aqaba. Snorkeling dentro e fuori dall’acqua

Arriviamo ad Aqaba quando oramai è mattina inoltrata. Aqaba è l’unica vera città di mare della Giordania, ed è inscritta nel linguaggio universale che appartiene a tutte le città di mare: ingombranti hotel fuori scala colonizzano metri cubi di orizzonte, mentre in un centro vivace e piacevolmente chiassoso locali smaccatamente turistici si contendono gli spazi con il mercato e le botteghe più autentiche della città. Nell’aria si mescolano salsedine, smog e invitanti profumi di spezie. Eppure Aqaba non è una città di mare come tutte le altre: è sopratutto l’avamposto commerciale e politico della Giordania sul Mar Rosso, situato in una stretta lingua di acqua in cui si distinguono a occhio nudo le coste di Israele (che in genere, da queste parti, chiamano amichevolmente Palestina Occupata), dell’Egitto e dell’Arabia Saudita. Complici le imponenti silhouette delle navi mercantili che intralciano il campo visivo, si respira un’atmosfera un poco claustrofobica, dove mi pare di avvertire una lieve ma costante tensione, quasi un vago senso di minaccia eternamente incombente.

Viaggio in Giordania, Aquaba
Viaggio in Giordania, Aquaba

Per fortuna la nostra attenzione viene distolta in fretta da questi pensieri, per immergersi al di sotto della superficie marina: trascorriamo la prima parte della giornata bighellonando su di una bagnarola dal fondo trasparente, che ci conduce ora qui ora lì, per farci apprezzare la variopinta fauna sottomarina di una barriera corallina che, se forse non regge il confronto con località notoriamente più ricche da questo punto di vista, riserva comunque piacevoli sorprese agli amanti dello snorkeling. Esperienza curiosa, che non mi era mai capitata prima: nuotare sopra i relitti di un carro-armato, di un velivolo di grosse dimensioni e di un’imbarcazione. L’effetto è un tantino macabro, ma certamente affascinante. Il dubbio naturalmente è che i veicoli – così vicini tra loro e così esposti alla portata di chiunque – siano stati collocati qui artificiosamente, a favore di turista.

Viaggio in Giordania, snorkeling ad Aqaba
Viaggio in Giordania, snorkeling ad Aqaba

Durante il pomeriggio l’immersione prosegue tra le vie, i banchi del mercato e le brulicanti attività di Aqaba. Ci concediamo una merenda a base di dolcetti, caffè e frutta secca da sgranocchiare. Una microscopica curiosità: quando si acquista frutta secca, in Giordania, va considerato che accanto a prodotti già sgusciati (per esempio anacardi e ceci essiccati) vengono mescolati semi e frutti ancora da sgusciare (per esempio pistacchi). Perciò, se avete intenzione di mangiare passeggiando, può essere utile munirsi di un sacchetto dedicato alle bucce.

Viaggio in Giordania, mercato di Aqaba
Viaggio in Giordania, mercato di Aqaba

All’ora del tramonto ci sediamo ai margini di una spiaggia, incantati dalle abitudini così identiche alle nostre, e al contempo così distanti, dei bagnanti locali. È un’occasione per osservare un turismo meno occidentale e più marcatamente giordano: le famiglie si adagiano sulla sabbia fumando narghilè e spiluccano pietanze che materializzano da coloratissimi frigobar, mentre gli ambulanti offrono tè e bevande conservate in scenografici distributori di metallo. Qui e là si vendono lupini e frutti secchi. Le donne sono molto più coperte che ad Amman, e anche quando entrano in acqua sono generalmente velate da capo a piedi.

Viaggio in Giordania, tramonto su una spiaggia di Aqaba
Viaggio in Giordania, tramonto su una spiaggia di Aqaba con venditore di bevande

Cena, qualche ingenua birra clandestina in hotel, che ci fa sentire un po’ come una masnada di adolescenti in gita scolastica, e anche la pratica di Aqaba può dirsi archiviata.


Tappa a Betania. Il battesimo di Gesù

Nel 2 febbraio 2016 l’Unesco ha dichiarato Betania (Al Maghtas) patrimonio dell’umanità. È in questo sito che, secondo documentate evidenze archeologiche, Giovanni Battista avrebbe bagnato Gesù nelle acque del Giordano. Faccio del mio meglio per allineare la concretezza di questo luogo con l’immagine che di esso mi ero costruito nella mente sin da ragazzetto, quando frequentavo controvoglia il catechismo. Come per quanto riguarda il Mar Morto, mi è davvero difficile riuscire a scendere a patti con il mio immaginario, dove questa vicenda si svolge su di un piano mitologico e non ha mai avuto bisogno di esistere e di essere collocata in uno spazio reale, per esercitare un potere su di me. Non sono certo di comprendere il perché, ma una parte di me è convinta che rendere un mistero totalmente esplicito e concreto, sradicandolo dal piano del mito e consegnandolo a quello della cronaca, non rappresenti sempre un’ottima idea: temo che contribuisca a depotenziarlo, a renderlo meno capace di agire nell’interiorità delle persone. Forse è un po’ come incontrare il tuo scrittore preferito e scoprire che nella vita quotidiana è un perfetto stronso (come direbbe la nostra guida Samir).

