Quattro tipi umani che puoi incontrare in agenzia viaggi (E che anzi, ho proprio incontrato davvero).

Stamattina ho passato un paio di ore in un’agenzia viaggi. Internet funzionava col singhiozzo sul telefono e i caricamenti sincopati delle pagine mi facevano diventare matto dal nervoso, mentre i cataloghi non riuscivano a risucchiare la mia attenzione, nonostante mi impegnassi moltissimo per convincere il mio cervello a interessarsi.

Così, mentre aspettavo buono il mio turno, seduto sulla poltroncina rossa provando tutte le posizioni possibili per le gambe (gamba destra accavallata sulla sinistra, gamba sinistra accavallata sulla destra, piede sinistro su ginocchio destro con mani appoggiate sulla scarpa, piede destro su ginocchio sinistro (la mia preferita di sempre) e molte altre ancora) non mi è rimasto altro da fare che ascoltare i dialoghi dei clienti arrivati prima di me. È stato molto, molto istruttivo, anche se mi ha lasciato – devo ammetterlo – un poco sbigottito, ecco.

Non mi va di trasformare questo testo in uno di quei resoconti à la Benni, né in quei post da blogger seo oriented. Eppure non posso fare altro che dividere il pezzo in capitoli in base ai clienti, giurando al contempo di scrivere tutta la verità, solo la verità, nient’altro che la verità.


1. Le ragazze di venticinque anni

Le ragazze, che secondo me avevano sui venticinque anni, hanno chiesto di Rodi. Il dato saliente, quello che ha reso la conversazione interessante per me, è stato il mismatch tra domande e risposte.

Domanda: Rodi è abbastanza grande per starci un paio di settimane?
Risposta: Sì, beh, è un’isola piuttosto grande e con molte cose da vedere, ha un centro medioevale meraviglioso, è ricchissima di storia e mus…
Domanda: Sì, ma le spiagge dico. Le spiagge sono grandi? E sono tante?
Risposta: Sì, ci sono moltissime spiagge, se vi piacciono le vacanze di mare, Rodi è piena di spiagge che potete anche un po’ scoprire, un po’ andarvi a cercare insomma…
Domanda: Ah, non si raggiungono facilmente in auto?
Risposta: Beh, sì, se amate più, diciamo, la comodità, potete vivervela anche così, rilassandovi in spiagge che comunque sono molto naturali.
Domanda: Naturali? Ah, ma cioè, non sono attrezzate? E se c’è troppo sole, si sa che a Rodi c’è molto sole vero Giusi?, se c’è troppo sole e le spiagge non sono attrezzate come facciamo con l’ombrellone? Mica possiamo portarci l’ombrellone da casa in aereo…

Arrivati a questo punto mi sono chiesto seriamente quanto tempo ancora sarebbe trascorso prima che il consulente dell’agenzia rispondesse: Ma zio pedro, ma statevene a casa, no? Volete spiagge comode, attrezzate, che si raggiungono in macchina e non vi interessa altro? E allora andate in Riviera! Che spendete anche meno. O il problema è che poi al rientro dire che siete state a Rodi è più cool che dire che siete state a Cervia?

Invece il consulente, molto più saggio di me, ha risposto a tono, spiegando che noleggiare un ombrellone, a Rodi, o persino comprarlo e poi lasciarlo là o venderlo ad altri vacanzieri, è facile ed economico. «E i parcheggi? Costano molto i parcheggi vicini alle spiagge? No perché sai una volta siamo state sulla costiera amalfitana e i parcheggi costavano moltissimo ed era veramente una scocciatura» hanno chiesto anche. E di nuovo, non so davvero dire con quale forza interiore, il consulente ha risposto a tono, invece di ucciderle piantando loro nel cuore il palo dell’ombrellone in vetrina.

Rodi parking
Gravi problemi di parcheggio in quel di Rodi.

2. La quarantenne per bene mandata in avanscoperta da altre quarantenni
Dopodiché è stata la volta di una milf sui quaratadue ben portati, che voleva andare alle Baleari insieme a cinque amiche.

Domanda: Vorremmo andare alle Baleari, io e cinque amiche.
Risposta: Perfetto, guardo subito un villaggio.
Domanda: Sì, ma lo vogliamo italiano, con cibo italiano e animazione italiana.
Risposta che avrei dato io: E allora statevene in Italia, no? Fate meno chilometri voi e fate guadagnare anche un po’ il Paese, che ne ha molto bisogno.
Risposta che ha dato il consulente (come detto, molto più saggio di me): Bene, allora facciamo prestissimo, perché le proposte di questo tipo sono tutte in questo catalogo.
Domanda: E un’altra cosa… Si sa che alle Baleari praticano il nudismo… a noi dà fastidio. Come possiamo fare?
Risposta che avrei dato io: Ve l’ho detto, zio pedro, statevene in Italia. È la soluzione migliore. Perché complicarvi la vita e viaggiare? Che poi vi affaticate e vi indisponete anche. 
Risposta che ha dato il consulente (che ai miei occhi ha raggiunto il livello di saggezza di un santone indiano): Non preoccupatevi, è praticato con discrezione e in modo da non infastidire mai i turisti che non lo apprezzano.
Domanda: Quindi non è un nudismo spinto, vero?
Risposta che avrei dato io (probabilmente scattando in piedi e gettando a terra tutti i cataloghi): Ma cosa vuol dire nudismo spinto? Cosa!? O è nudismo o non lo è! Ma si rende conto che siamo qui da dieci minuti e non mi ha neanche chiesto cosa c’è da vedere alle Baleari, com’è l’ambiente, com’è il mare, quali sono la storia, la cultura, il cibo? Lei vuole andare alle Baleari ma le vuole italiane, con persone italiane, cibo italiano e tutto quanto italiano; e senza niente che non rientri nel suo recinto mentale. E allora, perché non sta in Italia, eh? Ci sono tanti bei posti da vedere, per esempio Pinarella di Cervia.
Risposta che ha dato il consulente (undicesimo dan di santità): Ma assolutamente no, non è certo un nudismo spinto, non si preoccupi.