Viaggio in Giordania, Betania

Più di ogni altra cosa, a Betania è l’impatto con Israele a colpirmi. Distante appena poche decine di metri – il Giordano in quel tratto è giusto un rigagnolo – eppure così estraneo, così alieno, così lontano dal punto di vista politico, economico e sociale dalla terra che stavamo calpestando. Noi, da bravi turisti, giocavamo a bagnarci nelle acque del fiume. Allo stesso modo, dall’altra parte della costa, molti pellegrini compivano il rituale del battesimo. Eppure quei gesti speculari non riuscivano a creare alcun legame tra le sponde, e la guardia armata che sorvegliava il confine era lì a ricordarci che anche se le religioni monoteiste si proclamano sorelle e diffondo messaggi di pace e fratellanza, sulla terra, nel mondo della concretezza, la pace tra il popolo giordano e quello israeliano è ancora molto, molto lontana.

Viaggio in Giordania, Betania
Viaggio in Giordania, Betania

 

Amman e dintorni. Rotolando verso la fine

Infine il nostro lungo percorso ci riporta ad Amman, dove il viaggio si concluderà. Trascorriamo nella capitale gli ultimi tre giorni pieni, per esplorarla a dovere e dare un’occhiata anche ai dintorni. Ma nei miei ricordi, complici la malinconia da fine avventura e una serie di notti quasi prive di sonno, trascorse invano a cercare di rimettere insieme pezzetti di me dispersi lungo il cammino, appare tutto piuttosto confuso e disordinato: una sorta di sogno fluttuante in cui solo di quando in quando riesco a isolare un momento, un luogo, un brandello di dialogo. Quasi impossibili da ricostruire in modo organico e rispettoso di un seppur vago ordine temporale, appunterò qui i giorni di Amman così come affiorano nella mia mente.

Amman vista dalla Cittadella
Amman vista dalla Cittadella

Ho adorato i suk: labirintici, caotici, affastellati di merci di ogni forma, colore e odore. Con i mercanti che urlano di qui e di là e ti invitano a provare ogni cosa, ad assaggiare un dattero, un biscotto, un dolcetto, un po’ di frutta secca, un misto di spezie. È davvero divertente perdersi tra i vicoli e lasciarsi trasportare dall’energia, vagabondando senza preoccuparsi di una meta come una zattera alla deriva.


Ho ricordi un po’ vaghi sia dell’affascinante castello del secondo secolo a.C. di Iraq Al Amir, sia della Grotta dei Sette dormienti, la cui leggenda non è riuscita a far breccia nel mio cuore stanco e confuso. Di quest’ultima esperienza conservo soprattutto una fotografia nella mente: la nostra guida che spiaccica senza esitazione un ragno con la suola della scarpa, proprio mentre stava terminando di spiegare i concetti cardine della cultura islamica, improntata a un’idea di amore universale. In quel momento – nel mio animo un poco smarrito e certamente carente di sonno – quel gesto si è scolpito con la forza di un simbolo, quasi fosse un evento reale e al contempo onirico, connesso direttamente al mio profondo.

Viaggio in Giordania, Iraq Al Amir
Viaggio in Giordania, Iraq Al Amir

Qualcosa in più ricordo della Cittadella, su cui troneggiano i resti del tempio di Eracle, e da cui si può godere di una scenografica vista sulla città, costruita su sette colli esattamente come Roma. Dall’alto non è difficile distinguere il teatro romano e l’Odeon. Nel complesso, che merita certamente una visita, è presente anche un piccolo museo, per la verità non certo traboccante di materiali.

Viaggio in Giordania, Cittadella, Tempio di Eracle
Viaggio in Giordania, Cittadella, Tempio di Eracle

Conservo anche il ricordo di qualche cena piuttosto divertente e di una sorprendente serata a Rainbow Street profumata di tè bianco alla rosa, dove Silvana ci ha stupito, confessandoci di aver inciso qualche pezzo insieme a un noto cantautore originario della mia città: nientemeno che Pierangelo Bertoli. Forse ai lettori diversamente millennial dirà qualcosina.

Ho amato e odiato il teatro romano. L’ho amato perché è un luogo ancora vivo, significativo e attivo: è un punto di riferimento per le persone e ancora oggi accoglie concerti, eventi, festival. È splendido pensare che un luogo progettato per ospitare la vita continui nella sua missione anche dopo secoli e secoli dalla sua costruzione, quando oramai non esiste più alcuna traccia delle popolazioni che lo edificarono. Se ci si pensa un po’, assomiglia quasi a un miracolo.

Viaggio in Giordania, Amman, teatro romano
Viaggio in Giordania, Amman, teatro romano

L’ho odiato l’ultima sera di Amman, quando già faticavo a gestire il garbuglio di sentimenti che mi si annodavano nelle viscere insieme alla cena, e all’improvviso mi sono trovato a dover sostenere l’invadenza di un ragazzo che ha rovinato le nostre ultime ore insistendo come un forsennato per avere una foto di gruppo, quando in realtà era interessato esclusivamente alle persone di sesso femminile (ma non osava rivolgersi direttamente a loro). Certo, va considerata la diversità culturale, e naturalmente va tenuto conto che per un ragazzo giordano – abituato a vedere donne perennemente velate – una turista occidentale deve risultare piuttosto conturbante e allo stesso tempo disorientante. (Detto tra noi, non è difficile indovinare cosa ci faccia con quelle foto, nel chiuso della sua cameretta). Ma nonostante tutte le attenuanti del caso, l’insistenza è stata tale da guastarmi non poco l’umore. In fondo, erano le nostre ultime ore in Giordania e chiedevo solo di poterle vivere in santa pace. A proposito, my jordan friend, sai che in italiano c’è una parola perfetta per casi come questo? Te la insegno volentieri: Vaffanculo.

Viaggio in Giordania, Amman, teatro romano
Viaggio in Giordania, Amman, teatro romano

Ho assaggiato il succo di melograno e anche quello di canna da zucchero. Sono entrambe bevande da strada, che si acquistano al volo e si consumano passeggiando. Il primo è una vera e propria spremuta di melagrane fatta al momento: acidula e un poco asprigna, è ideale per il caldo di agosto. Il secondo somiglia moltissimo all’orzata valenciana: è vagamente lattiginoso e ha un certo sapore di linfa, ma alla fine lascia in bocca una piacevole freschezza.

Viaggio in Giordania, Amman, succo di melograna
Viaggio in Giordania, Amman, succo di melograna

Tra le ultimissime esperienze condivise, la visita al recente Museo Archeologico di Amman. Ottimamente allestito, con un occhio di riguardo per il coinvolgimento dell’utente e l’aspetto dell’interattività, è forse un tantino carente sul piano dei contenuti, che risultano spesso più ludici che realmente interessanti. La sala che ricordo con più intensità è quella dedicata ai rotoli del Mar Morto.

Viaggio in Giordania - Museo Archeologico di Amman
Viaggio in Giordania – Museo Archeologico di Amman

Il rientro in Italia, con partenza all’una e trenta del mattino, è un lungo e straziante trascinarsi di controllo in controllo, quasi una guerra di trincea fino all’agognato approdo a Milano, che avviene solo nel primo pomeriggio. Nemmeno il tempo di uscire dall’aeroporto, ed è già ora di fare i conti con la realtà.

Fine del viaggio in Giordania
Fine del viaggio in Giordania

 


Viaggio in Giordania, parte 4 – Itinerario completo

 

Titoli di coda

Grazie a
(in ordine alfabetico):

Adriana,
Alessandra,
Alice,
Barbara 1 e Barbara 2,
Cristian,
Francesca,
Giulia,
Marta,
Nico,
Paolo Grande e Paolo Piccolo,
Silvana,
Tiziana,
Valentina

Un grazie speciale al coordinatore:
Gianfranco

 

PS
Se qualcuno di voi trova un pezzetto di me in valigia, sarebbe così gentile da recapitarmelo?

ANCORA UN ATTIMO
Cosa sono quei musi lunghi da dromedario mandato al macello? Per tirarci tutti un po’ su di morale, ecco un video rubato a Petra: mentre un ragazzo messicano si era fermato a chiederci indicazioni, il suo compagno di viaggio non riusciva a stare fermo e ha ballato per tutto il tempo una musica che sentiva solo lui. Certo, probabilmente aveva gli auricolari, ma il risultato rimane piuttosto surreale. Il titolo è: Quando Petra ti prende bene. E un’altra cosa ancora: quasi certamente, un poco più avanti, dedicherò a questo viaggio un ulteriore pezzo, in cui inserirò FAQ, consigli, curiosità, aneddoti e cose del genere. Insomma, per le lacrime possiamo aspettare ancora un pochino.

<– Torna alla Parte 3 

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