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Un esempio di nudista spinto. Spinto da un altro nudista.

3. La coppia di splendidi
A un certo punto entra una giovane coppia, che protende davanti a sé un passeggino ed emana un’aura di benessere che aleggia luminosa e si espande in ogni dove. È quel genere di famiglia che potresti trovare in una brochure pubblicitaria, e che sfila per le vie della città con il marchio di un’Image Bank stampigliato sulla fronte. Salutano i consulenti come fossero vecchi amici e poi lei prende la parola. Quello che dice, lo giuro, è più o meno questo:

Lei: Ciao, no, vabeh, ho visto che è una brutta mattina, che avete un sacco di clienti, quindi niente, se potete darci un paio di cataloghi diamo un occhio e poi torniamo. Anzi, sapete cosa? Tanto col bimbo non possiamo andare molto lontano, prenotateci voi quello che credete, verso settembre, diciamo non oltre la Grecia come distanza.
Risposta che avrei dato io: (…)
Risposta che hanno dato i consulenti: (…) + D’accordo, ecco questi cataloghi, intanto fatevi un’idea che noi iniziamo a pensare a qualche bella meta. Non più in là della Grecia.
Lei: Sì, ma guarda, davvero, prenotate voi, scegliete voi. Non più in là della Grecia, mi raccomando. Ciao, ciao, dobbiamo scappare che mi stanno chiamando al telefono, ciao.

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La generica famiglia da catalogo che cerca una generica vacanza da catalogo.

4. I due super ricchi in viaggio di nozze
Quando ormai pensavo di aver terminato la mia sessione di apprendimento, ecco un ultimo dialogo che non avrei saputo immaginare se avessi dovuto inventare.

Domanda: Vogliamo andare in Polinesia oppure fare un tour degli Stati Uniti. Ce l’avete ancora quel catalogo con lo sceriffo in copertina?
Risposta: Era un vecchio catalogo, ora c’è questo, più aggiornato. Beh, sono due tipi di viaggio molto diversi tra loro.
Domanda: Perché molto diversi?
Risposta: Beh, perché uno è… nel senso… capite che sono proprio due modi diversi di…
Domanda: Ma allora sai cosa?, tanto stiamo via un mese, facciamo tutte e due i viaggi. Ci fai un pacchetto con due settimane negli States e due in Polinesia? (Peccato però che non avete più quel catalogo con lo sceriffo in copertina, mi piaceva quella copertina).
Risposta: Sì, beh, è possibile. Aspetta, facciamo una prova rapida. Una simulazione. Ecco verrebbe a costare questa… ehm.. una cifra del genere. Adesso poi possiamo andare a verificare meglio, a togliere magari qualcosa…
Domanda: Ma è pochissimo! Per un viaggio così è proprio pochissimo! Aspetta, ma al rientro siamo due giorni a Parigi?
Risposta: No, vedi?, arrivate a Parigi e poi… Beh, scusate, nulla vieta, se lo volete, di aggiungere un giorno a Parigi.
Domanda: Ma no, a Parigi ci andiamo spessissimo nel weekend, ci siamo stati anche due weekend fa, non mi sembra il caso. Tu cosa dici?
Risposta: Sì, certo, come volete.
Domanda: Bene, possiamo prenotare subito?

Suona il telefono. No, non il telefono. Suona il Samsung S6. È la madre di lei.
Lei (urlando): Sì, mamma, abbiamo già prenotato. Solo ventiseimila euro! Per il viaggio che faremo è pochissimo! Sarà stupendo, come nel catalogo con lo sceriffo!

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Il catalogo con lo sceriffo. Forse era questo: guardate che sorriso accogliente.

Alcune cose che ho pensato dopo questa illuminante mattinata

Meno male che non faccio il consulente di viaggi. Forse ora starei scontando un ergastolo.

– Forse in questi anni ho vissuto su un altro pianeta.

– Di cosa parliamo, quando parliamo di viaggi?

Ma soprattutto questa: Perché viaggiamo? Che cosa ci spinge davvero a viaggiare? Io spero che l’unico motivo non sia, come dice quella pubblicità, per poi raccontarlo agli altri. Però qualche dubbio mi viene.

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E starsene in Italia? Che in effetti è anche bella?
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4 pensieri su “Quattro tipi umani che puoi incontrare in agenzia viaggi (E che anzi, ho proprio incontrato davvero).

  1. Le stesse domande che mi faccio io. Tanta gente dovrebbe stare a casina. E pensare che è così bello viaggiare. I soldi spesi meglio. Io ho il salvadanaio maialino x gli spiccioli che puntualmente svuoto x tutti i viaggi che faccio ..Mai in agenzia però. CIAO. Elena

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